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domenica, 25 ottobre 2009 Le intimità commerciali di Piero Marrazzo Tra gli innumerevoli personaggi pubblici che si sono messi pazientemente in fila per prendere a calci Antonio Caracciolo, troviamo anche Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio ("vorrei poter guardare negli occhi questo professore", per potergli "trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem" recita con sentimento).
Un calcio che richiedeva una certa agilità, visto che Piero Marrazzo stava contemporaneamente affondando nella melma che ben sappiamo. Che un gran numero di politici vada a caccia di sesso mercenario, a partire dal nostro Presidente del Consiglio, è una banale ovvietà, e forse anche irrilevante ai fini del tipo di lavoro per cui i cittadini li pagano. L'episodio in sé sarebbe quindi privo di importanza, un ennesimo colpo di manganello nell'arlecchinata che va sotto il nome di Destra-Sinistra. Invece contiene in sé un insegnamento molto interessante, che va al di là delle sciocchezze partitiche. L'intimità, storicamente, è la sfera insindacabile e segreta, verso la quale una certa tolleranza è sempre dovuta. Il problema è che nell'era della Jeune-Fille, l'intimità è la merce per eccellenza, la prima cosa che si mette sulla bancarella. Quando si incrociano le prostitute transessuali che Marrazzo frequenta, ciò che colpisce è l'uso pubblico della propria intimità a scopo commerciale. Ma questa intimità è a sua volta una creazione artificiale, costruita sistematicamente solo a scopo commerciale. Leggete attentamente la frase di cui sopra, e poi guardate come Piero Marrazzo metteva sul mercato la propria intimità falsificata, come parte integrante del proprio prodotto mediatico-elettorale. Siccome ho il sospetto che la pagina in oggetto muterà tra poco, l'ho salvata qui con un fermapagina. E notate come l'autoinvenzione parta proprio dall'intimità: la vita pubblica, in questo testo, viene solo dopo. Piero Marrazzo esibisce la propria figlia sul mercato.Notare l'abbigliamento sportivo, il microfono e i riflettori sabato, 24 ottobre 2009 "Grazie all'esistenza di questa rete computerizzata cerebrale [gli extraterrestri malvagi] sono in grado di manipolare energia psichica destrutturata e ad azione distruttiva, prelevata da persone gravemente malate; riescono a compattarla nello spazio di un punto microscopico, invisibile a ogni rilevazione esterna. Chiarimenti della dott.ssa Adriana Roncella riguardante l'Ontopsicologia
C'è un ricercatore universitario, il prof. Antonio Caracciolo, accusato di tenere nel suo tempo libero un blog in cui sostiene che il diritto di espressione è garantito dalla Costituzione anche a minoranze sgradite. Per questo, dietro pesante spinta del sindaco post-fascista di Roma, Gianni Alemanno, Antonio Caracciolo viene sottoposto a inchiesta da parte del Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza di Roma, il prof. Luigi Frati, e rischia di essere sospeso o licenziato. Ora, i media affermano che il Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza, cioè proprio lo stesso prof. Luigi Frati, avrebbe ufficialmente mandato i propri saluti - con tutto ciò che comporta in termini di autorevolezza - a un raduno di persone che hanno come principale scopo la vendita di una serie di tecniche per liberare l'umanità dal controllo di alcune malvagie civiltà extraterrestri. Sempre secondo i media, lo stesso raduno di ufologi sarebbe stato "patrocinato" dalla Facolta' di Sociologia dell'Universita "La Sapienza' di Roma, che dipende sempre dal prof. Luigi Frati, e il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma avrebbe tele-partecipato al medesimo convegno ufologico in veste di relatore. Aggiungiamo il caso del Prof. Paolo De Nardis, Ordinario di Sociologia sempre dell'Università La Sapienza di Roma, che avrebbe presentato, entusiasta, un libro dello stesso circolo ufologico. In fondo a questo post, potrete leggere la relativa documentazione, comunque riassumiamo. La Summer School of Ontopsychology - patrocinata a dire dai media dal prof. Luigi Frati e dai suoi amici - è una delle numerose creazioni di Tonino Meneghetti, detto Antonio, un ex-frate di Avezzano amante delle catene d'oro e di grossi sigari, di mestiere designer di Ontomoda (Meneghetti gestisce una catena di negozi dove vende esclusivamente le proprie creazioni),ontopianista, ontoterapeuta e ontopittore. ![]() Tonino Meneghetti, detto Antonio, fondatore dell'Ontopsicologia
Mettiamo da parte la complessa carriera di Antonio Meneghetti, che comprende anche una sosta in carcere (dove ha scritto Appunti e considerazioni durante il carcere, Ontopsicologica Editrice Luglio 1981) e una condanna per omicidio colposo, e guardiamo esclusivamente i risvolti accademici della questione.Antonio Meneghetti sostiene di avere il titolo di
"Grand Doctor Nauk in Scienze Psicologiche dal Governo della Federazione Russa, [1] quello di Grand Doctor of Philosophy e di Doctor philosophy of medical [un titolo che lascia perplesso il gestore di questo blog, di mestiere traduttore] dall'Accademia Internazionale di Informatizzazione."L'Accademia Internazionale di Informatizzazione è un'istituzione russa che si occupa di "Studio e ricerca di civiltà extraterrestri e cosmiche". "Il problema dal quale Antonio Meneghetti ha iniziato la sua ricerca è questo: trovare quel primo che attiva la fenomenologia esistenziale."Antonio Meneghetti, contrariamente a Platone e Aristotele, aveva i mezzi per trovare la risposta alla domanda universale che si poneva. Su uno dei suoi siti, si autodefinisce così: «Filosofo che non è ancora riuscito ad incontrare una mente capace di comprendere nel segno, il suo trattato su - L'esistenza come contraddizione dell'essere - o - etiologia del verbo»... «È esempio invidiabile di elegante scaltrezza nel continuo vortice impresso dalla globalizzazione all'intero pianeta»... «Qualcuno lo ha definito come unico genio del nostro pianeta».Il bello è che Antonio Meneghetti, a differenza di Kant, Freud o Hegel, ha scoperto pure le risposte, che sono esattamente tre: l'In Sè ontico, il Campo semantico, e il Monitor di Deflessione. Siccome Antonio Meneghetti non è un amante della scrittura chiara (né dell'ortografia precisa), diciamo che l'In Sé Ontico siamo noi, che poi saremmo pura energia quantica (come nella fisica New Age, insomma). Agiamo nel Campo Semantico, cioè in un mondo fatto di rapporti significativi; e restiamo inguaiati dal Monitor di Deflessione. Fortunatamente, ci sono le terapie di Antonio Meneghetti che ci possono salvare dal Monitor di Deflessione: i media (non quelli che parlano del patrocinio del prof. Frati e dei suoi colleghi) ne descrivono alcune davvero originali. Ci soffermeremo sul Monitor di Deflessione, visto che è stato spiegato egregiamente dalla dott.ssa Adriana Roncella al Convegno mondiale di Ontopsicologia a Mosca. Visto il consesso, possiamo supporre che si tratti di una definizione del tutto ufficiale, fatta alla compiaciuta presenza del Maestro. Non vi fate confondere dal linguaggio, come dire, denso: per una volta, il titolo che un redattore ha messo all'articolo in effetti spiega tutto: "Quando gli UFO non ci danno tregua !" Il Monitor di Deflessione è un "congegno meccanico psichedelico" e una "struttura computerizzata inserita nel sistema cerebrale umano da millenni, da una civiltà non terrestre". Il Monitor di Deflessione consiste in "uno o più geni anomali inseriti nella struttura a serpentina del DNA" che gli extraterrestri inserirebbero in noi "già dalla nascita" per indurci nell'errore e provocare malattie psicosomatiche "Le fantastiche civiltà extraterrestri - si chiede Adriana Roncella - sono realmente lontane anni luce, frutto solo di una elaborazione della fantasia o sono presenti operativamente su questo pianeta?"Con l'aiuto di Antonio Meneghetti, la dott.ssa Roncella scopre che gli Ufo non solo sono tra di noi, ma soprattutto dentro di lei: "Nell'arco di dodici anni di dura esperienza personale e di serrata analisi ho potuto verificare che il monitor di deflessione non è una realtà individuale, circoscritta alla singola unità uomo. Esiste in realtà un unico monitor, un unico sistema informatico che collega in rete tutti i cervelli a livello planetario."Questo immenso complotto extraterrestre sta portando alla costruzione di una "rete informatica cerebrale" che permette agli extraterrestri di "programmare e coordinare con precisione matematica tutti i circuiti cerebrali individuali". In particolare, gli extraterrestri hanno preso di mira proprio la dott.ssa Roncella: "Hanno dislocato lungo la mia vita dei veri e propri corridoi elettrici mortali, programmati con largo anticipo e posizionati in punti strategici particolari del mio programma esistenziale perché potessi fermarmi, arrendermi, tornare indietro o morire.Gli extraterrestri hanno perseguitato la dott.ssa Roncella con un accanimento degno delle Toghe Rosse di Mani Pulite: "Nel mio caso l'organo prescelto è stato prevalentemente il cervello; sono poi passati all'apparato gastroenterico, la colonna vertebrale dorso-lombare, occhi, orecchie, vagina, vie respiratorie." La soluzione ontopsicologica, in questi tempi di ecologismo, va nettamente controcorrente: "Sono riuscita ulteriormente a sgusciare da questo meccanismo, direnzionando le mie scelte solo a cibi confezionati industrialmente, che avrebbero dovuto essere completamente neutri e asettici.Fallita la via del salmone e dello yoghurt, gli extraterrestri, preoccupati per un'iniziativa di Meneghetti, hanno cercato anche di far annegare la dott.ssa Roncella: Il giorno successivo a quello in cui il Prof. Antonio Meneghetti mi ha chiesto di presentare una relazione sulle "bombe semantiche" al congresso mondiale di Ontopsicologia che si sarebbe svolto a Mosca, è arrivata una bomba di portata inimaginabile. In base a questi dati, vorremmo porre al Magnifico Prof. Luigi Frati dieci domande:
1) L'affermazione fatta in data 12 agosto dall'agenzia ADNKronos secondo cui Lei avrebbe mandato i suoi saluti alla Summer School of Ontopsychology è vera o falsa? E' vero o falso il patrocinio della Facoltà di Sociologia dell'università da Lei diretta allo stesso convegno? E' vero o falso che abbia partecipato come relatore il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università sempre da Lei diretta? 2) Nel caso in cui siano falsi tali notizie, ha sporto denuncia contro gli organizzatori del suddetto convegno? 3) Nel caso fosse vero, i suoi saluti sono stati inviati a titolo personale o nella qualità di rettore dell'università, come dichiara l'agenzia stampa? La stessa domanda riguarda gli interventi degli altri suoi colleghi (e sottoposti) di cui si parla nella nota dell'agenzia. 4) in caso lei fosse stato tirato in ballo indebitamente, ma i suoi colleghi Morcellini e De Nardis, nonché la facoltà di sociologia no, quali provvedimenti intende prendere contro gli stessi? 5) Se lei ha deciso di salutare e di permettere di patrocinare e di far partecipare, sempre a titolo ufficiale, alla Summer School of Ontopsychology, desideriamo sapere - come cittadini e contribuenti - quali siano i meriti accademici delle attività del signor Antonio Meneghetti? 6) Lei concorda con lo stesso Meneghetti, che lui sarebbe l'unica persona oggi in grado di gestire un incontro con popolazioni extraterrestri? «Alle porte del terzo millennio, [Antonio Meneghetti] considera gli esseri umani assolutamente impreparati ad un incontro di civiltà diverse dalla nostra: ciò potrebbe costituire il presupposto di una colonizzazione extra intrapsichica già in atto».7) Lei ritiene che le tre scoperte di Antonio Meneghetti - l'In Sé Ontico, il Campo Semantico e il Monitor di Deflessione - abbiano aperto nuovi orizzonti alla scienza, tali da invalidare la maggior parte delle materie attualmente insegnate nell'ateneo da lei diretto? 8) Lei ritiene che le civiltà extraterrestri controllino i nostri cervelli tramite inserti nel nostro DNA? 9) Lei ha mai avuto occasione di vedere l'aura del signor Antonio Meneghetti? [2] 10) Se lei venisse aggredito in piscina da una bomba semantica, quale sarebbe la posizione ufficiale dell'Università La Sapienza sull'autodifesa tramite l'utilizzo di salmone affumicato non di marca? Note: [1] Il titolo è presumibilmente un misto anglorusso che vuol dire, "Gran Dottore nelle Scienze". Comunque Antonio Meneghetti, quando si è fatto consegnare il titolo, si è evidentemente dimenticato di farsene spiegare anche il significato. [2] «Durante una mattinata, il Professore con semplicità, davanti a 80 persone presenti in sala, ha insegnato come disporsi per vedere il suo campo eterico. Poi furono scelte cinque persone che furono poste nella stessa posizione a distanza ravvicinata (quattro metri circa) per osservare meglio la sua corona biodinamica o aura psichica. Dopo due o tre minuti si dovette interrompere a causa dell'impressionante incidenza che la percezione dell'eterico aveva suscitato quasi d'improvviso su una delle cinque persone. Nonostante la brevità dell'esperimento tutte e cinque le persone (tre donne e due uomini) scrissero separatamente la stessa impressione: un fiammeggiare radiante e verticale che trasmetteva una cointuizione del principio creativo della vita. Tre dei cinque ebbero dei trasalimenti iperemotivi apparentemente istero-dereistici, ma che in realtà si dimostrano meglio come percezioni edoniche di superiore esperienza. Probabilmente si è trattato di un'esperienza psichica ed emozionale in coincidenza semantica con il Professore, il quale stava seduto con gli occhi rivolti in basso, quasi assorto in se stesso» Estratto da "Ontopsicologia Clinica" di Antonio Meneghetti, nota n° 18 a pag. 163 Documentazione:
i lanci di agenzie riguardanti il patrocinio dell'Università della Sapienza al convegno della Summer University of Ontopsychology UNIVERSITA': ASSISI, XI EDIZIONE DELLA SUMMER UNIVERSITY OF ONTOPSYCHOLOGY Assisi, 12 ago. - (Adnkronos) - Si e' aperta il 9 agosto ad Assisi la XXI edizione della Summer University of Ontopsychology. L'evento, che negli oltre vent'anni della sua storia ha sempre rappresentato un'occasione di approfondimento dei principi e dei valori per lo sviluppo dell'uomo, prosegue la sua tradizione quest'anno centrandosi sul tema 'Arte, sogno e societa''. Sono oltre 400 gli impresari, gli studiosi e i professori venuti da tutto il mondo per assistere al consesso internazionale, considerato il piu' grande evento artistico e scientifico dell'umanesimo contemporaneo. Un evento che ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali: dall'adesione del Presidente della Repubblica ai patrocini del Senato della Repubblica, della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, della Facolta' di Sociologia dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, della Facolta' di Amministrazione 'Antonio Meneghetti' in Brasile e della Facolta' di Psicologia dell''Universita' Statale di San Pietroburgo'. Durante i dieci giorni di congresso il tema sara' approfondito nelle sessioni mattutine tenute da docenti internazionali e in quelle pomeridiane tenute dall'accademico prof. Antonio Meneghetti, fondatore della scuola ontopsicologica. Molti i saluti augurali fatti pervenire per la giornata inaugurale: da quello del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, a quello del Presidente del Consiglio Mondiale di Psicoterapia Alfred Pritz, a quello del Magnifico Rettore dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Tra i presenti in sala Franco Brunozzi, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Assisi, e Ada Girolamini, consigliere della Regione Umbria.(segue) - (Adnkronos) - ''C'e' davvero una grande forza rivoluzionaria in questo messaggio che e' sicuramente contro corrente. La scuola ontopsicologica e' una scuola di pensiero e di conoscenza che rappresenta un grande messaggio per chi si pone nella condizione di sapere di non sapere mai abbastanza, per chi sa di dover sapere sempre di piu''', per contribuire ad una crescita e sviluppo del valore dell'uomo nel suo tempo, ha dichiarato la Girolamini. Presenti in sala anche i direttori del dipartimento di Ontopsicologia della Facolta' di Psicologia dell'Universita' Statale di S. Pietroburgo e della Facolta' di Amministrazione Antonio Meneghetti e, in contatto telefonico, il saluto del prof. Mario Morcellini, preside della Facolta' di Scienze della Comunicazione dell'Universita' La Sapienza di Roma. L'evento rappresentera' dunque l'occasione di esposizione di nuove scoperte in grado di dare l'angolazione innovativa per l'esattezza e vitalita' della scienza e dell'economia. Vengono pertanto messe in campo la responsabilita' di scienziati ed economisti, politici e artisti, chiamati a dare risposta alle esigenze di crescita dell'uomo. ''La grandezza si costituisce dalla soluzione di rapporto tra universita' e societa' in recupero dei principi ontologici a funzione ed evoluzione dell'uomo per l'uomo su questo pianeta'', ha dichiarato Meneghetti venerdì, 23 ottobre 2009 Gianni Alemanno chiede la testa del professor Antonio Caracciolo Interrompo, spero brevemente, la serie su Adolfo Urso e i musulmani, per aprire una parentesi su Gianni Alemanno contro la libertà di pensiero. Il tema, però, è sempre il tentacolare partitone dei postfascisti.
Il professore Antonio Caracciolo, ricercatore di filosofia del diritto alla facoltà di Scienze Politiche di Roma, è un convinto liberale. Il suo interesse per la politica è nato pochi anni fa, quando cercò - con il successo che si può immaginare - di portare qualche forma di democrazia in Forza Italia. In seguito, il suo interesse si è spostato verso la difesa della libertà di espressione, in particolare nei confronti delle agguerrite organizzazioni sioniste italiane. Ha analizzato con grande attenzione i metodi usati da queste organizzazioni per intimidire i critici della politica israeliana nel suo blog Civium Libertas. In questo contesto, Antonio Caracciolo si è a volte occupato anche della libertà di ricerca sulla Seconda guerra mondiale e quindi della questione del cosiddetto "revisionismo" o "negazionismo". Ribadisco qui per chiarezza la mia posizione: credo in linea di massima a quella che possiamo chiamare la "versione ufficiale" dello sterminio degli ebrei durante la guerra e trovo in genere discutibili i metodi dei cosiddetti "revisionisti" o "negazionisti". Allo stesso tempo, trovo inaccettabile che in diversi paesi si possa rischiare anni di carcere per aver espresso dubbi sulla veridicità di qualche episodio storico. I "revisionisti" o "negazionisti" sono pochi, e quindi non trovano difensori; ciò permette facilmente di aprire un varco gigantesco nell'impianto della legislazione liberale.[1] Si pensi ad esempio a come nella Repubblica Ceca, la legge "antinegazionista" abbia infilato tra le attività punibili con tre a otto anni di carcere, anche il "sostegno all'odio di classe" se espresso "per mezzo stampa, alla radio, alla televisione o in maniera analogamente efficace". Anche gli scioperanti diventano negazionisti... Perciò una simile legislazione va combattuta a prescindere da chi colpisce. E quindi va difeso senza esitazione anche il vero credente nell'ufologia, nella superiorità della razza germanica o nel regno segreto di Shambhala, come va difeso quello che scrive "i ricchi li impiccherei tutti". Poi lo si può contestare furiosamente sul piano della discussione. Tranquilli, comunque. Antonio Caracciolo non appartiene ad alcuna di quelle categorie. Non si esprime sulla storia, ma unicamente - in quanto filosofo del diritto - sulla violazione degli articoli 21 e 33 della Costituzione implicita nel tentativo di imporre anche in Italia leggi che vietino il dibattito storico. In questo contesto, ha documentato tutti i casi di violazione del diritto alla libera espressione che ha potuto raccogliere. Il blog di Antonio Caracciolo è in rete ormai da molto tempo, e non ha fatto notizia. Finché l'altro giorno un certo Marco Pasqua si sveglia e scrive un articolo in prima pagina su Repubblica, sotto il titolo: ""Lo sterminio degli ebrei è una leggenda" prof negazionista, shock alla Sapienza"E via: "DEFINISCE l'Olocausto una "leggenda" sulla quale esistono "solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio". Una "leggenda" usata "per colpevolizzare moralmente i popoli vinti". Anche le camere a gas, "ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite", sono una delle tante verità "da verificare".Marco Pasqua o non sa leggere i blog, oppure mente. Antonio Caracciolo non ha mai sostenute tesi "negazioniste" o di altro tipo a proposito della Seconda guerra mondiale. Antonio Caracciolo ha difeso e difende la libertà di ricerca e di espressione di altri, e lo fa in quanto liberale che non ha mai espresso alcuna simpatia per il fascismo o per altri regimi. All'articolo di Marco Pasqua, che scopre l'acqua tiepida di un blog che sta lì ormai dall'agosto del 2007, fanno immediatamente eco i repressori di professione. Il primo è Gianni Alemanno, il sindaco postfascista di Roma (quello che sostiene che l'Università di Roma "è ostaggio di 300 piccoli criminali"): “Mi attiverò con il rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso.”Calcolate che è dal Medioevo che i sindaci non hanno il diritto di dire alle università cosa devono insegnare e cosa no; ma il rettore dell'università, Luigi Frati (storico barone di Medicina), risponde subito ringraziando "il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo'' ha fatto sapere Frati."Luigi Frati coglie l'occasione di presentarsi come un martire, dicendo di essere "stato ad Auschwitz a sedici anni". Presumiamo da turista più che da internato, a meno che non abbia un chirurgo plastico migliore di quello di Daniela Santanchè: ![]() Luigi Frati, di ritorno dalla deportazione Ma non solo i postfascisti ad accanirsi. Anche da sinistra si alza l'urlo dell'ignoranza repressiva. Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci (i giovani del PdCI), non si fida del manganello di Alemanno: "Chiediamo, nei fatti e non a chiacchiere, l’allontanamento immediato dall’insegnamento del Prof negazionista della Sapienza Antonio Caracciolo."Proprio come il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, dinamico berlusconiano, per il quale “non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”."Ma Marco Pomarici non era quello che un po' di tempo fa diceva, "nel fascismo ci sono stati anche diversi elementi positivi"? Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica - un signore di cui ci siamo già occupati qui in passato - auspica addirittura il carcere: "Questi "signori" in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono."Riassumiamo. Privatamente, su un blog personale, un ricercatore di diritto sostiene la libertà di parola in base agli articoli 21 e 33 della Costituzione. Per questo, viene chiesta la sua espulsione dall'università (con postfascisti e poststalinisti che convergono rossobrunamente) e viene sognato il suo arresto. Ma Luigi Frati, nel proprio ruolo istituzionale di rettore dell'Università della Sapienza, ha fatto qualcosa di ben più strano che sostenere la Costituzione su un proprio blog privato. Ne parleremo nella prossima puntata. Nota [1] Si pensi se la legge vietasse rigorosamente i linciaggi in piazza, tranne per i gobbi e "alcune altre persone assimilabili". I gobbi sono pochi, non toccherà certo a me; e così lascio passare questa eccezione. Finché non scopro un giorno di appartenere anch'io alla categoria degli "assimilabili". mercoledì, 21 ottobre 2009 Ora di religione islamica, megayacht, imam crociati e certi Piccoli Musulmani (I) Alcuni giorni fa, Gianfranco Fini ha proposto di introdurre l'ora di religione islamica nelle scuole, dividendo gli amanti della polemica per partito preso in tre categorie. Provate a indovinare quali... va bene, avete vinto.
Ci sono i beceri a dire di no, qui si fa cattolicesimo e basta. I laicisti buoni a dire, quanto è moderno e aperto Gianfranco Fini, così dovrebbe essere la Sinistra. I laicisti cattivi a dire, ci mancavano pure gli imam a scuola, come se non bastassero i preti. Tutte e tre le posizioni si basano sul rifiuto di capire qualcosa che esula dai loro schemi, ma che richiede qualche minuto di attenzione. Intanto, Gianfranco Fini non ha proposto un bel niente, e non avrebbe nemmeno il titolo per farlo. Si tratta di una dichiarazione di una persona che lo segue fedelmente, Adolfo Urso. Adolfo Urso non ha fatto una proposta, ma la solita Affermazione a Margine di un Convegno, che abbiamo già segnalato come la maniera contorta che si usa in Italia per "gettare un sasso",come dice Repubblica. L'occasione erano i Dialoghi Asolani, definiti "il workshop delle fondazioni Farefuturo e Italianieuropei." Avete capito bene, Farefuturo è il nipote spirituale della Giovane Italia che una volta faceva le risse con i rossi; e Italianieuropei l'ha creata Massimo D'Alema, cioè il nipote spirituale di Togliatti; e tutti e due gestiscono un unico "workshop", qualunque cosa voglia dire. Prendiamo atto che di fronte al vero potere, i paranoici che vedono ovunque "convergenze rossobrune" tacciono. Gettare un sasso non vuol dire fare una proposta. Vuol dire, usare la volenterosa complicità del sottogenere di giornalisti mandati ad annoiarsi a convegni del genere, per creare immagine mediatica. Adolfo Urso non si occupa di scuola. E' viceministro allo Sviluppo economico. Diciamo tra parentesi che Adolfo Urso, a quanto emerge dal curriculum sul suo sito, è arrivato alla ragguardevole età di 52 anni senza aver contribuito per un solo giorno allo sviluppo economico del paese, esercitando personalmente qualche forma di ciò che noi chiameremmo lavoro. In compenso, Adolfo Urso è sempre in prima fila in occasioni come questa: "Il made in Italy brilla al Yacht e Brokerage Show, il salone nautico di Miami Beach inaugurato stamani dal sottosegretario al Commercio Estero, Adolfo Urso. [...] "La nautica e' il fiore all'occhiello del made in Italy - ha spiegato Urso - e eccelle soprattutto nel mercato americano dove le nostre esportazioni rappresentano una quota del 32 per cento, di fatto il primo mercato extra Ue. Se, da una parte, i megayacht non conoscono crisi con una posizione di leadership mondiale del 47 per cento (era appena al 31 per cento nel 2000), dall'altra stiamo monitorando con attenzione la situazione delle piccole imbarcazioni che stanno soffrendo per la crisi economica internazionale."Cosa sia Miami, abbiamo già avuto occasione di dirlo su questo blog. ![]() Naomi Campbell su un megayacht, ovvero la via miliardaria all'integrazione Però, Adolfo Urso ha davvero i titoli per parlare di musulmani. Perché i musulmani in Italia sono un ingrediente dello sviluppo economico: ci vuole un tot di musulmani (e altri immigrati), un tot di materie prime e un tot di Immagine, nonché un immane imbecille di acquirente, per fare un megayacht. E i musulmani non producono solo megayacht, producono anche figli. Quindi, dice Adolfo Urso, ci vuole un'ora di religione anche per loro. E ci vuole, per un motivo preciso: “Per evitare di lasciare i piccoli musulmani nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste”. ![]() In altre parole, i musulmani non devono essere lasciati liberi di gestirsi la propria religione da soli. Ci deve pensare lo Stato: "Ad insegnare l'ora d'Islam, dovrebbero essere docenti riconosciuti italiani, al limite anche imam a patto che abbiano i requisiti e siano registrati in un apposito albo".A parte il meraviglioso "al limite anche imam", è lo stesso sistema adottato da qualunque regime mediorientale, la cui prima preoccupazione consiste nel controllare l'Islam, attraverso vari organi statali. Dove il criterio teologico fondamentale per la "registrazione nell'albo" consiste nella capacità di tenere infuocate prediche a sostegno del Presidente o di Sua Maestà il Re. La frase "docenti riconosciuti italiani registrati in un albo" passa inosservata a chi non sa cogliere lo specifico riferimento. Infatti, non è Urso che lancia l'idea. E' Urso che fa propria l'idea di una particolarissima organizzazione, la Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica), che poi lo applaude come se l'avesse inventata lui. Poco dopo la sparata di Urso, arriva infatti la notizia, che rovescia però la sequenza reale: "Vediamo la cosa in maniera molto positiva. Sarebbe l'occasione di far conoscere da un punto di vista laico a tutti gli studenti, non solo quelli musulmani, le specificità e le caratteristiche dell'Islam". Il vice presidente del Coreis, comunità religiosa islamica italiana, imam Yahya Pallavicini, promuove la proposta dell'ora di religione islamica nelle scuole lanciata ieri dal vice ministro Adolfo Urso e sposata oggi anche da Massimo D'Alema."La Co.Re.Is. è l'emanazione profana di un cosiddetto Centro Studi Metafisici René Guénon, un minuscolo circolo di esoteristi vicini all'ala spiritualista e non anticlericale della Massoneria.[1] Il Centro Studi Metafisici (il nome di René Guénon è stato poi tolto, a causa delle proteste della famiglia dell'esoterista francese) di Milano ha sede allo stesso indirizzo della Co.Re.Is., nonché della casa dei Pallavicini, e si trova su un terreno di proprietà di Abdul Wahid Pallavicini. Avrebbe dovuto all'inizio ospitare una sorta di tempio dei tre monoteismi con moschea, sinagoga e chiesa tutte sotto lo stesso tetto. Il tri-tempio non fu costruito per mancanza di interesse da parte dei cattolici.[2] Il Centro Studi Metafisici René Guénon è stato fondato da Felicino Abdul Wahid Pallavicini (il padre dell'Imam Yahya del comunicato a sostegno di Urso e D'Alema), che da giovanissimo si era rivolto alla ricerca di una guida al filosofo Julius Evola, che invece lo indirizzò verso ambienti esoterico-islamici europei.[3] Pallavicini è stato per un certo periodo seguace del discusso esoterista Frithjof Schuon, un autore certamente brillante che per alcune cose è piaciuto anche a chi scrive. Schuon si dichiarava nel contempo musulmano e inviato dal Cielo per restaurare la religiosità dei nativi americani, facendo danzare attorno a sé le propri e discepole nude in un rituale chiamato Primordial Gathering, in cui lui, il Principio Divino, si univa - non solo simbolicamente - con l'Eterno Femminile. Pallavicini (comprensibilmente) abbandonò Schuon, lavorando per un periodo come pianista su navi da crociera, finché a Singapore entrò nella confraternita degli Ahmadiyya Idrissiyya Shadhiliyya (da non confondere con la ben più nota organizzazione o forse setta degli Ahmadiyya indiani). Oggi l'anziano Pallavicini giudica Evola in maniera decisamente negativa. In un'intervista al Corriere della Sera, dichiara: «[Evola] è scivolato su tendenze occultiste ed esoteriche che l'hanno spinto a formulare una parodia della spiritualità, a tradire il pensiero di Guénon che con la sua ortodossia religiosa resta il vero depositario della Tradizione."Alla maggioranza dei lettori - interessati a sapere se Pallavicini segua ancora o no il presunto cattivo maestro degli estremisti - sfuggirà il riferimento, ben più importante, alla "Tradizione" con la maiuscola, ritenuta superiore a ogni singola manifestazione religiosa, compreso ovviamente lo stesso Islam (la critica all'esoterismo di Evola si riferisce solo alla negazione delle religioni che caratterizza il fondo del pensiero evoliano). Da notare come nella stessa intervista, Pallavicini dichiari, "Non avanziamo rivendicazioni politiche, sociali o nazionali". Sulla presunta apoliticità della Co.re.is. ritorneremo, ma possiamo già anticipare che una simile dichiarazione di resa incondizionata sia proprio quanto i vari Fini, Urso o D'Alema si sognano dai migranti che i loro megayacht hanno risucchiato sul nostro suolo. Note: [1] Precisiamo che i riferimenti alla Massoneria in questo articolo non hanno nulla a che vedere con le polemiche antimassoniche di destra o di sinistra, che ci sono entrambe piuttosto estranee. [2] Nella logica esoterica dell'unità trascendente, gli iniziati, possedendo la Verità, possono vivere con una certa relatività e tolleranza in una singola religione, che serve in sostanza per dare forma alle masse. [3] Oltre a fonti orali, ci siamo basati sullo studioso Mark Sedgwick, che in Against the Modern World (p.136 ss.) dedica diverse pagine a Felicino Abdul Wahid Pallavicini e a suo figlio Sergio Yahya Pallavicini. (Continua...) mercoledì, 01 luglio 2009 Britney Spears, la religione civile dell'Olocausto e una bufala mediatica Da tempo, parliamo qui della trasformazione del genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale in nuova religione unificante dell'Occidente capitalista.
La costruzione della religione civile dell'Olocausto ha ormai assunto dinamiche proprie, che prescindono dai suoi stessi costruttori e sono affascinanti da seguire. Un sito pieno di popup intitolato National Ledger dichiara che, "according to reports" e "reportedly", Britney Spears sarebbe stata invitata a recitare una parte in un film intitolato The Yellow Star of Sophia and Eton: la protagonista del film, Sophia LaMont, costruisce una macchina del tempo, con cui viaggia a ritroso, incontrando un ebreo di nome Eton in un campo di concentramento nazista. Di tutta la vicenda, compresa la stessa esistenza del film, non si trova altra traccia in rete. Ma nel flusso generale, un fatto è vero dal momento stesso che se ne parla, specie se tocca due argomenti strutturalmente eccitanti come Britney Spears - 87 milioni di dischi venduti nel mondo - e l'Olocausto, un accostamento che ha effetti psicologici analoghi al crocifisso al collo di Roberto Cavalli di cui abbiamo discusso in un recente post. Britney Spears non può essere accusata di aver mai espresso alcun pensiero inopportuno, perché non ha mai espresso alcun pensiero in assoluto; ma il suo ruolo obbligato di meretrice virtuale, che le apre innumerevoli porte finanziarie, la esclude dalla sfera del culto religioso. Ed ecco che leggiamo su tutti i media qualche variante di questa notizia, che riprendiamo dal sito della Stampa di Torino: "BERLINO - Il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania ritiene «del tutto inopportuna» la proposta di far interpretare a Britney Spears il ruolo femminile principale in un film sulla Shoah. Si tratta di The Yellow Star of Sophia and Eton (La stella gialla di Sophia ed Eton) e racconta la storia di una donna che si innamora di un uomo in un campo di concentramento. «È riprovevole cercare di finanziare il film mescolando perfidamente Britney Spears e l’Olocausto», ha detto la presidente del Consiglio Centrale degli ebrei in Germania, Charlotte Knobloch, al tabloid Bild. «I principi etici dovrebbero avere la precedenza. La sceneggiatura per i film su temi come l’Olocausto dovrebbe essere scelta con cura e anche la scelta degli attori deve essere prudente».Ovviamente, ogni sito che riporta con devoto sussiego questa notizia, la associa a una serie di allegre foto di Britney Spears. Di quella virtuale; probabilmente il nostro è uno dei pochi siti a riportare una foto di quella reale, che mette in evidenza il suo indubbio piglio imprenditoriale. Credo che questo scambio tra una non notizia e un comunicato di sdegno (con un tocco curiale-cardinalizio), senza che nessuno cerchi di capire se gli stessi fatti di cui si sta parlando siano veri o no, ci dica molto sul giornalismo ai tempi nostri. Ma anche la "sconvolta reazione" della comunità ebraica - che in ripresa dopo ripresa diventa "rivolta", "sdegno" e via drammatizzando - a sua volta si rifà a un'unica, discutibile fonte: il quotidiano Bild, tutto tette e cadaveri, che probabilmente non ha riportato alcuna dichiarazione ufficiale, ma semplicemente qualche banalità estorta per telefono alla signora Knobloch.[1] Nella strutturazione dell'immaginario religioso, le sceneggiature scelte "con cura" e gli attori reclutati con "prudenza" hanno invece una funzione cruciale, analoga a quella delle processioni ai tempi della Controriforma. Lo scorso autunno, New York Magazine ha stilato una guida a ben sei film sul tema nazisti/olocausto in concorrenza allora per l'Oscar. Spiega l'autore, "con l'economia messa com'è, nessuno vuole spendere i pochi soldi che ha per vedere un film sull'Olocausto che non sia piacevole, e quindi Vulture ha inventato questo infallibile flowchart per stabilire qual'è il film che fa per te". Eccovi il diagramma di flusso di New York Magazine: ![]() 1. (Ritornare) Nei contorti meccanismi della cultura delle Vittime e dei Vittimi, la miliardaria Britney Spears diventa per qualcuno una vittima anche lei, in questo caso della comunità ebraica tedesca. Scrive tutta seria una certa Vincenza Iovinella:
"sta di fatto che si è alzato contro di lei un muro. Una vera e propria battaglia contro la sua fama e la sua trasgressione, che ben poco hanno a che fare col dramma della sofferenza di una tragedia che ancora mina la memoria dell'Umanità. " martedì, 23 giugno 2009 Iran, Ahmadinejad e altre divagazioni (II) Le elezioni in Iran ci ricordano quelle avvenute in Libano il 7 giugno. "La coalizione filoccidentale vince le elezioni", hanno titolato in maniera quasi unanime i media, in Italia e altrove. Dove per "coalizione filoccidentale" si intende una strana alleanza tra i capiclan maroniti, sunniti e drusi attorno all'Arabia Saudita, benedetta dal patriarca cattolico-maronita. La vittoria è stata attribuita, variamente, alla cultura liberale dei giovani, al discorso di Obama al Cairo o alla "voglia di democrazia". Ora, la coalizione filosaudita ha sicuramente vinto un seggio in più rispetto alle elezioni precedenti. Ma nessuno si è chiesto come sia andato il consenso popolare. Il Libano è una precaria tregua tra vari clan, che si regge sulla divisione confessionale: ogni gruppo religioso ha diritto a una precisa parte dei seggi in parlamento, che rispecchia un censimento di mezzo secolo fa, ma non la demografia attuale. Nel parlamento uscente, c'erano 128 deputati: 70 appartenenti alla coalizione governativa, 58 all'opposizione, tra cui anche Hezbollah. In queste elezioni, Hezbollah, cauto come sempre, ha presentato solo 11 candidati, per non rubare spazio ai propri alleati, e tutti e 11 sono stati eletti a schiacciante maggioranza. Altri 46 seggi sono stati vinti dagli alleati sciiti e cristiani di Hezbollah. Totale 57, un seggio in meno che alle elezioni precedenti. Ma il dato interessante è che la coalizione attorno a Hezbollah ha ricevuto 840.000 voti, pari al suffragio del 55% degli elettori, distanziando di ben dieci punti la coalizione filosaudita/occidentale, che ha preso il 45%.[1] E' interessante notare come Michel Aoun, l'alleato cristiano di Hezbollah, abbia preso il 52% del voto cristiano, anche se la ripartizione dei distretti elettorali cristiani - decisa anni fa dai grandi signori maroniti in modo da favorire i propri feudi - ha dato la maggioranza dei seggi cristiani ai suoi rivali. Sia Michel Aoun che Hezbollah hanno riconosciuto la propria sconfitta. Che però è certamente dovuta più a un sistema elettorale che ai discorsi di Obama. Nota: [1] La coalizione filosaudita ha persino perso due seggi: i tre seggi persi da entrambe le parti sono andati a candidati indipendenti, che però all'ultimo momento si sono schierati con il governo. (Continua...) domenica, 21 giugno 2009 Silvio Berlusconi e la Jeune-Fille (I) "Ce bidet, tu ne peux pas savoir combien de paires de fesses il a accueillies !"Sto guardando la fotogalleria di Barbara Montereale, di mestiere "ragazza immagine", reduce da una ben retribuita vacanza nella villa di Berlusconi. La fotogalleria di Barbara Montereale si trova, guardacaso, su Repubblica, il quotidiano antiberlusconiano cui la Jeune-Fille sta raccontando le proprie imprese. Lo scambio è interessante: Barbara Montereale inguaia ulteriormente Silvio Berlusconi e in cambio riceve una pubblicità di valore inestimabile per la sua futura carriera appunto di ragazza immagine. L'agricoltura attende paziente la restituzione delle braccia di Barbara Montereale
La scena di Silvio Berlusconi che barcolla assieme alle sue veline, billionairine, letterine e altre troie, è oggettivamente affascinante. Ogni volta che Silvio Berlusconi è stato accusato di tremende (e reali) nefandezze, è aumentata la sua popolarità. Stavolta, invece, è accusato di essersi divertito con un schiera di adulte ampiamente consenzienti. I tentativi di trovare qualcosa di irregolare, dal punto di vista giuridico o politico, nel comportamento di Silvio Berlusconi in questo caso sanno di arrampicate sugli specchi. Eppure gli antiberlusconiani fanno benissimo a insistere su questo tasto. Non so se perderà il governo, ma certamente sappiamo già l'unica cosa che si ricorderà di Berlusconi nei prossimi mille anni: e non dovrebbe essere un problema da poco per chi è così fissato con la propria immagine. Silvio Berlusconi ha tutte le ragioni nel dire che si tratta di fango. Ma il fango ha un suo fascino. Infatti, Berlusconi non è oggetto di un attacco moralistico, che in Italia non coinvolgerebbe quasi nessuno: le prime a perdonarlo sarebbero le tante nonne che guardano Rete Quattro e ritengono che i maschi, poveretti, siano deboli da quel punto di vista. Il guaio per Berlusconi è un altro: mentre il Lodo Alfano è del tutto incomprensibile (provate ad andare oltre pagina 5 di uno dei tomi di Travaglio), le storie di sesso sono immediatamente comprensibili e quindi di enorme interesse per tutti. Anche chi dice che Berlusconi ha fatto benissimo a riempire il suo Jacuzzi di insaponatrici pugliesi, comunque ci sta pensando. Gli elementi fondamentali biologici hanno una forza straordinaria, a prescindere da ogni giudizio etico: il caso Mills scompare di fronte al pensiero del bidet berlusconiano. Ma scomparirebbe anche se venissimo a sapere che Berlusconi si mangia le cavallette vive, o uccide i gatti a colpi di stivale. Perché sangue, sesso e cibo sono cose che capiamo tutti. (Continua...) domenica, 14 giugno 2009 Il Club Roberto Cavalli, le macchie di leopardo su Firenze Il leopardato è un modo di vestire praticato da certe signore cinquantenni che vorrebbero essere scambiate per peripatetiche diciottenni, ma finiscono per sembrare semplicemente sessantenni volgari.
Il principale promotore di questo stile animalier è un certo Roberto Cavalli, che compie su di sé la stessa operazione delle sue clienti: nel tentativo di sembrare un trasgressivo adolescente, riesce a dimostrare parecchi di più dei suoi sessantotto inverni. Roberto Cavalli è uno dei grandi maestri del culto della Jeune-Fille. Il maculato di massa, con la sua rumorosa allegria apparente, si promuove in tutti i tentacolari modi di cui è capace il mercato. C'è anche Roberto Cavalli Vodka, Roberto Cavalli agriturismo,un vino ("Cavalli tenuta degli dei"), una linea di carrozzine (Baby Safari Collection di Aprica a pelle di giraffa) e persino "la nuovissima collezione di accessori ed abitini per animali Roberto Cavalli Pets". Caratteristica dei nostri tempi, come abbiamo visto, è una sorta di inversione delle funzioni umane consuete: l'intimo, il simpatico, l'irregolare, il frivolo e il personale sono semplici maschere di una realtà feroce e impersonale. Infatti, le amenità di Roberto Cavalli sono inscindibili da un intreccio complesso di società tutelate da commercialisti, avvocati, giornalisti compiacenti e buttafuori. Casa Cavalli è una gigantesca costruzione, opera dell'architetto Italo Rota, con tanto di pista per elicotteri, che deturpa le colline nei pressi di Firenze: "di sera la casa diventa una fonte luminosa gigante, una vera e propria lanterna nel bel mezzo della campagna toscana, con l’alternarsi del verde, del rosso, del rosa e così via". E' qui che Roberto Cavalli celebra il rito annuale del consumo natalizio, in un'atmosfera meticolosamente analizzata dalla saggia Betty Moore su Le Malvestite. Una certa Nanà Bottazzi, categoria giornalista compiacente, chiede a Eva Cavalli, moglie di Roberto e madre dei suoi numerosi figli, "C'è un momento in cui si commuove, signora Cavalli?" E la signora Eva risponde, "Sì, è quando entriamo in quella stanza che trabocca di regali, i bambini hanno gli occhi lucidi e sono eccitati, pronti a scartarli". Quella stanza, a quanto pare, è questa cosa qui, con tanto di albero impiccato alle travi, orso leopardato, corna e crocifisso. I bambini entrano, presumibilmente, dopo i fotografi. Visto che Roberto Cavalli festeggia in questo modo il Natale, è comprensibile il fatto che abbia chiesto di non pagare le tasse sulla propria villa, che a dire dei suoi commercialisti gli servirebbe come luogo di lavoro e di rappresentanza: la vita privata è infatti la forma suprema di merce pubblica dei nostri tempi; non a caso, anche il gatto di Cavalli è maculato. La figlia di Roberto, Rachele Cavalli, ha sposato un certo Joseph Danilo Jacoviello, ventottenne figlio di un non meglio precisato "imprenditore napoletano". A Joseph Danilo Jacoviello, il suocero ha affidato la gestione del primo Dinner Club Roberto Cavalli del mondo, aperto lo scorso dicembre a Firenze, cui fanno seguito i Roberto Cavalli Club di New York e Dubai: lo stile a chiazze può essere un vestito, una carrozzina, una vodka o anche una cena. Il Roberto Cavalli Club si è così impossessato di una chiesa anglicana sconsacrata accanto alla grande Basilica di Santa Maria del Carmine, uno dei più notevoli luoghi d'arte di Firenze. Il Cavalli Club si vanta di essere "una nave d'oro e acciaio, nel centro del capoluogo toscano" , progettata ovviamente da Italo Rota. A un certo punto, Italo Rota ha deciso che questo tempio alla fuffa contemporanea aveva bisogno di un altrettanto trionfale ingresso, capace di imporre Roberto Cavalli all'intera piazza come il vero monumento dei nostri tempi. (Continua...) martedì, 05 maggio 2009 Italiano va all'estero e uccide bambina. O no? Dal Televideo del 03 maggio 2009 13:58:56.
Un''impareggiabile raccolta di frasi al passivo, proiettili che vagano misteriosamente, generali commossi che visitano genitori in lutto e italiani "coinvolti" in "incidenti". E nessuno ha sparato. "Una bambina afghana di 13 anni è rimasta uccisa in un incidente che ha coinvolto una pattuglia italiana nella zona di Herat. Lo ha resto noto il generale Castellano, comandante del contingente, che incontrerà i genitori della ragazza. lunedì, 04 maggio 2009 Veronica Lario, Silvio Berlusconi e i misteri di Repubblica "Hai sentito, Veronica Lario chiede il divorzio da Silvio Berlusconi", mi dice Fabio, mostrandomi l'articolo su Repubblica.
"Ma qual è la notizia, esattamente?" "Sì. chiede il divorzio..." "No, volevo dire, la notizia qual è: ha fatto una conferenza stampa? Ha rilasciato un'intervista?" "Ma, non so esattamente, credo che abbia rilasciato un'intervista a Repubblica." Guardiamo insieme l'articolo. E' pieno di affermazioni e di frasi virgolettate attribuite a Veronica Lario. Eppure non dice mai, "Veronica Lario ha incontrato il nostro giornalista in un bar di Milano". Non dice, "Veronica Lario ci ha scritto". Non dice nemmeno, "abbiamo piazzato un microfono spia nel telefonino di Veronica Lario". E vista l'importanza dell'articolo, non può essere una dimenticanza. Insomma, anche Fabio, che è una delle persone più lucide che io conosca, ci è cascato e crede che si tratti di un'intervista mentre non lo è. Ho visto articoli di questo tipo varie volte. Quando i giornalisti hanno avuto dritte da amici nei servizi segreti. Quando si sono impossessati illegalmente di corrispondenza privata. Oppure, come abbiamo visto su questo blog, quando hanno riciclato un articolo scritto da altri tre anni fa, spacciandolo per un proprio scoop. Repubblica ha quindi usato un trucco. Su questo non c'è dubbio. Non conoscendo i retroscena, è inutile azzardare ipotesi sul perché: le mie valgono quelle di chiunque altro. Ma è interessante che nessun altro giornale (credo) abbia fatto notare il trucco di Repubblica. All'interno della casta dei mediocrati, non ci si azzanna a vicenda, anche perché probabilmente è un tipo di inganno che usano tutti. venerdì, 01 maggio 2009 Massacri, ministri, media e mignotte: l'Italia accoglie Avigdor Lieberman Avigdor Lieberman aveva vent'anni quando scese dall'aereo che lo portava per la prima volta da casa sua, in Moldavia, verso la terra di Canaan. E cominciò subito a studiare come cacciarne gli indigeni.
Lieberman arriverà in Italia domenica. L'onorevole Enrico Pianetta è riuscito a strappare un piccolo incontro con lui (martedì 5 maggio alle 10.15) per i tifosi del fosforo bianco iscritti all'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele. Nel frattempo, l'ambasciata israeliana ha festeggiato il sessantunesimo anniversario del paese mediorientale con un "esclusivo cocktail" (come lo definisce Il Giornale del 30 aprile 2009) all'Hotel Excelsior di Roma, con brindisi e taglio di un "gigantesco millefoglie". Non so voi, ma nella mia esperienza "esclusivo" fa pensare a mignotte di alto bordo che sgomitano in un outlet per comprarsi borse di lusso a prezzo ridotto. Infatti, quali sono le persone più significative d'Italia, che l'ambasciatore d'Israele ha voluto invitare all'Esclusivo Cocktail? Intanto i presidenti di Senato e di Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Durante il cocktail, Schifani - già direttore della Sicula Brokers - ha presentato una lezione di storia che brilla per la sua audace originalità. Il Giornale ci assicura che avrebbe sottolineato "la grande sintonia tra Italia e Israele, nati entrambi nel 1948 e accomunati dagli stessi valori".Gianfranco Fini ha espresso a nome di tutti i deputati della Camera "amicizia, solidarietà e un rapporto sempre più stretto con Israele". Poi c'erano i politici: tetramente torreggiante su tutti, Piero Fassino che abbiamo incontrato l'ultima volta su questo blog in devota preghiera per il trionfo delle armi d'Israele contro gli abitanti di Gaza. Attorno a lui, Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri (ex-ministro agli interessi Mediaset, oggi direttore non esecutivo della ditta israeliana Telit), Gianni Letta, Maurizio Sacconi (la cui moglie, Enrica Giorgetti, è direttore generale di Farmindustria), Fabrizio Cicchitto (che a suo tempo riusciva a fare contemporaneamente l'estremista di sinistra dentro il PSI e il tesserato della P2) . E poi ancora lui, l'ineffabile Andrea Ronchi detto "Gollum", cui questo blog ha dedicato non poco spazio. Infine, Renata Polverini, segretario generale del sindacato di destra, l'UGL. Poi, ovviamente, c'era Riccardo Pacifici, quello degli aiuti truffaldini a Gaza. E a cavallo tra politici e media, Clemente J Mimun e David Sassoli, capolista del Partito Democratico in Italia centrale alle prossime elezioni europee. Ma quello che colpisce è che il governo israeliano abbia dato la stesso peso a un giro di jeune fille e di guitti mediatici. Lo so, voi li conoscerete tutti, ma visto che sono anni che non guardo nemmeno il telegiornale, io ho dovuto cercarmi diversi di loro su Wikipedia per capire chi fossero. C'era Fabrizio Frizzi, che scopro essere figlio di un "noto distributore cinematografico", ex-marito di Rita Dalla Chiesa e attualmente "legato" a una conduttrice televisiva "conosciuta durante le selezioni di Miss Italia", cosa che conferma la nostra tesi secondo cui Novella 2000 costituisce l'Almanach de Gotha dei nostri tempi. C'era Katia Noventa, che ha fatto gli utili mestieri di indossatrice, modella e testimonial (?) prima di scoprirsi "giornalista". Da Wikipedia, apprendiamo che la suddetta "dal 1996 al 2000 è stata la compagna di Paolo Berlusconi, successivamente è stata legata al conduttore Michele Cucuzza. Attualmente è fidanzata con un ricco imprenditore di Anguillara Sabazia (Roma)."Infine, c'era Guillermo Mariotto, che "dal 1994 è alla direzione artistica della celebre Maison Gattinoni su cui ha impresso la propria inconfondibile impronta avviando da subito un importante restyling."Guillermo Mariotto è stato un elemento importante nel "reality vip show" intitolato Ballando con le stelle, stravinto da Emanuele Filiberto Savoia. Lo so, non c'entra molto, ma mi sembra significativo a modo suo. giovedì, 30 aprile 2009 Emanuele Filiberto Savoia e Magdi Allam insieme! Come saprete, l'UDC - il partito che conta insieme più valori e più inquisiti nella storia recente d'Italia -ha deciso di candidare come capilista nel Nordovest d'Italia il signor Emanuele Filiberto Savoia e il signor Magdi Allam.
Entrambi sono vecchi amici di questo blog. Con i Savoia ci divertiamo da quando il padre di Emanuele Filiberto Savoia è stato arrestato per "associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione" (una roba che nell'UDC pare costituisca una sorta di punto fermo). Non perché la pittoresca discendenza di predoni ci interessi particolarmente, ma perché a mettere nei guai il vecchio frequentatore di casini e casinò è stato il suo compare Massimo Pizza, che conoscevamo come uno dei più noti esponenti del cosiddetto Islam Moderato. Almeno fino al giorno in cui disse, davanti al magistrato, di essere "truffatore ma non musulmano". E questo ci porta a Magdi Allam, che dopo aver provato invano a fare il capo di tutti i musulmani d'Italia ha deciso di farsi cattolico. Magdi Allam non è nuovo alla politica: abbiamo raccontato qui le sue esilaranti avventure ai tempi in cui Berlusconi, scambiandolo per un mendicante, gli regalò una confezione di cravatte Marinella. Ma credo che tutti possano trarre sollazzo e giovamento leggendo la biografia di Magdi Allam, come l'abbiamo raccontata qui. Seguiremo con attenzione la loro campagna elettorale. Intanto inauguriamo un nuovo tag: Savoia. Da City, quotidiano gratuito di stamattina:
"Milano, ricca vedova uccisa lunedì, 27 aprile 2009 Cercasi urgentemente illustratore venerdì, 24 aprile 2009 I baffi fondanti di Adolf Hitler e il falso scoop di Marco Ansaldo Marco Ansaldo, giornalista di Repubblica, copia un articolo uscito tre anni fa in inglese su Jewish Action e lo spaccia - virgolettato compreso - per un proprio scoop, senza citare la fonte. E senza nemmeno controllare su Google: infatti, un anno fa è uscito il nome della persona citata come anonima nell'articolo di Jewish Action, ma per Marco Ansaldo è ancora un "anonimo".
Inoltre, Marco Ansaldo non sa nemmeno che la notizia stessa potrebbe essere falsa. Il dottor Michael Mach dirige il dipartimento di filosofia ebraica dell'Università di Tel Aviv. [1] Michael Mach si occupa di un campo di studi affascinante, anche se dubito di grande importanza in un'università che sembra piuttosto orientata verso la formazione di professionisti di successo. Le sue ricerche vertono, infatti sullo sviluppo della mistica ebraica e della credenza negli angeli nel passaggio dal giudaismo del Secondo Tempio a quello rabbinico.[2] Un anno fa, Michael Mach è andato dal quotidiano britannico The Guardian e si è più o meno dichiarato Hitler.[3] Vabbene, ridimensioniamo la cosa. Ha detto di essere il nipote di una signora che in seconde nozze avrebbe sposato un certo Hans Hitler, che a sua volta sarebbe stato il figlio di Alois, il fratello dimenticato del noto uomo politico austriaco Adolf Hitler. Quasi un anno dopo, si presume girando per Google, il quotidiano Repubblica scopre la notizia e la lancia come se fosse un proprio scoop: "l'inviato Marco Ansaldo" rivela che in Israele vivrebbe il "nipote di Hitler": "Ha un nome e un cognome, un numero di telefono e una mail, ma non è disposto a rivelarli pubblicamente: dimostrerebbero in modo inequivocabile non solo l'origine teutonica, ma la trama della sua vita. Da tempo si è convertito. Oggi, addirittura, insegna il Talmud, il libro sacro dell'ebraismo, in una Università israeliana."Lasciamo perdere il fantastico concetto secondo cui insegnerebbe "il Talmud, il libro sacro dell'ebraismo" e passiamo al nome, cognome, numero di telefono e mail. Fu Michael Mach a dire a The Guardian il proprio nome e cognome. Il suo numero di telefono all'università di Tel Aviv è 00972-3-6407589 e l'indirizzo e-mail è mfmach@post.tau.ac.il. La storia è quantomeno dubbia, anche se Marco Ansaldo la presenta come un fatto. In realtà, Michael Mach non afferma mai di essere parente di Adolf Hitler, né tantomeno di esserne il nipote. Michael Mach afferma che la propria nonna si sarebbe chiamata Erna Patra. Solo in seguito alla nascita del padre di Michael, lei avrebbe acquisito il cognome Hitler dal secondo marito Hans Hitler, figlio illegittimo di Alois Hitler. Il problema (per noi, non per Marco Ansaldo) è che i tre principali centri ebraici di ricerca sulla storia di quel periodo [4] dicono che non esiste alcuna traccia né di Erna Patra né di Hans Hitler; e credo che sarete d'accordo se dico che la famiglia di Hitler è stata oggetto di più ricerche, serie o demenziali, di quella di qualunque altro personaggio della storia. Quindi sorge il dubbio che si tratti di una bufala, anche perché lo stesso Michael Mach ammette di non avere alcun documento per dimostrare le proprie affermazioni. In ogni caso, la parentela vera o presunta con Adolf Hitler suscita più o meno le stesse emozioni di una parentela - alla Dan Brown - con Gesù Cristo. Adolf Hitler, infatti, sta ai nostri tempi come Gesù stava alla cristianità o Muhammad all'umma islamica: modello, pietra di paragone di ogni discorso, fondamento di ogni cavillo, oggetto di incessante imitazione, arma ultima e mortale da scagliare contro il proprio avversario, contornato da un'aureola di interessate leggende con le più varie e contraddittorie finalità moralistiche. Il fatto curioso è che Gesù e Muhammad sono modelli positivi, Adolf Hitler è un modello negativo. Per dire, i pii musulmani si tagliano i baffi alla maniera in cui, secondo la tradizione, li avrebbe portati il Profeta; mentre oggi tutti, dall'Alaska all'Australia, eviterebbero di tagliarsi i baffi alla maniera del Fuhrer. L'effetto, comunque, è identico: la forma dei baffi viene determinata dalla mitologia storica. Adolf Hitler è quindi l'indiscusso Fondatore e Padre Spirituale di tutto l'Occidente, con notevoli ricadute anche sul resto del mondo. Ma l'Occidente, proprio per la natura plurale e competitiva del capitalismo, non può avere un fondatore positivo in cui tutti si riconoscono. Può solo avere un capro espiatorio, di cui Adolf Hitler rappresenta l'esempio perfetto: è l'oggetto magico attorno a cui una società profondamente divisa scaglia il proprio rifiuto, unendo destra e sinistra, cristiani e non cristiani, ricchi e poveri. E' l'esempio assoluto del non umano, che come il caprone Azazel appartiene a un altro regno: non è un caso che il diavolo, nell'iconografia cristiana, abbia anche lui un aspetto cornuto. Azazel
L'esistenza di Hitler non rientra nella vaga categoria delle "opinioni religiose", ma dei "fatti". Che in una società che finge di essere laica, finiscono per diventare l'equivalente della "Verità" religiosa e dei dogmi. I dodici anni del suo governo sono la storia, e proprio per questo fuoriescono dal campo della storiografia, per somigliare agli anni in cui visse Gesù. Attorno alla biografia di Adolf Hitler fiorisce un vasto numero di racconti. Sono stati smantellati con grande intelligenza da Ron Rosenbaum nel suo libro, Il mistero Hitler (Mondadori), ma si ripresentano incessantemente, a dimostrazione della vanità delle critiche realmente laiche. Adolf Hitler è l'unica figura sovrannaturale condivisa dei nostri tempi - la sua natura di Uomo Sacro, colpito da tabù, viene ribadita anche nella legislazione europea contro il cosiddetto revisionismo o negazionismo. In presenza di una figura sovrannaturale, c'è sempre qualcuno che tende a fare il salto, a entrare in contatto. Come Conchiglia che ha incontrato Gesù Cristo per la prima volta a spasso per Marotta di Fano (Pesaro-Urbino) il 14 gennaio 1986; oppure Ra Gohar Shahi, che ha incontrato lo stesso Gesù Cristo, invece, nel New Mexico. Gohar Shahi ammira la propria immagine come appare, a suo dire, sulla Luna
Mettersi in contatto con Adolf Hitler è più difficile. A volte il conttto assume forme psicotiche: se il caso di Michael Mach è una bufala, possiamo ipotizzare qualcosa di analogo alle forme di possessione demoniaca involontaria che hanno ossessionato tanti. Il neonazismo invece è l'autoidentificazione volontaria con ciò che l'intera società maledice. Il nazismo reale costituiva un'identificazione positiva (in senso psicologico) in valori condivisi almeno da gran parte della società tedesca. Paradossalmente, quindi più i cosiddetti neonazisti cercano di essere nazisti, meno possono esserlo realmente. Il loro ruolo nello spettacolo sociale è quindi assai simile a quello delle streghe nel Medioevo - la loro esistenza, vera o immaginaria, diventava la prova dell'esistenza del demonio, e quindi dell'urgente necessità che la società si unisse perché non esistessero. Non è casuale, quindi, l'associazione che talvolta esiste tra neonazismo e satanismo. Ricordo un mio compagno di scuola, lontanissimo da ogni impegno politico, che quando non era ricoverato in clinica psichiatrica prendeva nove in tutte le materie. Rimase traumatizzato scoprendo il revisionismo storico, che avrebbe - a suo dire - smentito uno dei principali motivi del suo amore per Adolf Hitler: i sacrifici umani di massa compiuti da questa figura diabolicamente divina. Note: [1] Chi ha letto il libro di Shlomo Sand, Comment le peuple juif fut inventé, coglierà anche qui un riferimento alla divisione tra studi "ebraici" e "non ebraici" che caratterizza il mondo accademico israeliano. Aggiungiamo che l'università di Tel Aviv è nota per il fatto che un suo istituto, privatamente finanziato, giustifica la propria esistenza pubblicando ogni anno un divertentissimo rapporto annuale sull'"antisemitismo nel mondo". [2] Su Google Libri, è disponibile in lettura parziale un suo ponderoso studio intitolato Entwicklungsstadien des jüdischen Engelglaubens in vorrabbinischer Zeit. [3] Anzi, ne aveva parlato già nel 2006 alla rivista statunitense Jewish Action, sotto lo pseudonimo di "Daniel Brown" (evidentemente Dan Brown insegna...), dove però si fa riferimento ad altre interviste già uscite nei media israeliani. Adesso confrontate l'articolo di Marco Ansaldo con quello su Jewish Action e vedrete che Marco Ansaldo ha copiato interi brani, spacciandoli per un proprio scoop. [4] La Wiener Library di Londra, il Museo dell'Olocausto di Washington e lo Yad Vashem di Gerusalemme. |
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