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giovedì, 24 aprile 2008 Come vedete, questo blog va un po' a singhiozzo nelle ultime settimane. I motivi sono di diverso ordine: prima di tutto, è aumentato il lavoro. Un vero antimperialista deve farsi mantenere per fare la rivoluzione; però qui il Mullà Omar promette, promette, ma poi non mantiene e nel frattempo devo arrangiarmi traducendo contratti e altre noiosissime cose. Poi, ho fatto qualche breve viaggio, e anche questo fine settimana (che per me inizia oggi) sarò via. Il terzo motivo è più complesso e soggettivo, come potete intuire se leggete gli ultimi post: voglio riorientare un po' le mie attività e il mio scrivere, per uscire dalla tentazione del contingente. Adesso,chiudo di nuovo per qualche giorno. E chiudo anche i commenti, vista l'orda famelica di troll lì fuori, con accompagnamento di persone, magari in perfetta buona fede, ma che vogliono solo parlare di cose di scarsa o nulla importanza. Chiedo scusa ai commentatori storici, che hanno sempre contribuito con tante cose interessanti: tra una settimana o due, si dovrebbe riprendere normalmente - primero Dios. martedì, 22 aprile 2008 Quello che segue è il ragionamento su cui baso le scelte della mia vita. Cerco di esporlo nella maniera più semplice, ma non verrà capito lo stesso da quasi nessuno: la maggioranza continuerà a dire, "ma insomma, per chi tifi in questa o quella rissa in rete?" I blog sono in apparenza democratici, nel senso che non c'è uno che parla mentre gli altri ascoltano: parlano tutti contemporaneamente. Anzi, i blog esistono solo nel momento in cui parlano. Ne consegue che devono parlare in ogni istante, non importa di cosa. Come individui, o per usare il termine greco, come atomi. Il blog è quindi il caso estremo di individualizzazione o di atomizzazione.[1] Il blog è quindi semplicemente la manifestazione esteriore di qualcosa che avviene in ogni aspetto del nostro mondo.
Ora, più si è individualizzati, più si diventa uguali agli altri: è il segreto del rapporto stretto che esiste tra emancipazione e sudditanza consumistica. Infatti, il massimo di individualizzazione - di "libertà" - è anche il massimo di impotenza, perché in ogni istante, l'atomo si trova indifeso di fronte alla pressione circostante: se non esiste la possibilità di formare alcun blocco che opponga resistenza, ciascun individuo viene spinto dove vuole la forza soverchiante del controllo economico e mediatico. Proprio per questo, ciò che appare democratico sortisce in realtà un effetto contrario. Il blog (con i suoi annessi chattiformi) è la forma - per ora - ultima di questa condizione umana. Se esistono solo atomi che volano nello spazio, in perpetuo moto, essi finiranno per incontrarsi e scontrarsi casualmente tra di loro. Certo, la prima spinta potrà derivare dal disgusto provato per la faccia di Bruno Vespa, o da qualche incerto elemento identitario. Il sistema capitalistico accelera le trasformazioni, come possiamo vedere in tutti i campi. La rivoluzione elettronica porta questo processo alla quasi simultaneità: nel giro di pochi minuti, leggo un gran numero di blog e reagisco. Ognuna di queste reazioni porta un nuovo elemento, dà una nuova spinta all'atomo vagante nello spazio - o nello Spammo, come dice più precisamente una saggia quattrenne di mia conoscenza: una definizione che mi sembra molto migliore di "blogosfera". Anche perché il termine blogosfera è il prodotto dell'imbecille autocompiacimento di chi crede di appartenere a un mondo a parte, mentre la rete dei blog non è altro che il punto estremo della volatilizzazione umana in corso a tutti i livelli. Ogni incontro e ogni scontro nello Spammo fa deviare l'atomo dalla sua traiettoria iniziale, la fa sbattere da altre parti. Si potrebbe pensare che l'aumento di incontri-scontri faccia crescere anche l'esperienza: ma non è così, perché gli atomi spammanti non possono accumulare nulla - i nostri tempi vedono anche il crollo di tutta la cultura illuminista, che si basava sulla costruzione della conoscenza attraverso lo studio e l'esperienza. Per questo, gli scontri nello Spammo avvengono sempre per motivi psicologici primari. Non voglio dare esempi, perché i soliti ci leggerebbero subito qualche inesistente riferimento trasversale a casi reali. Però penso che tutti abbiamo presente liti avvenute nello Spammo. Sono sempre legate a due o tre pulsioni fondamentali, di tipo adolescenziale. Ieri i quotidiani riferivano di una violenta rissa tra studentesse quindicenni dell'istituto tecnico "Luosi" di Mirandola, l'esito di gelosie sorte "su Internet". La lettura dell'articolo è istruttiva, perché riflette tutti i meccanismi delle cosiddette blogwar, senza però le elaborate finzioni di cui noi, cresciuti nei tempi pre-elettronici, ancora sentiamo il bisogno. L'atomo, spinto di qua e di là da questo incessante scontrarsi, finirà prima o poi per seguire una traiettoria del tutto diversa da quella che si era posto in origine. Lo scontro però non è semplicemente tra due o più individui: avviene sempre davanti a una platea, a volte di migliaia di persone. Dove si creano immediatamente meccanismi ulteriori, sempre elementari, di tifo per e di odio contro. Nascono così nuove catene di azione e reazione, che generano nuove spinte. Non so voi, ma questo moto perpetuo e casuale mi fa orrore. Eppure anch'io ci finisco impelagato, perché non è possibile non trovarsi coinvolti negli incontri-scontri. In ogni singolo scontro, ci può essere chi ha ragione e chi ha torto. Certo, il giudizio non è facile, perché non è avvenuto nessun fatto concreto: ci sono solo chiacchiere e byte attorno a emozioni di persone che magari non si sono mai viste in vita loro. Ma se un simile meccanismo si ripete incessantemente e ovunque, vuol dire che si tratta di una questione strutturale: le singole ragioni e i singoli torti scompaiono di fronte a qualcosa che è iscritto in maniera inevitabile nel sistema stesso. Gli affetti artificiali dello Spammo si trasformano in maniera automatica in odio e nella ricerca vana di nuovi affetti: non è un fenomeno accidentale, è l'essenza del mondo in cui viviamo. Io ho scelto di aprire un blog, con una traiettoria ben precisa in mente. Una traiettoria si può modificare continuamente in base alla riflessione, ma non semplicemente all'impatto con altri atomi. Chiaramente, le persone non sono atomi: potenzialmente sono molto di più. Ma la loro proiezione elettronica spesso lo è. Il sistema in cui viviamo, contestato ingenuamente per tanto tempo come "materialista", è in realtà una smaterializzazione e uno svuotamento dell'umanità reale. I link sono, per definizione, dei legami. Che ti tirano comunque in questa o quella direzione. Ecco che in un colpo solo chiudo cinque link. Sta alla saggezza delle persone che hanno generato quei blog, sapere che loro non sono blog. E che ciò che io penso di loro in quanto esseri umani è cosa diversa da ciò che penso dei loro veicoli elettronici impazziti. Nota: [1] Non mi interessa qui il corretto uso in fisica del termine "atomo". Sto parlando degli atomi che conoscevo io a scuola, sostanzialmente piccole palline colorate a forma di biglia. Mi ricordo che mentre le molecole sembravano complicate opere d'arte fatte con il Lego, gli atomi che se ne stavano per fatti loro, erano piccole sfere plasticose tutte uguali. sabato, 05 aprile 2008 Per qualche giorno, sarò via. Nel frattempo, il blog si prende un meritato riposo: potete guardarlo, ma non toccarlo. I commenti, infatti, li ho chiusi temporaneamente. Se avete qualche cosa di importante da comunicarmi, scrivetemi in privato, come sempre, a muqawama@gmail.com. martedì, 01 aprile 2008 Io non sono un blogger, e non lo voglio diventare mai. Ho deciso di aprire un blog, per un motivo molto concreto: ho delle cose da dire, ed è più facile aggiornare un blog che un sito. Per mia grande fortuna, il blog ha attirato diversi commentatori eccezionali. Con loro si è costruito qualcosa come un dialogo socratico, dove ciascuno contribuisce, con le proprie riflessioni, a far cambiare le idee agli altri; o almeno a obbligare gli altri (me per primo) a definire meglio ciò che pensano. Fin lì, posso arrivare. Oltre, però, si passano le porte dell'inferno piccolo borghese. Si entra in una dimensione di chiacchiere, pettegolezzi, complicità e dispetti che diventano la morte di ogni idea e di ogni discussione. Nulla di diverso da ciò che succede in ogni cortile del mondo almeno dai tempi delle indagini di Publio Aurelio. Solo che queste discussioni da cortile godono di due qualità che scimmiottano il divino: l'onnipresenza e l'immortalità. Su Internet, ci sono persone che hanno qualcosa da dire, e persone che hanno qualcosa da sfogare. "Dire" non significa parlare solo di astrazioni: si possono "dire" anche le emozioni. Lo sfogo incontrollato è qualcosa di perfettamente umano e sano, però si sappia che ogni nostro sfogo personale viene scolpito in un marmo indistruttibile, e quel marmo si trova in ogni computer del pianeta, dall'Alaska alla Nuova Zelanda: irrevocabile, privo del proprio contesto, senza i gesti e la voce che ci fanno capire cosa voleva dire davvero la persona, copiabile e manipolabile all'infinito, scorporabile da ogni eventuale rettifica. Mi riferisco, ovviamente, anche (ma non solo) a un fatto recente che la maggior parte di voi conosce. Non voglio prendere parte, anche perché mi sono rifiutato di cercare di capire come sia iniziata la vicenda, che non mi riguarda. La mancanza di tempo, il guasto del router e l'assenza di ogni interesse mi hanno risparmiato di seguire poi gli sviluppi. Però mi auguro che si rifletta sul concetto di priorità. Per me, la devastazione del pianeta da parte dell'imperialismo (per semplificare con una parola) è cosa più grave e seria di un mio eventuale problema con qualcuno che sta comunque dalla mia stessa parte. Anzi, penso che il problema del nemico prioritario sia così grave e urgente, che occorre sempre smussare gli angoli e cercare ciò che unisce, piuttosto che ciò che divide. Tanto siamo tutti diversi, e non è che individualmente i "nostri" debbano per forza essere umanamente migliori dei "loro". E' normale che non sia così per tutti: sono cosciente di far parte di una minoranza. Ci sono persone che pongono come primo problema, che so, la libertà di mercato. Altre persone, la grande maggioranza, pongono in primo piano le loro amicizie e i loro conflitti personali, e non si interessano di grandi temi. Va benissimo, ma ognuno abbia la coscienza della scelta che sta facendo. Soprattutto quando si comincia a coinvolgere anche l'azione politica dell'altro nella diatriba. Perché qui si tocca l'unico criterio che conta: la differenza tra chi chiacchiera, e chi rischia in prima persona. Gli ultimi sono pochi, ma i primi, Dio li ha creati apposta con grande lungimiranza per allacciare loro le scarpe. Non so i vostri nemici. I nostri nemici non hanno esattamente delle idee: hanno confusi grumi di pulsioni, identità impazzite, paure e rancori. Per questo, possono solo ricorrere a cronaca nera, titoli di giornali e pettegolezzi per costruire i loro discorsi, quando non falsificano direttamente i fatti. Ogni nostro sfogo e ogni pettegolezzo è a loro disposizione con un clic. Ed è la loro arma preferita. E' anche un'arma efficace nella blogosfera, che si alimenta di fattacci privati e di un'atmosfera di falsa intimità, che non ha nulla a che fare con il vero spirito comunitario. Mica fanno male a usare queste armi. La stessa elementare strategia che mi porta a cercare di unirci il più possibile, porta loro a cercare di dividerci il più possibile. Siamo noi che siamo poco furbi a dargliele queste armi. Non dimentichiamo mai che siamo in guerra con il nemico dell'umanità. Awia tlakochkalko notekiowa ayayuwi nokakia tlakatl, ya nechiyapinawia, ayaka nomati, nitetzawistli, awiya, ayaka nomati niya, yautla, akitolok tlakochkalko notekiowa, iwexkatlatoa ay nopilchan! venerdì, 28 marzo 2008 Da una settimana, riesco a collegarmi solo per brevi attimi, poi il router collassa. Una bellissima vacanza da ogni elettroneria, che purtroppo finirà non appena aggiustano l'attrezzo. Nel frattempo, riesco a stento a seguire un po' i commenti, non leggo altri blog e scarico con gran fatica la posta. Comunque, esisto più e meglio di prima. lunedì, 18 febbraio 2008 Non sono fatto per scrivere su Internet. Tutto in rete è istantaneo; e il contenuto dell'istante viene deciso altrove. In questo senso, anche in una realtà fluida come quella elettronica, il dominio permane sempre. Oggi ad esempio la partita che i media ci offrono è il match di Giuliano Ferrara contro i laicisti. Da un blogger normale, ci si aspetta una battuta fulminante a sostegno di uno dei due schieramenti. Mentre io trovo surreale tutto lo spettacolo. Infatti, per me la domanda non è se Ferrara ha ragione o no. La domanda è, ma chi è Ferrara? Non è nemmeno un consigliere comunale. Dirige un quotidiano che è una nullità rispetto alla Provincia di Como (tanto per fare un esempio). Non è il portavoce di una Chiesa (in cui dichiara pure di non credere), e non rappresenta alcun partito politico; e poi non è sicuramente un pensatore originale e non è un esperto di nulla. Quindi mi verrebbe da scrivere un lungo trattato sui criteri secondo i quali il sistema riconosce in certe persone degli Intellettuali Autorizzati, che possono rappresentare uno dei due Punti di Vista che tengono in piedi la rappresentazione. Però la gente leggerebbe fino alla terza riga del mio testo, cercando di capire da che parte sto ("con Ferrara o contro?"), direbbe "boh" e passerebbe a un altro sito. Lo so benissimo che se non ci fosse Internet non potrei esprimere nemmeno le mie riflessioni. Però sento sempre il bisogno di discutere fuori dal contesto (simpatico, ma anch'esso istantaneo e litigioso) dei commenti al blog; ma anche eventualmente di incontrarsi di persona qualche volta: prossimamente dovrei girare diverse città d'Italia, e si potrebbe cogliere l'occasione per prendere una pizza insieme ad alcuni dei lettori del posto. Insomma, vi assicuro che non mi disturbate se mi scrivete in privato con tutte le vostre riflessioni sui temi di cui parliamo, o presentandomi i vostri blog o attività. Vanno benissimo i nomi d'arte, ma mi piacerebbe sapere in che regione vivete, in modo da segnalarvi quando capito da quelle parti. Ecco qui: lunedì, 07 gennaio 2008 Per un curioso destino, ho avuto problemi con il computer la vigilia di Natale di alcuni anni fa, la vigilia di Ferragosto due estati fa (quella volta fu un fulmine) e la vigilia di Capodanno di quest'anno. Insomma,i momenti migliori per guadagnarsi una pausa senza la tentazione di correre dal tecnico. Ammetto di godermi molto questi rari e fortunati intervalli; ma temo di essere riuscito, purtroppo, a sistemare il computer anche questa volta. giovedì, 06 dicembre 2007 Come sapete, tra i commenti di questo blog, non esercito alcuna censura sulle opinioni. Possono scrivere islamofobi, paladini del capitalismo, sionisti, razzisti conclamati, guerrafondai in base al principio che alle affermazioni si risponde con i ragionamenti e non invocando il politicamente corretto. E poi un avvocato del diavolo fa sempre comodo, perché permette di correggere eventuali imprecisioni e di curare meglio il linguaggio. Non sono invece ammessi comportamenti scorretti. Questo principio ha funzionato, finora, a meraviglia, e credo che proprio i commentatori politicamente più lontani da me lo possano testimoniare. Però, tra i commentatori critici più attivi, c'è un tale che si fa chiamare Castruccio, Martin Mystere, Erik Lehnsherr e altro, che tutti i giorni e a tutte le ore sorveglia il blog mio, quello di Sherif, quello di Dacia Valent, ma anche quelli di persone dalle idee lontane dalle mie, che però hanno sempre dimostrato un comportamento ineccepibile - Rosalux e MMax. Il suo metodo consiste nel fare commenti tranquilli in termini di contenuto su un blog, mentre altrove diffama furiosamente lo stesso blog; e nel provocare liti con vari partecipanti, in modo da far degenerare i commenti, in particolare con la creazione di vari fake, facilmente riconoscibili dallo stile e anche da certi elementi tecnici, che gli permettono di diffamare o di insultare senza far perdere la faccia a quello che è il suo nick ufficiale del momento. A volte con vere e proprie persecuzioni, come una vergognosa esplosione di insulti razzisti contro un commentatore albanese. Castruccio è una persona cui piace far credere di essere in possesso di chissà quali informazioni segrete, che gli permettono di insinuare sospetti di ogni sorta, o direttamente o tramite i suoi fake. Pur sapendo tutto questo, speravo che si fosse calmato, e volesse giocare al ruolo, del tutto lecito, di avvocato del diavolo. Ma ieri ha superato i limiti anche della mia larga tolleranza. Alle 21.45, un suo fake anonimo scrive, con il solito linguaggio tra lo sbirresco e il mafioso: "castruccio una volta scrivesti che MM era un noto confidente e lo definisti un soffia. Sei ancora dello stesso parere e innanzitutto ne hai le prove? C' è qualcuno che è stato arrestato o indagato grazie alle sue soffiate?" Scrivere una cosa del genere su un blog politico è un po' come lanciare, durante un incontro di genitori dell'asilo, il sospetto di pedofilia su un altro genitore con cui non si è d'accordo per qualche motivo. Quattro minuti dopo, Castruccio si risponde da solo, questa volta con il suo nick ufficiale: alla non tanto anonima postatrice #28 In un colpo solo, cerca di: 1) far capire, come sempre, che è al corrente di cose misteriose (perché mai dovrebbe essere una donna ad avere scritto quel commento, e anche se lo fosse, come potrebbe saperlo lui?) 2) farmi sospettare di qualche donna che commenta regolarmente sul mio blog, nella speranza di farmici litigare 3) non smentire l'affermazione diffamatoria, che anzi viene così alimentata 4) farsi sembrare moralmente superiore agli occhi di chi non lo conosce A questo punto, né Castruccio né i suoi vari fake sono più ammessi su questo blog. Chi volesse continuare a seguirlo, può leggere il suo blog, http://babbei.ilcannocchiale.it/, dove potrà anche rispondermi se vuole: a differenza di lui, non interferisco nelle cose di altri. Conoscendo Castruccio, che non ha idea cosa sia il rispetto, so benissimo che ritornerà instancabilmente alla carica, sfruttando il fatto che lascio liberi i commenti, ripostando continuamenente i commenti che cancello o inventando nuovi fake. Comunque non mi stancherò nemmeno io di cancellare. Chiedo agli altri, ovviamente, di non alimentarlo, perché cancellerò le risposte che gli dovessero dare anche i miei migliori amici; e registratevi su Splinder, in modo che Castruccio non possa usare i vostri nomi, come talvolta ha fatto in passato. martedì, 04 settembre 2007 Ho scritto l'altro giorno che un'organizzazione sionista e un'altra islamofoba-razzista stanno organizzando una campagna per far chiudere sistematicamente i blog antimperialisti, compreso il mio. Con uno dei blog, ci sono già riusciti. Di questo, non mi lamento. Anche se mi dovessero chiudere un blog, non per questo divento una loro vittima. Le migliaia di persone avvelenate a Bhopal, gli annegati di Lampedusa, la gente polverizzata dalle bombe tagliamargherita in Afghanistan, gli assediati di Gaza, la gente che si fa un ergastolo più settant'anni per aver espresso una critica... ecco chi sono le loro vittime. Siamo in guerra, e il nemico - non tanto mio, quanto della specie umana - fa benissimo a cercare di far tacere chi non accetta lo stato di cose. Però non ho intenzione di arrendermi, e quindi devo pensare a cosa si possa fare in termini pratici. Come segnala una commentatrice al mio blog, Splinder si riserva il diritto di chiudere qualunque blog sia colpevole di "caricare, pubblicare, inviare o in altro modo trasmettere o diffondere contenuti che siano illeciti, dannosi, minatori, abusivi, molesti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, osceni, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili". Oggi essere contro il dominio economico e di terrore militare, contro la trasformazione dell'umanità in scarti ghettizzati, rientra decisamente tra le cose "comunque reprensibili" ai nostri giorni. Per cui: 1) Ho salvato tutto ciò che è stato pubblicato finora, compresi i commenti, e consiglio a tutti gli altri minacciati di fare lo stesso (io uso e consiglio l'ottimo programma gratuito reperibile su http://www.httrack.com). Appena chiudono questo blog, tutto questo sarà reso disponibile altrove, devo studiare però la modalità. 2) Segnatevi questo indirizzo: dove ospito attualmente alcuni articoli in inglese, ma che diventerà il nuovo blog, in caso di chiusura di questo. Alla faccia loro. martedì, 14 agosto 2007 I commenti su questo blog sono sempre stati di un livello molto alto, pur rispecchiando idee e interessi assai diversi. In questi giorni, avrete notato una caduta spaventosa nella qualità. Qualche scherzo si può anche accettare, ma entro limiti qualitativi e quantitativi. Però non si può accettare una valanga di sciocchezze, o gente che si limita a postare solo link ad altre cose, senza esprimere un proprio parere; né un linguaggio provocatorio o strafottente. Ci sono altri 250.000 blog solo su Splinder dove si possono fare queste cose. Comunque, visto che siamo a Ferragosto, per alcuni giorni intendo ancora tollerare gli eccessi (ma non gli eccessi degli eccessi). Poi si riprende a potare pesantemente. |
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