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martedì, 19 maggio 2009 Magdi Allam spiega perché le mucche volano La politica dovrebbe essere quella cosa che permette ai cittadini, agli abitanti della polis, di decidere della propria sorte.
Oggi vige invece un consenso, per cui a decidere della nostra sorte deve essere invece il libero mercato, o meglio chi possiede il mercato; nonché un'impenetrabile rete di trattati, segreti o semplicemente incomprensibili, che ci legano alla NATO, all'Organizzazione Mondiale del Commercio e alle misteriose strutture europee. I proprietari del mercato sono vari e litigano spesso e volentieri tra di loro; ma le loro alleanze cambiano continuamente e sono del tutto trasversali a quella che chiamiamo "destra" e "sinistra", o "laicismo" e "cattolicesimo". I potenti si incontrano in vari cenacoli e circoli, o magari semplicemente ristoranti, ordinati in maniera sottilmente gerarchica, dall'Aspen Institute giù giù fino ai piccoli locali di provincia. All'unità in alto, si contrappone una feroce divisione in basso, tra i semplici funzionari che non possono accedere ai circoli alti e devono quindi farsi strada dentro una della due fazioni simboliche in cui resta divisa la società: la Destra oppure la Sinistra, con le maiuscole dovute a contenitori quasi puramente nominali. Tutta una serie di meccanismi psicologici e sociali tengono in piedi le due fazioni simboliche. Prendiamone uno. Vi ricordate di Magdi Allam, detto il Pinocchio d'Egitto per la sua creatività ai tempi in cui lavorava per Repubblica e per il Corriere della Sera? Al momento è ridotto a frequentare qualche circolo teocon, ma presto ne sentiremo parlare di nuovo, visto che a giugno verrà quasi sicuramente eletto al parlamento europeo. Magdi Allam ha recentemente rilasciato un'intervista a Klaus Davi, che un'agenzia stampa riassume così: "Allam: Olocausto gay in Paesi Arabi? Omertoso silenzio omo Roma, 14 MAG (Velino) - "Perche' le associazioni gay tacciono sulla persecuzione degli omosessuali nei Paesi arabi? Semplice, perche' e' una sinistra islamicamente corretta, che fa si' che, nei confronti dei musulmani, si preferisca non dire e non fare tutto cio' che possa urtare la loro suscettibilita'. E' un silenzio omertoso islamicamente corretto. Un certo mondo gay di sinistra e associativo che e' in prima fila contro la Chiesa, contro il Papa, contro le scuole cattoliche, ma e' in prima fila nella difesa delle moschee, delle scuole coraniche e persino del diritto, o presunto diritto, delle donne musulmane di indossare il velo integrale non solo nei loro Paesi d'origine, ma anche qui in Europa". Nel corso del programma Klauscondicio Magdi Allam ha commentato i recenti assassini di persone gay in Iraq, Palestina, Egitto, Iran in merito al quale "certe lobby gay tacciano ma e' un silenzio omertoso frutto dell'islamicamnete corretto". (com/dbr) 141122 MAG 09 NNNN" Le parole di Magdi Allam ricordano chi ti chiede con aggressiva insistenza, "avanti, spiegami perché le mucche volano?" Prima di rispondere alla domanda, il saggio si accerta, se è vero o no che le mucche volano. Giustamente, Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay, dice di essere rimasto "senza parole" per le sue affermazioni, ed elenca un gran numero di attività condotte dall'Arcigay contro il trattamento degli omosessuali nei paesi islamici. L'intero brano di Magdi Allam è infatti una balla, dall'inizio alla fine. Non solo le "associazioni gay di sinistra" non tacciono sui problemi delle persone omosessuali nei paesi islamici; ma non hanno mai difeso, che mi risulti, i diritti dei musulmani in Italia. Non è certo un rimprovero - nulla obbliga un'associazione che per statuto deve difendere i gay di protestare, ad esempio, per espulsioni arbitrarie di persone accusate di covare "sentimenti antioccidentali". Ma una menzogna così palese, espressa con tanta convinzione, maschera necessariamente qualcos'altro. Infatti l'intervento di Magdi Allam riflette più ampie fantasie della Destra sulla Sinistra. Alla base, c'è un perverso senso di invidiosa inferiorità. La Destra ha interiorizzato in pieno la discutibile certezza della Sinistra di essere moralmente superiore. "Io posso farmi le vacanze ai Caraibi, ma sono di Destra e quindi sono scusato, però come si permette uno di Sinistra di avere anche la casa al mare, ipocrita radical-chic!" Un'idea curiosamente cattolica della moralità come semplice privazione. Qui esplode tutto quel filone di fantasie sui vegetariani che andrebbero in giro con le scarpe di cuoio, i black bloc che si recherebbero alle manifestazioni con l'autista che passa loro le molotov nascoste nel baule della Mercedes e quant'altro. La Sinistra vuole essere il clero dei nostri tempi, e quindi si prende addosso tutto quel rancore che una volta i semplici riservavano per i frati, sospettati di godersi in realtà la vita mentre fingevano di soffrire. Poi c'è l'idea che la Sinistra, in quanto incarnazione della giustizia, deve protestare per tutte le ingiustizie del mondo, anche quelle che subisco o credo di subire io. La formula è sempre quella: "Perché la sinistra tace su..." Ciò su cui si accusa la sinistra di tacere appartiene sempre a una di due categorie. Nella prima, rientrano una serie di fatti che fanno arrabbiare realmente quello di Destra: "Perché la sinistra tace sul rumeno che ha rubato un portafoglio in metropolitana?" "Perché la sinistra tace sul fatto che io non posso allargare il balconi di casa mia?" Al che uno direbbe, ma perché non protesti tu, invece? Nella seconda categoria, ci sono una serie di cause di cui non gliene importa in realtà nulla a quello di Destra, ma che servono per far sembrare ipocrita la Sinistra: gente che non sa dove si trovi il Vietnam, o pensa che gli iraniani siano arabi, chiede furiosa, "perché la sinistra tace sui montagnard vietnamiti?" O, appunto, "perché la sinistra tace sui gay iraniani?" Il "Perché la sinistra tace?" viene lanciato senza informarsi prima se effettivamente la Sinistra tace su quello specifico tema. Ed è interessante notare che nemmeno un ex-vicedirettore del Corriere della Sera, come Magdi Allam, prende la briga di informarsi. Un altro elemento è l'unificazione complottistica del nemico. Magdi Allam odia i comunisti. Magdi Allam odia i musulmani. Quindi, i musulmani e i comunisti devono costituire un blocco unico. Che è come dire, mi sta antipatico Magdi Allam. Mi sta antipatico il localino di Roberto Cavalli vicino casa. Quindi, Magdi Allam deve essere amico di Roberto Cavalli. A questa falsificazione, se ne aggiunge un'altra: è prassi utile attribuire sempre al nemico un idealismo che non possiede. Ecco che si fa finta di credere che i funzionari diessini sognino segretamente una sanguinosa rivoluzione con esproprio di tutti i cellulari, e abbiano bisogno di orde fanatiche di musulmani per condurla. O magari è il contrario, il kebabbaro pakistano che ha paura dei Rom, non ama la Guardia di Finanza, disprezza i marocchini, diffida dei Panjabi, odia gli sciiti, racconta barzellette sconce sugli afghani e guarda il Grande Fratello, in realtà è venuto in Italia solo per manipolare gli ingenui comunisti e conquistare il potere. Ora, è vero che gli amministratori di Sinistra sono a volte più tolleranti verso gli immigrati di quelli di Destra. Non è dovuto a un complotto, ma semplicemente al fatto che gli amministratori di Sinistra sono in genere politici di professione, che provengono dal vecchio PCI oppure (più di quanto si pensi) dalla vecchia DC. Non sanno fare altro e non vogliono bruciarsi la carriera in qualche drammatico falò; e quindi si muovono con grande cautela, mediando, discutendo, cercando di farsi più amici che nemici. Ma la Sinistra ha quasi sempre taciuto (per citare la frase di Magdi Allam) quando i musulmani vengono cacciati o arrestati con accuse puramente ideologiche. Perché vi giuro che l'Islam non l'hanno inventato i comunisti, e nemmeno viceversa. giovedì, 30 aprile 2009 Emanuele Filiberto Savoia e Magdi Allam insieme! Come saprete, l'UDC - il partito che conta insieme più valori e più inquisiti nella storia recente d'Italia -ha deciso di candidare come capilista nel Nordovest d'Italia il signor Emanuele Filiberto Savoia e il signor Magdi Allam.
Entrambi sono vecchi amici di questo blog. Con i Savoia ci divertiamo da quando il padre di Emanuele Filiberto Savoia è stato arrestato per "associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione" (una roba che nell'UDC pare costituisca una sorta di punto fermo). Non perché la pittoresca discendenza di predoni ci interessi particolarmente, ma perché a mettere nei guai il vecchio frequentatore di casini e casinò è stato il suo compare Massimo Pizza, che conoscevamo come uno dei più noti esponenti del cosiddetto Islam Moderato. Almeno fino al giorno in cui disse, davanti al magistrato, di essere "truffatore ma non musulmano". E questo ci porta a Magdi Allam, che dopo aver provato invano a fare il capo di tutti i musulmani d'Italia ha deciso di farsi cattolico. Magdi Allam non è nuovo alla politica: abbiamo raccontato qui le sue esilaranti avventure ai tempi in cui Berlusconi, scambiandolo per un mendicante, gli regalò una confezione di cravatte Marinella. Ma credo che tutti possano trarre sollazzo e giovamento leggendo la biografia di Magdi Allam, come l'abbiamo raccontata qui. Seguiremo con attenzione la loro campagna elettorale. Intanto inauguriamo un nuovo tag: Savoia. venerdì, 20 febbraio 2009 Magdi Allam e i Quaranta Guardiani Questo blog ha avuto il coraggio di documentare i pericoli che corrono realmente le persone che si battono per difendere l'Italia dall'Invasione Islamica.
In particolare, abbiamo segnalato qui i due casi più gravi. Un imam ha dato pubblicamente dell'ignorante a una signora che di mestiere fa la VIP. Un altro imam non ha risposto a un SMS di auguri di buon compleanno. Le vittime di simili violenze islamiche si possono curare facilmente con un po' di valeriana, ottenibile a un prezzo assolutamente ragionevole. Invece, lo stato italiano offre loro le Scorte. Abbiamo già parlato qui della scorta a Magdi Allam, noto come il Pinocchio d'Egitto per la sua creatività giornalistica. Delle demenziali motivazioni addotte per regalargli lo status symbol supremo, abbiamo scritto qui e qui. Come abbiamo anche parlato dell'interpellanza parlamentare fatta per capire come fosse possibile che i contribuenti fossero costretti a pagare una simile struttura per motivi inesistenti. E abbiamo anche raccontato di come la scorta più inutile d'Italia fosse stata potenziata per difendere Magdi Allam da misteriose "cellule dormienti del Viterbese", la cui esistenza non risulta in alcuna inchiesta. Adesso abbiamo una lettera di protesta, con alcuni interessanti calcoli, di un cittadino di Fabrica di Roma, il comune in cui abita Magdi Allam. Abbiamo corretto la grafia del cognome - il signor Giuliano Massaro ha scritto "Hallam", ma non è ovviamente tenuto a conoscere la corretta scrittura di nomi arabi.
![]() Magdi Allam viene accompagnato a teatro dalla scorta
(quadro di Paolo Romani, che non ha colpa delle nostre interpretazioni) martedì, 17 febbraio 2009 Sul suo blog - sempre pieno di spunti interessanti - Georgia parla del divieto d'ingresso al deputato islamofobo olandese Geert Wilders, imposto dal governo inglese. Lei si esprime nettamente a favore di tale divieto; io notoriamente sonocontrario a tali divieti.[1]
E questa è una normale divergenza di vedute. Ma leggendo il suo post, sono stato colpito sia dal titolo - "Caro signor razzista lei non è gradito" - che da una frase che Georgia scrive tra i commenti:
"Va bene la libertà di parola, ma quella di razzismo è altra cosa ..."Credo che in quelle parole, "razzista", "razzismo", ci sia qualcosa di importante che non abbiamo ancora chiarito bene, io per primo. Georgia afferma che Wilders è un razzista; e in base a questa sua qualità, merita un trattamento particolare. Sappiamo però anche che Wilders negherà di essere razzista. Affermerà, voi mi condannate per qualcosa in cui non mi riconosco. Essere antislamico, dirà, è come essere anticomunista o antifascista, è essere contrari a un'ideologia, non a un gruppo etnico. E' una difesa debole, nel senso che l'oggetto dell'astio di Wilders non sono certo teologi, ma persone in linea di massima assai semplici, legate più affettivamente che ideologicamente al Corano. Però lo stesso, o quasi, vale per la maggior parte dei "fascisti" o "comunisti" presi di mira dall'antifascismo o dall'anticomunismo. Comunque quella di Geert Wilders non è una difesa insensata. Teoricamente Wilders non avrebbe problemi a riempire le sue liste elettorali di candidati marocchini o indonesiani atei o convertiti al cristianesimo. In pratica, intuiamo che non sarebbe così, ma non è facile condannare le persone in base alle nostre intuizioni.
Lo intuiamo, perché percepiamo che al "loro" - i musulmani - che Wilders crea, corrisponde un "noi", che si identifica grazie al nemico. E quel noi non contiene marocchini convertiti all'Islam, o ne contiene pochi. Di quel "noi", Wilders non parla, se non per allusioni: parla quasi solo di "loro", il "noi" viene da sé, è già presente nella coscienza di chi ascolta Wilders e non ha bisogno di essere spiegato.
Una sorta di telepatia: la metà del discorso di Wilders è già dentro la testa dell'ascoltatore. E quelli in rapporto telepatico con Wilders sono tanti. Il 50% degli olandesi, abbiamo visto, è almeno contrario ai processi contro Wilders; e recentemente Wilders ha affermato che il 60% degli olandesi era d'accordo con lui. Bisogna vedere esattamente quale domanda abbia posto il sondaggio cui si riferiva. Ma certamente non stiamo parlando di trascurabili e pittoresche minoranze. Stiamo parlando di circa la metà degli abitanti di quello che dovrebbe essere il Paese Serio archetipico sognato dall'elettorato antiberlusconiano. Siccome Geert Wilders non ha certo fatto il lavaggio del cervello agli olandesi, la sua colpa è quella di rappresentare fedelmente il popolo olandese. Casomai, quindi, il problema sono gli olandesi. Ma magari Wilders è davvero un razzista e cerca di non nasconderlo. Anche se non parla di "razza", quel "noi" che si identifica in lui è comunque una razza? E "loro" sono una razza? Perché altrimenti, non ha molto senso parlare appunto di "razzismo". In realtà il termine "razzismo" ha alla base un difetto logico. Un razzista dovrebbe sostenere "questa" razza contro "quella". Ma sembra proprio che le "razze umane" non esistano, per una serie di motivi. Questa è una constatazione scientifica, che non va confusa con le constatazioni morali. Ad esempio, il cancro è assai immorale, ma esiste. Certo, si può essere razzisti per illusione. Si può sostenere ad esempio la superiorità di un gruppo immaginario contro un altro gruppo immaginario. Però anche qui incontriamo problemi: perché sarebbe sbagliato prendersela con il gruppo immaginario "i negri", ma non con altri gruppi immaginari come "i comunisti", "i cattolici", "il ceto medio"? Visto che in nessuno di questi casi, riusciamo a definire in maniera precisa l'oggetto dell'antipatia, e nemmeno quello della simpatia?
In realtà, il razzismo per illusione, o meglio per errore scientifico, è esistito eccome. Anzi, è stata la corrente dominante negli studi antropologici fino a ben dopo l'ultima guerra mondiale. In questo senso, i vincitori di Hiroshima e i perdenti di Auschwitz condividevano almeno le premesse fondamentali, anche se ovviamente i secondi davano un'importanza anomala a quello che era solo un banale dato di fatto per i primi. Il razzismo scientifico è però oggi praticamente estinto, se si eccettuano alcune ipotesi marginali sconosciute al grande pubblico. Mi è capitato poche volte di imbattermi in veri razzisti, nel senso di persone che sostenevano qualcosa di ragionato a proposito di "razze". Persone attaccate a letture decisamente superate, ma dal comportamento ineccepibile. In questo momento storico, le persone così sono del tutto innocue, come lo sono tutte le persone che ancora leggono e ragionano. Per questo, non avrei nessun problema a permettere "commenti razzisti" sul mio blog, riservandomi ovviamente il diritto di rispondere.[2] Piuttosto, l'Europa tutta è pervasa da un fantasma cui dovremmo trovare un nuovo nome.
Soprattutto, il termine razzismo riveste una catastrofe sociale del manto delle "idee errate". In sostanza, è la paura dell'"umanità in esubero", come la chiama Zygmunt Bauman: "In una società di produttori, si tratta di persone il cui lavoro non può essere utilmente impiegato, poiché tutti i beni che la domanda attuale e prevista è in grado di assorbire possono essere prodotti - e prodotti in modo più rapido, redditizio ed 'economico' - senza tenerle occupate.Questa paura dell'umanità in esubero si manifesta in tempi di paura strutturale. Per la prima volta, mancano anche illusioni sul futuro: per dire, nessuno ha la minima idea che studi intraprendere oggi, per avere un minimo di sicurezza lavorativa tra vent'anni. Siamo tutti in ballo, individui trascinati dalle onde. L'umanità in esubero si trova alle frontiere, che sono tutte le barriere, le telecamere, i muri di filo spinato che ci difendono da loro. Per una serie di coincidenze storiche, gli elementi più visibili dell'umanità in esubero hanno anche lingue, religioni o aspetto fisico diverso, cui ci si aggrappa facilmente per costruire una polemica. Inoltre, è un terrore profondo che si esprime qui, e quindi ogni sorta di giustificazione può essere buttata nel calderone, dalle leggende medievali sulla Zingara Rapitrice a frasi che qualche dotto ha scovato tra i hadith attribuiti al profeta dell'Islam, alle vignette degli anni Venti sui negroni con il gonnellino di foglie che fanno bollire i bianchi in enormi pentoloni. ![]() Ma la paura vera è sociale e non "razziale", e lo dimostra l'inestricabile confusione che gli stessi "razzisti" fanno tra tutti questi temi. Un giorno inveendo contro i Beduini che Toccano le Nostre Donne, il giorno dopo esaltando Magdi Allam. Come dice Andrea Ronchi, detto amichevolmente Gollum, "La nostra volontà è quella di integrare ma per integrare bisogna espellere tutti coloro i quali in realtà non vogliono integrarsi". Una frase fantastica, che spiega tutto. Nessuno farà il razzista con Naomi Campbell, perché come produttrice (di immagine) e come consumatrice, non è affatto difettosa. La distinzione non si basa sul colore della pelle o sulla genetica, ma sulla funzionalità. Chi funziona è integrato, chi non funziona, non lo è. Il "noi" è assassino, ma non è esclusivo. Anche perché il Flusso Globale ha spazzato via gli spiriti collettivi; la pensionata che teme gli scippi, il precario che teme la disoccupazione, il lettore dallo sguardo triste e incattivito del Giornale - questa gente non si sente appartenente a qualche specie di bionde bestie elette. Vorrebbero solo avere un muro altissimo attorno. L'uso della parola "razzismo" (e ripeto, la uso talvolta anch'io) mistifica le cose. Intanto, maschera la disparità sociale fondante di tutto il fenomeno. Anche i dominati e gli esclusi generalizzano, come è ovvio: la marginalità non è garanzia di perfezione intellettuale. La democrazia liberale si basa sulla parità apparentemente tra il ricco e il povero; così si ha facile gioco - facendo scomparire il cruciale elemento sociale - a dire che i Rom hanno una visione "razzista" dei Gagè; che i palestinesi sono "razzisti" verso gli ebrei; che gli afrocentristi americani sono "razzisti" verso i bianchi. Ma se dovessimo vietare il risentimento, i luoghi comuni e la confusione tra casisingoli e leggi generali, quasi tutte le espressioni umane costituirebbero "razzismo". Il movimento nero dei banlieu il Mouvement des damnés del'impérialisme (MDI), si è trovato accusato in tribunale di "istigazione all'odio razziale". Dicono che quel tale avrebbe un'idea errata a proposito di una certa razza.
Se è per ignoranza, lo stato lo deve quindi educare; se è per pervicace cattiveria, lo stato lo deve punire. Ed ecco che grazie a insegnanti, pubblicitari e poliziotti, torniamo a vivere nel migliore dei mondi possibili. Note: [1] Perché ogni volta che si permette allo stato di segnare un nuovo limite repressivo contro i nostri nemici soggettivi, quel limite si fa oggettivo, e si potrà ritorcere contro chiunque, noi compresi. E' ciò che è successo allo stesso Wilders, i cui simili si battono da anni per far espellere arbitrariamente dai paesi europei i soggetti politicamente scomodi: e a forza di chiedere espulsioni, è toccata anche a loro. Certo, in condizioni assai diverse da quelle dei cittadini marocchini che in Italia vengono prelevati a casa loro alle quattro di mattina e allontanati per sempre dal lavoro e dalla famiglia, grazie ad arbitrari provvedimenti ministeriali; ma il meccanismo è lo stesso.
[2] Se vi interessa un esempio di autentico, ragionato e noioso razzismo contemporaneo, eccovene un campione. State sicuri che nessuno, dopo aver letto tale articolo, darà fuoco a un barbone indiano per strada. [3] Zygmunt Bauman, Vite di scarto, Laterza 2005, p. 51 sabato, 07 febbraio 2009 Lo spazio urbano della Padania e cosa succede ai nemici dell'Islam Questo è il Centro Islamico di Parma, di cui abbiamo parlato ieri. Si potrebbero scrivere volumi su questa foto. Prima di tutto, perché ci fa capire qualcosa della natura aniconica dell'Islam. Non c'entra nulla la pretenziosa architettura modernoide di certi edifici di culto cattolico, dove il cemento armato viene usato con la massima civetteria. Qui invece c'è proprio il vuoto. Il rito che chiamiamo, impropriamente, la "preghiera" islamica non solo non ha bisogno di immagini. Non ha bisogno praticamente di nulla dal punto di vista visivo, e proprio qui sta uno dei punti di forza dell'Islam. Secondo, questo edificio è identico sia alla Discoteca TramBusto di cui già ebbi occasione di parlare qui, sia a un magazzino di tinture per i capelli che visitai a Singapore. Infatti, è quella che potremmo chiamare un'opera da geometri, nel loro incessante lavoro rivoluzionario per unire non solo il mondo, ma anche lo spazio, il tempo e ogni altra dimensione. Infatti, uno spazio come questo esiste in funzione delle merci che contiene: la cubatura, come si dice, di simili costruzioni, è solo un elemento in una serie di calcoli che comprendono cose come il costo della benzina per portarvi le merci, il prezzo delle materie prime, il numero di muletti portapallet, il tempo passato al ristorante con possibili clienti e la somma da dare senza ricevuta ai camionisti per pagare il pizzo alle luci blu sull'autostrada. Terzo, questo è uno degli spazi fondamentali della Padania. Vale la pena andare su Virgilio o altri siti che offrono mappe, digitare Via Campanini, Parma e guardare la veduta aerea della zona. C'è questo spazio-magazzino, non a caso a due passi dalla rotonda della Tangenziale per essere più accessibile ai camionisti napoletani e bulgari che portano su le merci cinesi. Dal momento della chiusura dell'ultima rumorosa saracinesca, nessun essere umano mette piede in questa pur vasta zona, a parte le ronde dei metronotte. Eccezione, un mio amico satanista e leghista che ama passare le nebbiose domeniche passeggiando per le zone industriali; e un certo signor Cesare Piazza, come vedremo. C'è uno spazio interno cittadino, con stupendi monumenti lucidati e messi in posa per le cartoline, ma soprattutto banche, gioiellerie e locali per la sera. Ma in cui lo stravolgimento degli ultimi decenni ha spento quasi ogni residuo di umanità. C'è lo spazio del consumo televisivo, invece, dove chi non sta smadonnando a cercare di parcheggiare il SUV davanti ai localini entra in intima comunione con una serie di personaggi hollywoodiani (camera da letto) o con Bruno Vespa (salotto). C'è una sorta di spazio ibrido. Nel senso che è uno spazio in cui gli esseri umani vengono inseriti in magazzini di tipo industriale: i centri commerciali di giorno e le discoteche la notte. Infine, c'è lo spazio esterno che combina asfalto, capannoni e rettangoli di verde che non hanno mai visto crescere un albero indesiderato da secoli, e che si estende fin dove la nebbia permette di vedere. E in cui si impiantano, a macchie, piccoli suburb in senso statunitense. Nessuno di questi spazi è realmente abitato. Nemmeno quello del consumo televisivo notturno, dove è inimmaginabile che qualcuno si diverta a fare una passeggiata. Ciascuno di questi spazi si riempie e si svuota, si svuota e si riempie in un ciclo rigoroso di orari e di funzioni, senza contaminazioni. Il riempimento e lo svuotamento funzionano grazie a un afflusso incessante di petrolio. E di esseri umani. Che in alto riempiono gli innumerevoli motel e alberghi con sale incontri e in basso riempiono i mezzi di trasporto pubblici e lo spazio-magazzino. Tra le due specie, un intricato, onnipresente muro fatto di prezzi, di telecamere, di ammissioni e di esclusioni. Tutto questo può piacere o dispiacere; e non è certo tutta la realtà. Ma ogni discorso sull'identità italiana o padana dovrebbe partire da questo quadro. Un'ultima considerazione. La campagna contro la moschea-capannone di Parma, culminata nella denuncia che ha fatto portare via tappeti, sedie e libri perché "materiali infiammabili" è stata condotta da quello che chiamano eufemisticamente un artigiano (nel senso che è un signore che lavora in un posto uguale identico alla moschea), un certo Cesare Piazza che - incredibilmente - pare che ci abiti addirittura in via Campanini. Ora, Cesare Piazza, se non dice balle o propone l'impossibile, è anche piuttosto diverso dall'islamofobo medio, perché non solo pone problemi concreti, ma propone anche soluzioni concrete e non tira in ballo Lepanto, l'11 settembre o la Civiltà Occidentale. Però è una persona che anni fa la guerra al centro islamico. Perché lui non vuole più vivere in via Campanini, ma nessuno vuole comprare il suo capannone, da quando sanno che c'è la moschea. Da qui, una campagna durissima per far trasferire altrove il centro islamico: "Nell’armadio conserva una pila di videocassette alta almeno un metro: sono le riprese della telecamera di sorveglianza installata sul tetto, puntata giorno e notte sul centro islamico."Ora, Magdi Allam e Daniela Santanchè girano entrambi con una scorta (quest'ultima perché un imam in televisione le diede giustamente dell'ignorante [1]). Per cui Cesare Piazza ci può far capire quali pericoli corra realmente una persona, non protetta, (a parte sedici gatti) che prende direttamente di petto una comunità islamica. Ce lo spiega Cesare Piazza stesso (che non è un paranoico vittimista), cosa gli fanno i saraceni a questi qui: "Io e Farid, il responsabile del centro islamico, siamo nati lo stesso giorno", racconta. "Gli ho mandato un sms di auguri... non mi ha mai risposto".Nota: [1] Disse la signora Daniela Garnero (ex) in Santanchè, «Avremo la piena pari opportunità solo quando la donna più cretina sarà in un posto importante». Per ora, ha almeno la scorta. lunedì, 26 gennaio 2009 Corrompere e dividere gli arabi Da Obadiah Shoher, Samson Blinded: A Machiavellian Perspective on the Middle East Conflict:
"Corrompere gli opinion maker arabi. Invitarli nelle capitali del mondo, farli incontrare con funzionari di alto livello, concedere loro l'attenzione dei media, soprattutto bisognerebbe offrire buoni posti di lavoro in aziende israeliane, in patria e all'estero, a giovani attivisti e membri dell'intelighentsia palestinese dovrebbero. Questo ha funzionato per la maggior parte degli hippy americani e dovrebbe funzionare con i nazionalisti arabi. Venderebbero la propria patria per un po' di fama. domenica, 25 gennaio 2009 Giancarlo Elia Valori propone la propria banca per deportare i nativi palestinesi
Giancarlo Elia Valori, in Da un volume di Magdi Allam. Spunti, provocazioni, riflessioni su Israele.
Un magistrato dice che l'ex-piduista Giancarlo Elia Valori è al vertice della "nuova massoneria" - nel senso di Licio Gelli - doppiamente pericolosa proprio in quanto bipartisan e che quindi non incontra opposizione. Un giornalista si chiede se Giancarlo Elia Valori non sia l'uomo più potente e temuto d'Italia. Al di là di eventuali esagerazioni, è quindi interessante sapere cosa pensa Giancarlo Elia Valori. Giancarlo Elia Valori ha scritto diversi testi - alcuni reperibili in rete, altri no - su una serie di temi che vanno da "Geopolitica dello spazio - Potere e ricchezza nel futuro del pianeta" ad "Antisemitismo nel quadro strategico Usa-Italia-Israele"; da "Il mare nostrum ha riacquistato il suo "ruolo centrale" nella nuova Europa a 27 - e Roma come capitale del Mediterraneo" a "negazionismo e sionismo oggi". A noi, interessa soprattutto quello che scrive sul Medio Oriente, sull'Islam, su Israele e sulle grandi migrazioni in corso nel mondo. Partiamo da un suo saggio del giugno 2007 su Magdi Allam, intitolato "Da un volume di Magdi Allam. Spunti, provocazioni, riflessioni su Israele". Il testo è precedente alla conversione di Magdi Allam, che qui viene presentato ancora come "musulmano". Qualche citazione, con mio commento: "Il volume di Magdi Allam Viva Israele pubblicato da Mondatori, Milano, I edizione Maggio 2007, rappresenta un punto di svolta per la “questione israeliana” così come si è venuta configurando negli ultimi tre anni, e soprattutto dopo la guerra tra lo Stato Ebraico e Hezb’allah del luglio 2006."Per Giancarlo Elia Valori, Magdi Allam costituisce un'utilissima pedina per quella che lui chiama (con entusiasmo) la "propaganda ebraica e israeliana": "Ora [...] un arabo islamico non solo accetta Israele come stato, ma scrive provocatoriamente un volume intitolato Viva Israele.Cosa vogliono i musulmani? "Il mito è quello della riconquista della Spagna, di “El Andalus”, perché si vuole colpire l’Europa tutta e ridurla ad una periferia del nuovo impero islamico globale."Hezbollah, nei quartieri sciiti di Beirut, Hamas, tra i dannati di Gaza e i migranti tra le fabbriche del bresciano che dormono in dieci in una stanza, stanno per conquistare il pianeta: "È questo il pericolo terribile per l’Europa e per Israele, unite nella lotta ma anche nella loro sopravvivenza: se si fosse dibattuto in questo modo con il nazismo o con il fascismo, siamo sicuri che Hitler sarebbe addivenuto a più miti consigli? E la trattativa di Monaco con la successiva invasione dei Sudeti non ha insegnato nulla? E la rottura del patto Ribbentrop-Molotov da parte della Germania nazista con l’avvio della Operazione Barbarossa”, nemmeno questo insegna nulla?"E ogni organizzazione islamica in Italia, compresi i più patetici collaborazionisti, è semplicemente una pedina dei Fratelli Musulmani. Dopo aver elencato di tutto, compresa la Coreis di Sergio Yahya Pallavicini, Giancarlo Elia Valori dice: "In tutte queste strutture, ne siamo certi, esiste una rete occulta e coperta della Fratellanza Musulmana, comprese quelle sciite, dato che la setta egiziana di Al Banna si è esplicitamente organizzata su un livello occulto molto simile a quello dei partiti comunisti della Terza Internazionale, per espresso volere del fondatore."E' interessante il linguaggio del dominio, quella cosa che fa dire a un sovrano cosa dobbiamo fare "noi" di "loro". E infatti, Giancarlo Elia Valori indica la strada che chi detiene il potere deve seguire per sottomettere (controllare-integrare) i musulmani: "Ma, pur essendo d’accordo con Magdi Allam nello indicare nella Fratellanza e nel suo “braccio italiano” l’UCOII il pericolo maggiore, dobbiamo pensare ad una strategia di assorbimento e integrazione di tutto l’Islam italiano."Per controllare la forza lavoro su cui si regge il nostro paese, "noi" dobbiamo sia infiltrare le comunità di migranti, sia farle terrorizzare dalla polizia dei loro paesi di origine: "Certo questo processo non si realizza con il semplice “dialogo”. Altre linee di controllo-integrazione dovrebbero essere quelle della infiltrazione, della gestione in rapporto con i Paesi di origine, interessati ad utilizzare l’Islam all’estero per i loro fini e quindi capaci anche di evitare la jihadizzazione dei loro cittadini islamici operanti in Italia.Da buon malthusiano, Giancarlo Elia Valori critica la tesi di Magdi Allam, che se la prende con "l'ideologia della morte" per spiegare perché i musulmani si lasciano, talvolta, morire come martiri. Dice Valori, che gli attentati suicidi servono al "branco" per motivi demografici; e le famiglie che hanno un martire prendono un po' di soldi. E comunque gli arabi non hanno vere famiglie, e per dimostrarlo, tira fuori una prova difficilmente confutabile: "Recentemente, un intellettuale sciita, alla TV libanese, ricordava come suo padre non si ricordasse nemmeno bene il suo nome."Per indebolire i musulmani, bisogna che i nativi palestinesi scompaiano dal vocabolario: "Parlare di “popolo palestinese”, siccome le parole sono pietre, vuol dire accettare la sua indipendenza, almeno semantica."Per abolire i palestinesi, si deve dare buona parte dei Territori Occupati a Israele, e il resto ai regimi della Giordania e dell'Egitto, definiti "Stati veri" grazie alla loro indubbia affidabilità poliziesca: "una partizione tra Stati veri che rispetti la continuità strategica dei Paesi arabi che confinano con Israele e garantisca lo Stato Ebraico sia sui confini, che sul riconoscimento internazionale, che sul basso livello di attrito tattico e strategico sui suoi confini post-1967."Con l'aggiunta di una "area" palestinese, fuori dall'attuale Palestina, che Giancarlo Elia Valori forse intende come una sorta di riserva sul modello statunitense: "Lasciare una piccola “area” palestinese, giusto perché nella politica internazionale ogni mutazione viene trasferita in futuro, come in biologia, al confine tra Giordania e Siria, su territorio giordano, che viene compensata dall’ampliamento del territorio del Regno Hashemita nell’area dei Territori in Cisgiordania, con una protezione internazionale di forze ONU a difesa di tutti i confini e dei Trattati internazionali, anche quelli con potenze non arabe e non islamiche che sono esterne a quel quadrante.""Invece la Striscia di Gaza andrebbe regalata al regime di Hosni Mubarak, che a sua volta si deve impegnare a tenere sotto controllo i somali: "La Striscia di Gaza andrebbe all’Egitto, con un trattato internazionale che definisce alcune autonomie a carattere locale e geografico, che permette all’Egitto di “tenere” geopoliticamente lo Stretto di Suez, e di tenere poi a bada le insorgenze del Corno d’Africa, per prossimità strategica, e pone l’Egitto in un ruolo essenziale di stabilizzazione di un quadrante strategico mediorientale troppo spostato, a parziale tutela degli interessi occidentali, verso l’Arabia Saudita." Nella foto, un ispirato Giancarlo Elia Valori
- all'epoca presidente delle autostrade italiane - introduce la Liturgia della Parola in presenza della vedova Rabin nella Chiesa dell'Autostrada nei pressi di Firenze, incubo degli automobilisti d'Italia Ma l'Egitto impegnato a reprimere gli abitanti di Gaza e a massacrare somali, potrebbe far piacere al vecchio amico di Giancarlo Elia Valori, Muammar Gheddafi; e favorire la trasformazione della Tunisia e del Marocco nelle grandi maquiladoras del Mediterraneo: Questa “orientalizzazione” geopolitica dell’Egitto non potrebbe non far piacere alla Libia, libera quindi di penetrare in Africa (la Libia “è una potenza africana, non araba”, ha affermato recentemente il Colonnello Gheddafi) e al Marocco e alla Tunisia, libere quindi di entrare in UE per la strada dell’economia (come la Tunisia di Ben Alì) geopoliticamente sponda ormai di Italia e Francia nell’integrazione economica prevista dal “Processo di Barcellona” del 1995, o libero il Marocco di mantenere la sua “special relationship” con la Francia e l’accordo geoeconomico con la Spagna, e spingersi, senza il pericolo della miccia jihadista e della destabilizzazione sistemica del “popolo palestinese”, verso il suo destino di potenza afroiislamica verso l’Atlantico. Il che sarebbe un bel supporto per la sicurezza di tutto il Fianco Sud della NATO."Un simile progetto significa scaricare anche Abu Mazen e i palestinesi collaborazionisti: "E allora serve cambiare registro: non è la “Palestina”, che peraltro non esiste come entità geopolitica, la soluzione, ma il problema."E non si tratta certamente di permettere ai palestinesi pure di votare: "il progetto di ritenere gli abitanti di Gaza cittadini di Zurigo, magari di Clausiusstrasse, è piuttosto utopico."L'Occidente deve reinventare un Islam utile ai propri interessi. In particolare, finanziando la deportazione (o "dislocazione personale") dei nativi palestinesi: "Il libro di Magdi Allam ce lo permette: si tratta, sul piano della psicopolitica, di influenzare gran parte delle comunità islamiche fuori dal Medio Oriente, che Israele può essere il tramite della loro liberazione. Si tratterebbe di pensare ad un “Fondo per lo Sviluppo dell’Islam Moderno” oppure vedete voi quale altro titolo trovare, che, fuori dai canali dell’ONU o della World Bank, concedesse sistematici aiuti economici, anche sulla base del “banking to the poor” di Mohammad Yunus in cambio di una “rinuncia al ritorno” o, in secundis, di una dislocazione personale nelle aree designate fuori da quelle controllate dall’estremismo jihadista."E qui Giancarlo Elia Valori mette in vendita i propri servizi: "È cosa delicata, ma si potrebbe immaginare una serie di azioni di un consorzio tra World Bank, alcune banche internazionali, la “Banca del mediterraneo”, l’UE finalmente rinsavita, e altri in Russia e in Cina, che finanziano una dislocazione diversa delle popolazione attiva nella cosiddetta Palestina e quindi ridisegnano anche la mappa del potere e del ricatto dei vari movimenti politici locali."Ma la "Banca del Mediterraneo" non è per caso la "Banca per lo sviluppo del Mediterraneo"? Cioè, quella che proprio Giancarlo Elia Valori - con l'aiuto di Francesco Cossiga - sta mettendo in piedi. Con Giancarlo Elia Valori come presidente e come vicepresidente, invece, Giuseppe Garofano, l'ex-presidente della Montedison che coordina anche tutto il complesso mondo delle finanziarie legate all'Opus Dei. Giuseppe Garofano è un signore che una volta ha dovuto nascondersi per sei mesi dalla Guardia di Finanza ma che oggi inaugura gli anni accademici all'università dell'Opus Dei. Il tutto con i soldi delle Assicurazioni Generali di Antoine Bernheim, i proprietari della Migdal, una delle più grandi privatizzazioni in Israele (sì, le stesse Assicurazioni Generali che sono state accusate di intascarsi i soldi dei sopravvissuti dell'olocausto, ma quella era un'altra puntata). La Banca per lo Sviluppo del Mediterraneo sembra che abbia un sito, inaccessibile al pubblico; ma un abile smanettatore è riuscito a scaricarne i contenuti, che si possono leggere qui. Ma torniamo a Magdi Allam. Il personaggio del "musulmano amico d'Israele" può tornare utile per vaste iniziative propagandistiche, assicura Giancarlo Elia Valori: "Quindi, occorre valutare bene le azioni da intraprendere, anche sulla base del libro di Magdi Allam, nei confronti della propaganda sul pubblico italiano e soprattutto arabo.Prima di procedere alla soluzione finale della questione palestinese, Giancarlo Elia Valori dice che bisogna togliere ogni aiuto ai nativi palestinesi ("sezionare la logistica", la chiama lui): "Questo “business as usual”, in cui Israele osserva il suo ombelico di miserabili percentuali elettorali invece di studiare il vero pericolo, e organizzare linee di difesa politiche, non solo prettamente militari, deve essere superato di slancio con una grande operazione di propaganda sull’Islam europeo e USA per sezionare la logistica del terrore palestinese dai suoi militari operativi.Conclude Giancarlo Elia Valori: "È la difesa di Israele la nuova piattaforma della Grand Strategy europea e USA, fuoriOgni volta che scopro queste cose - che pure sono alla portata di chiunque abbia accesso a Internet - resto sconvolto, pensando all'immensità del peso che è caduto in testa a chiunque abbia avuto la sventura di nascere palestinese. postato da kelebek alle 18:53 |
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"Simili confronti costituiscono una distorsione manipolatoria della storia", dice, aggiungendo che si farebbe meglio a lasciare fuori l'Olocausto dal discorso politico contemporaneo."Limitandomi all'Italia, giro le sue sacrosante parole a: 1) il signore che alla manifestazione di solidarietà con la Palestina si è stampato un cartello con la stella di Davide sovrapposta alla svastica 2) Riccardo Pacifici, Silvio Berlusconi, Piero Fassino, Giorgio Napolitano, Maurizio Gasparri, Magdi Allam, Adriano Sofri, Fiamma Nirenstein, Gianfranco Fini, Paolo Mieli, Daniele Capezzone, Paolo Guzzanti, Ernesto Galli Della Loggia, Antonio Polito, Andrea Ronchi detto Gollum, Lucia Annunziata, Ferruccio De Bortoli, Angelo Panebianco, Pietro Ottone, Massimo Mezzetti (consigliere regionale dell' Emilia Romagna, quota PD) , Gianni Sofri (fratello del più noto Adriano e zio di Luca) , la redazione del Tg la 7 tutta, Gianni Riotta, Sandro Magister,C laudio Pagliara, Marco Pannella, Massimo Teodori... (si accettano altri suggerimenti dai commentatori). lunedì, 19 gennaio 2009 Forza Nuova tra antisionismo e islamofobia Sulla questione della decisione israeliana di smettere di sparare, senza togliere l'assedio a Gaza, ritorneremo quando si potrà capire meglio cosa ci sia in ballo.
Intanto, è sorta una piccola polemica a proposito della richiesta di Forza Nuova di aderire alla manifestazione a sostegno di Gaza, richiesta respinta da Forum Palestina. Su Forza Nuova e la contemplazione ombelicale neofascista, la penso più o meno così. Non mi interessano poi le risse da stadio; e credo che non siano i santini che si hanno in tasca, del Duce, di Padre Pio, di Lenin o di qualche cantante, né il taglio dei capelli a contare, ma i fatti. E' proprio nei fatti che condivido la scelta di Forum Palestina. Prima di tutto, se Roberto Fiore - il fondatore di Forza Nuova - avesse sfilato alla manifestazione ieri, assieme a venti seguaci, ci sarebbe stata la stampa di tutto il mondo lì. Con la prova concreta del Grande Complotto Islamonazicomunista. Da Toronto a Copenhagen, la foto di Roberto Fiore, per dimostrare che chi sostiene la Palestina è un nazista. Il problema non è solo mediatico: dopo scattano le espulsioni per gli stranieri che hanno partecipato alla manifestazione, ad esempio. Siccome a me sta a cuore Gaza, e non la fama di Roberto Fiore, credo che abbia fatto benissimo il Forum Palestina a rifiutarne la richiesta di adesione; ma soprattutto abbia fatto malissimo Roberto Fiore a chiederla. Secondo, Forza Nuova ha come principale bersaglio i migranti, di cui propone "l'umano rimpatrio" . Proprio come fa la destra sionista in Israele, nei confronti dei nativi palestinesi.[1] Gli xenofobi che contano oggi stanno tutti con Israele e con gli Stati Uniti.[2] Oriana Fallaci e Magdi Allam hanno scritto entrambi libri che esaltano Israele, e Mario Borghezio ha parlato in questi giorni dei "'nuovi centurioni' di Israele, guerrieri di fatto e non solo a parole che, come in tutte le guerre stanno infliggendo ai seguaci di Allah una sonora lezione".Borghezio ha ragione. Perché a Gaza come a Milano, è in corso la stessa lotta per schiacciare chi nel mondo si ribella, non solo contro Israele. Tra i migranti ci sono persone di ogni sorta, compresi venduti e spie, e una gran massa di indifferenti, pronti a subire qualunque cosa pur di portare a casa uno stipendio. Ma in proporzione al resto delle persone che abitano in Italia, i migranti provenienti dai paesi islamici subiscono una quantità straordinaria di arresti, perquisizioni, espulsioni, accuse mediatiche e infinite piccole umiliazioni, motivate solo dalla loro opposizione all'attuale sistema di dominio. E Forza Nuova dice che tutte questo non basta, bisognerebbe far loro di peggio. Marcello Pera e Roberto de Mattei organizzano convegni sul pericolo islamico; e lo stesso fa Forza Nuova nel suo piccolo. [3] Magdi Allam chiede la moratoria sulla costruzione di nuove moschee, dicendo che sono covi di terroristi antioccidentali. E Forza Nuova in tutta Italia (Padova, Ancona, Montebelluna, Genova ad esempio) lancia campagne per vietare la costruzione di nuove moschee. E per farlo, sposa in pieno la montatura mediatico-politico-poliziesca contro il centro di preghiera di Ponte Felcino (Perugia).[4] Su questo blog, abbiamo analizzato in dettaglio i rapporti tra sionismo e islamofobia. Tra tante altre cose, abbiamo visto come certe organizzazioni abbiano spedito a casa di 28 milioni di cittadini statunitensi il video islamofobo Obsession; e abbiamo approfondito anche un convegno svoltosi a Roma recentemente per unire le forze del conservatorismo cattolico, del filoamericanismo e del sionismo. Ma basta anche una breve citazione di Obadiah Shoher, il lucido autore sionista di cui abbiamo già parlato qui. Shoher rappresenta solo se stesso, ma riesce a dire in poche parole ciò che pensano tanti sionisti. Nel suo libro Samson Blinded: A Machiavellian Perspective on the Middle East Conflict, Obadiah Shoher scrive: "Israele potrebbe reclutare xenofobi europei di destra, alleandosi con loro per ridurre il flusso di musulmani verso l'Europa. Non sono intrinsecamente antisemiti, sono piuttosto anti-stranieri. Gli ebrei sono più assimilati in Europa dei musulmani, che sono più numerosi. Si tratta di focalizzare la xenofobia. Gli immigrati musulmani, visibilmente stranieri, costituiscono un facile bersaglio per i nazionalisti europei e possono utilmente allontanare l'odio dagli ebrei. Israele dovrebbe cercare un avvicinamento tattico con gli estremisti di destra prima che lo facciano i guerriglieri islamici e gli stati canaglia. Israele ha tutto da guadagnare dalla restrizione dell'immigrazione islamica in America e in Europa, con conseguenti cambiamenti nelle tendenze elettorali e nelle simpatie politiche." Note: [1] Direte, i nativi palestinesi c'erano prima, i marocchini in Italia no. Non voglio perdere di vista il punto principale con un lungo excursus. I marocchini non sono arrivati con i carri armati: i primi "extracomunitari", come diremmo noi oggi, furono importati in massa in Europa tramite accordi tra paesi sfigati come l'Italia, il Marocco e la Turchia, e le avide economie della Germania, della Francia e del Belgio. [2] C'è poi il piccolo mondo dei melaninodeficienti e quelli come Guillaume Faye che pur non schierandosi attivamente con Israele, cominciano a trovare sempre più simpatica la grande macchina ammazza-arabi del Medio Oriente. Il cattolicesimo di Forza Nuova almeno risparmia ai seguaci di Roberto Fiore queste forme estreme di esaltazione razzista. [3] Questo non c'entra nulla, ovviamente, con il sacrosanto diritto di cattolici e di musulmani di ritenere che ogni dialogo tra religioni sia impossibile e che la religione dell'altro sia falsa e potrebbe condurre i propri credenti all'inferno. [4] Ricordiamo che l'accusa contro l'imam di Ponte Felcino era di promuovere in qualche modo la resistenza "a casa loro", come direbbe Forza Nuova, in Iraq o altrove nel Medio Oriente. Nel cache di Google trovo questo ributtante comunicato, pubblicato sul blog di Forza Nuova Toscana forzanuovatoscana.blogspot.com/ , attualmente chiuso: "Moschea e terrorismo giovedì, 15 gennaio 2009 Gaza, gli amici dei massacratori Ecco i nomi delle persone che hanno aderito alla manifestazione di ieri davanti a Montecitorio "con Israele, per la libertà, contro il terrorismo".
Aggiungiamo che Gianfranco Fini, presidente della Camera, è sceso a esprimere la sua solidarietà. Questa lista non costituisce una lista di proscrizione, essendo tratta da un blog dall'inequivocabile titolo, Vivaisraele. Se volete denunciare qualcuno in base alla legge non so quale, denunciate loro, grazie. I link invece sono miei, e spero che qualcuno possa trovarli interessanti. Chiamiamola semplice una lista della vergogna. FINO AD ORA hanno aderito e in gran parte annunciato la propria presenza:
On. Enrico Pianetta, Presidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele
On. Gianni Vernetti, Vicepresidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele
Sen. Rossana Boldi, Presidente Commissione Politiche dell'UE, Vicepresidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele
On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente Commissione Esteri, Portavoce Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele
On. Fabrizio Cicchitto, Capogruppo Pdl alla Camera. "Aderisco a titolo personale e a nome del Gruppo Pdl alla Camera e sarò presente"
Sen. Maurizio Gasparri, Presidente Gruppo Pdl al Senato
Sen. Gaetano Quagliariello, Vicepresidente Vicario Gruppo Pdl al Senato
On. Edmondo Cirielli, Presidente Commissione Difesa
On. Benedetto Della Vedova, Presidente Riformatori Liberali
On. Emanuele Fiano
On. Marco Pannella (Parlamento Europeo) On. Riccardo Migliori, Presidente Delegazione Italiana all'OSCEOn.
Paolo Guzzanti. "Ovviamente io sarò alla manifestazione e cercherò di portare tutti gli amici che militano per la verità e per Israele e con cui sono in contatto via Internet".
Sen. Mario Baldassarri
On. Anna Paola Concia
On. Alessandro Maran
On. Ferdinando Adornato
On. Eugenio Minasso
On. Beatrice Lorenzin
On. Anna Maria Bernini Bovicelli
On. Giorgio Stracquadanio
On. Andrea Orsini, Vicepresidente Giunta delle Elezioni
On. Massimo Polledri
On. Giorgio Lainati, Vicepresidente Commissione di Vigilanza RAI
On. Maurizio Bianconi
On. Guglielmo Picchi
On. Riccardo Mazzoni
On. Giorgio La Malfa
On. Marco Zacchera
Anotonio Polito, Direttore Il Riformista
Giancarlo Loquenzi, Direttore L'Occidentale
Massimo Bordin, Direttore Radio Radicale
Gianfranco Polillo, Ircocervo
Marco Taradash
Umberto Ranieri
Massimo Teodori
Ernesto Galli Della Loggia
Giuseppe Caldarola
Daniele Capezzone, Portavoce FI. "Aderisco convintamente all'iniziativa del 14 gennaio. Ci sarò".
Ernesto Somma, Dipartimento per gli Affari Regionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri: "Aderisco con convinzione alla manifestazione alla quale prenderò parte"
Manfredi Palmeri, Presidente Consiglio Comunale Milano
Renzo Foa
Daniele Scalise
Sergio Corbello, Direttore Generale Fondazione Magna Carta. "Plaudo iniziativa e confermo partecipazione"
Anselmo Gusperti, Segretario Provinciale PRI (Cremona)
Renato Lelli, Comitato Nazionale PRI (Cesana)
Alfredo Silvestrini - Consigliere Comunale di Portogruaro VENEZIA
Nicolino Corrado - Direttivo Provinciale di Imperia del Partito Socialista
Angela Ronchino, Comitato delle Donne, Pdl Ladispoli
Marco Carrai, Consigliere Comunale PD Firenze
Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche d'Italia
Riccardo Pacifici, Presidente Comunità Ebraica di Roma
Daniele Nahum, Presidente Giovani Ebrei d'Italia
Giacomo Korn
Benè Berith
Giovani Keren Hayesod Italia
Keren Kayemet Italia
Davood Karimi, Presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia
Nicole Touati - Presidente Logan's Centro Studi sul Terrorismo
domenica, 21 dicembre 2008 Massimo Pizza, Giuseppe Pizza e i Musulmani Buoni Come sapete, esiste un vasto mercato per l'equivalente islamico dello Zio Tom.
Il più noto imprenditore ad aver cercato di occupare questa nicchia è stato Magdi Allam che ha cercato addirittura di fare il papa di tutti i musulmani italiani con l'aiuto del ministero degli interni. Quando il ministro in questione lo ha scaricato (per non parlare di quasi tutti i musulmani residenti in Italia), Magdi Allam è passato a dettare al papa dei cattolici cosa doveva fare. Ma il Musulmano Buono più divertente è un tondeggiante ex-mormone romano che va in giro sotto il nome di Dott Prof Shaykh Mawlana Abdul Hadi Massimo Palazzi Abu Omar al-Shafi'i, Gran Cancelliere dell'Ordine e Gran Precettore per la lingua italiana del Supremo Ordine Salomonico dei Principi del Shekal. Il Dott Prof Massimo Abdul Hadi Palazzi, che si proclama l'unico "musulmano sionista" d'Italia (non "favorevole alla pace in Medio Oriente" o cose simili, ma proprio "sionista" nel senso più estremista) ha a lungo diretto l'Associazione Musulmani Italiani (AMI). In un gran numero di interviste rilasciate a Libero, Massimo Abdul Hadi Palazzi si è vantato di avere come vicepresidente dell'associazione un dirigente dei servizi segreti di nome Massimo Pizza, che proclamava ai quattro venti il proprio presunto nome in codice, "Polifemo". Nel 2006, Massimo Pizza è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sui Savoia. Qui la notizia, qui i pittoreschi retroscena. All'epoca, l'Ansa (10 maggio 2006) riassunse così l'autorappresentazione di Massimo Pizza: «Nei due interrogatori, Pizza si definisce rappresentante del governo somalo, "agente provocatore", consulente storico, consulente, bibliografo, "scambiatore di notizie", analista, venditore di informazioni e anche "truffatore ma non musulmano", quando ricorda che è stato vicepresidente dell'Associazione musulmana italiana».Scopro oggi che Massimo Pizza ha un nuovo lavoro: fa il fratello di Giuseppe Pizza. Giuseppe Pizza è un signore calabrese che per vie misteriose è riuscito ad appropriarsi del simbolo e del nome della vecchia Democrazia Cristiana. Con una serie di complessi ricorsi, il suo micropartito ha minacciato di bloccare le ultime elezioni. Per un po', Giuseppe Pizza ha proclamato che il suo partito virtuale non era in vendita: «Berlusconi non ci comprerà, non siamo in vendita. Ci chiede di rinunciare al ricorso? Da lui ho accettato in questi anni due caffè. Nè soldi, nè poltrone, nè spazi in tv potranno convincerci a gettare la spugna. Si voti il 27 e 28 aprile».Poi, improvvisamente, Giuseppe Pizza si è lasciato sopraffare dal senso di responsabilità, ritirando ricorsi e candidature. E Berlusconi lo ha premiato, nominandolo sottosegretario alla Pubblica Istruzione. Suo fratello, Massimo Pizza, passa dalla vicepresidenza dell'Associazione Musulmani Italiani all'incarico meno formale di addetto alla raccolta di richieste di raccomandazioni per conto di Giuseppe Pizza, come viene raccontato in dettaglio da un divertente articolo di Gianantonio Stella.[1] Nota: [1] Come abbiamo visto, Massimo Pizza si è dichiarato anche "rappresentante" di un altro governo, quello somalo, sempre nell'interesse di dinamici imprenditori italiani: "Le sue affermazioni [di Massimo Pizza] portano a traffici di rifiuti tossici e radioattivi, compreso l'uranio, prima interrato in siti italiani, quindi trasferito in Somalia attraverso le famose navi fantasma." domenica, 14 dicembre 2008 Roberto Sandalo: attentatore per amore di Magdi Allam Roberto Sandalo, il fondatore del Fronte Cristiano Combattente, condannato a nove anni e nove mesi di carcere per dieci attentati antislamici, non è a mio avviso il peggiore della sua banda. Anzi, ha avuto il coraggio di mettere in pratica ciò che gli altri sognano e predicano tutti i giorni. Lui ha pagato di persona, gli altri invece si fanno pagare.
Sherif El Sebaie ha pubblicato un interessante articolo sul rapporto Maestro (Magdi Allam) - Discepolo (Roberto Sandalo). Roberto Sandalo ha compiuto un attentato contro la sede di Islamic Relief pochi giorni dopo l'uscita di un attacco di Magdi Allam alla stessa organizzazione. "Nel corso del processo, Sandalo, già conosciuto con il soprannome di Roby Il Pazzo, si è presentato con un foulard tricolore al collo, una croce disegnata sul giubbotto e una stella di Davide sul braccio, dichiarando: «Manca un imputato, qui: Magdi Allam». Sono perfettamente d’accordo con lui. Peccato che con queste parole egli stesse solo cercando di giustificare, polemicamente, le sue azioni. Infatti ha poi citato la fu scrittrice Oriana Fallaci, promotrice per eccellenza del razzismo anti-islamico nel bel paese, l´ex direttore del Sismi Niccolò Pollari, sotto processo a Milano per il rapimento dell’Imam egiziano Abu Omar e i cristiani vittime dei fondamentalisti. Quindi ha lanciato segnali, nel suo stile - riferisce l’Espresso - adombrando complotti e torbide trame: “Come mai, pur essendo stato individuato da tempo, sono stato lasciato libero di agire per mesi e sono stato arrestato solo tre giorni prima delle elezioni?”."Roberto Sandalo poi stava preparando un attentato contro una persona che aveva la sola colpa di aver criticato Magdi Allam: il prof. Paolo Branca, docente di lingua e letteratura araba presso l’Università Cattolica di Milano. "Il Gup nelle motivazioni riporta le parole pronunciate dallo stesso Sandalo in sede di dichiarazioni spontanee al processo: “Mi sono trovato 6 o 7 molotov scariche. Le bottiglie e gli altri oggetti erano sulla mia auto perche’ volevo fare un attentato al professor Branca, docente universitario nonche’ promotore di una lista finalizzata a boicottare l’acquisto di un libro di Magdi Allam. Non ho agito all’universita’ perche’ non volevo fare del male a nessuno” (sic)."In realtà, la "lista" non era affatto un invito a boicottare alcunché, ma una risposta all'accusa che Magdi Allam lanciava indiscriminatamente nello stesso libro contro tutte le facoltà di lingue orientali d'Italia, accusate di essere covi di terroristi dove si coltiva "l'ideologia della morte". Oltre a Robi il Pazzo, contro Paolo Branca si è mosso anche un altro curioso personaggio, la signora Nicole Touati, cittadina israeliana e direttrice di un misterioso centro studi con sede a Roma, il Logan’s Centro Studi sul Terrorismo. La signora Touati dirige anche la sede italiana della Logan's Ltd, una ditta costituita, a suo stesso dire, da "ex-alti ufficiali delle forze della difesa israeliani", che cura, tra l'altro, la sicurezza della metropolitana di Roma. La signora Touati è diventata brevemente famosa al tempo del sequestro dei mercenari italiani in Iraq, quando è venuto fuori che un membro della banda, Maurizio Agliana, era stato la guardia del corpo della signora Touati dal 1996 al 2000. Lei chiamava il bestione Cucciolo. "Gli sono molto affezionata, avevamo un rapporto di amicizia", dice la signora Touati. Durante l'attacco israeliano al Libano, la signora Touati ha proclamato la sua "totale solidarietà" con Israele. Paradossalmente - viste le dimensioni della catastrofe causata da quell'attacco - oggi il Logan’s Centro Studi sul Terrorismo ha istituito un rapporto stretto di collaborazione con l'ISPRO (Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile). Quando Paolo Branca e i suoi amici si permisero di raccogliere firme per difendersi dalle accuse di Magdi Allam, Nicole Touati lanciò una secca contropetizione. Che non si rivolgeva all'opinione pubblica, ma "al Ministro degli Interni Dott. Giuliano Amato" con una precisa richiesta: "Con questa petizione, i firmatari chiedono al Ministro che vengano presi provvedimenti seri contro questo manifesto, i suoi autori ed ogni altra iniziativa di questo generis [sic!]."Per capire il tipo di espressioni contro cui la polizia dovrebbe prendere "provvedimenti seri", vi consiglio di leggere il testo fin troppo mite con cui i professori di studi orientali si erano difesi. [1] Nota: [1] Volendoci divertire con uno dei metodi preferiti di Magdi Allam o di altri complottisti e commissari telematici, possiamo anche stabilire un legame tra la Logan's Ltd - cioè gli "antiterroristi" per eccellenza - e il "terrorista" Roberto Sandalo. Infatti, Nicole Touati, per buona misura, firmò anche l'appello a sostegno di Magdi Allam lanciato da Silvio Calzolari, il pittoresco ex-massone diventato "docente di islamismo" (sic!) in una presunta "università pontificia" che non esiste. In questa foto vediamo Silvio Calzolari - oggi membro del direttivo nazionale di un gruppuscolo neofascista che si chiama Nuova Destra Sociale in Italia - accanto alla storica amica di questo sito, la cartomante e astrologa islamofoba, Adriana Bolchini Gaigher. Adriana Bolchini Gaigher è presidente di un'associazione chiamata O.D.D.I.I. La responsabile dell'Ufficio Legale della stessa associazione si chiama Antonia Parisotto. E Antonia Parisotto non è solo l'avvocato difensore di Roberto Sandalo. Ne è pure la moglie. lunedì, 08 dicembre 2008 Una fatwa cattolica contro Magdi Allam Tempo fa, lo stato italiano regalò una costosa scorta a Magdi Allam, giornalista meglio noto come il Pinocchio d'Egitto per la maniera creativa con cui si inventava le notizie, in combutta con l'ufficio disinformazione dei servizi creato da Pio Pompa e altri buffi personaggi.
Lo status symbol della scorta gli fu regalato, come lui stesso ci rivela (Magdi Allam è di un'ingenuità disarmante, a volte) perché: a) un suo amico del SISDE gli avrebbe detto che Hamas - che non ha mai compiuto azioni militari al di fuori della Palestina - lo voleva uccidereLo scandalo della scorta a Magdi Allam è arrivato anche in parlamento, grazie a un'interpellanza del senatore Luigi Malabarba. L'interpellanza non ha impedito che, tempo dopo, venisse addirittura ampliata la scorta, con la scusa che la zona di Fabrica nel viterbese, dove abita Magdi Allam, sarebbe piena di cellule islamiche "dormienti": così dormienti che non ci sembra siano mai state nemmeno fatte oggetto di inchieste. Ma ora un nuovo pericolo incombe sulla vita di Magdi Allam. Lo rivela in anteprima in un'intervista al Tempo: Chiede l'intervistatore: "Lei ha subito diverse minacce di morte ed oggi dopo questo suo passaggio, la situazione è peggiorata?"Risponde Magdi Allam: «Sì, mi sono arrivata nuove condanne, non solo da parte degli estremisti islamici. Anche da esponenti cattolici. Posso, comunque, dire che ho avuto anche tante manifestazioni di affetto e solidarietà».Rileggete con attenzione: dice "esponenti cattolici" proprio in risposta alla domanda sulle "minacce di morte". Ora, è un bel problema per la sua scorta. Perché a Fabrica di Roma, i cattolici mica sono cellule dormienti: basti pensare che proprio accanto al Duomo, sorge una grande fortezza, ideale per nascondere militanti cristiani. C'è poi la Collegiata di San Silvestro, con il suo campanile perfettamente adatto al lavoro di un cecchino. C'è la chiesa di Santa Maria della Pietà. C'è pure quella dedicata a San Sebastiano, una sorta di kamikaze ancora oggi caro ai fanatici per aver preferito la morte come shahid al rispetto per la legge di stato. Nella foto Ansa, l'ultima fase dell'Operazione Freccia Imperiale compiuta con successo dai carabinieri nell'ambito della prevenzione di sentimenti e sette antioccidentali. Un giovane estremista dalle fattezze mediorientali, che progettava di aprire un luogo di culto e proselitismo a Roma di una religione estranea alle tradizioni locali, viene consegnato alla giustizia dietro segnalazione di un informatore
A Fabrica, operano infine vere e proprie centrali di donne velate ed estremiste, come l'Istituto del Divino Amore e le Suore Carmelitane di San Giuseppe. E quelle cellule non dormono. lunedì, 01 dicembre 2008 Adesso vogliono comandare in casa vostra Voglio rassicurare i miei lettori xenofobi, che mi accusano di credere che tutti gli stranieri siano brava gente. Non è vero.
Prendiamo ad esempio Magdi Cristiano Allam. E' un extracomunitario, ma mica mi metto lì a negare che sia un farabutto, anzi una volta l'ho pure denunciato. Magdi Allam è un arabo arrivato in Italia per fare fortuna, e che per un periodo ha campato di documenti falsi. In seguito, si è dedicato all'attività di inventare complotti fantasiosi e bufale, ricamando su documenti riservati passatigli dai suoi amici dei servizi e guadagnandosi il titolo di Pinocchio d'Egitto. In pratica, ha svolto il ruolo di consolatore per dire agli italiani con poca autostima, che anche un beduino giura che loro sono meglio dei beduini. Insomma, ha offerto un servizio non tanto diverso da quello che offrono delle cortesi e disponibili signore nigeriane, le quali fanno semplicemente ciò che gli italiani desiderano da loro, senza darsi tante arie. Per questo, voi gli avete pagato circa un milione di euro l'anno di stipendio e pure la scorta, che non la danno nemmeno a un onesto calciatore negro senza tanti grilli per la testa, che pensa solo a farvi divertire la domenica. Adesso però Magdi Allam ricambia la fiducia di tanti clienti con la solita ingratitudine levantina. Ha infatti deciso di smetterla di fare il beduino e vuole comandare in casa vostra, fondando un partito: «lascio il giornalismo, scelgo la politica»Ora, anch'io sono extracomunitario con passaporto italiano, ma non mi sogno di disturbarvi votando. Anzi, per una volta e per un solo extracomunitario, sono d'accordo con l'onorevole Davide Capparini della Lega, che se non altro possiede il dono della sintesi. Infatti, sul suo sito presenta una serie di slogan, con precisato il tempo che ci vuole per leggerli alla radio. Ci sarebbe anche la versione audio per padani illetterati, ma se fate clic sullo slogan, ve ne viene fuori, un po' surrealmente, un altro: "NO VOTO IMMIGRATI 20 SECONDI Il voto è il patto tra il cittadino e lo Stato. L'ultimo che arriva non può e non deve comandare. No al voto agli extracomunitari!" giovedì, 12 giugno 2008 Sul suo sito, l'ineffabile Magdi Allam pubblicizza il proprio libro, Grazie Gesù. E poi ci mette o ci lascia mettere una vignetta, che forse ci fa capire meglio quale sia la vera religione di questo individuo. Eccovela. |
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