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sabato, 14 novembre 2009 Hunab ku, il prana a Firenze, teschi di cristallo e un paio di massoni avventurosi Oggi, come segnala Paniscus, è la Quinta Giornata della Prano-Pratica indetta dalla Regione Toscana: non sappiamo se accompagnata da donazioni di Prana effettuate presso le sedi della Croce Rossa e delle ASL, come alcuni anni fa.
Per sincronicità junghiana, mentre il prana scorre per la città e qualche migliaio di fiorentini sta guardando il film 2012[1] , vedo parcheggiata sotto casa un'automobile con il cofano decorato in questa maniera: ![]() Si tratta del "simbolo del Hunab Ku", segno di riconoscimento tra credenti nell'apocalisse del 2012; ed è un segno che credo che rivedremo sempre più spesso. Il simbolo ha una vaga somiglianza con lo yin/yang cinese, ben noto all'immaginario neospiritualista; ma se giriamo un po', troveremo che ha una serie di altri presunti significati: "HUNAB KU – Glifo Maya che rappresenta un "buco nero" nel centro della nostra galassia"Oppure: "Hunabku , è il Grande Sole centrale dei Maya che invia la sua energia dal centro della Galassia. Notiamo che Hunabku è contemporaneamente al centro della Galassia ed al centro di tutto ciò che esiste.Da buco nero a Sole, insomma. In realtà, il termine Hunab K'u significa semplicemente "Dio unico" ("unico-essente dio"), e non compare una sola volta in alcun testo Maya precristiano. Per questo, gli studioso propendono a pensare che il termine sia stato creato dai missionari cattolici. Il simbolo che oggi accompagna questo termine compare per la prima volta nel Codex Magliabechiano. Il Codex Magliabechiano, come l'automobile dell'anonimo seguace della New Age, si trova attualmente a Firenze. E' un testo del Cinquecento che proviene non dalle regioni Maya, ma dal Messico centrale; il simbolo compare nella descrizione di una specie di festival precolombiano del piercing. Il Codex fu pubblicato, con illustrazioni, nel 1903 da Zelia Maria Magdalena Nuttal, autentica antropologa statunitense nella gloriosa tradizione delle viaggiatrici anglosassoni.[3] ![]() La statunitense Zelia Nuttall, abbigliata da messicana che si veste in stile parigino Nel 1920, l'astutissimo generale Álvaro Obregón nominò l'idealista José Vasconcelos ministro della Pubblica Istruzione, con poteri quasi illimitati. Per tre brevi anni - prima che prevalesse il lato oscuro del regime - vi fu una straordinaria rinascita artistica in Messico, che comprendeva anche una rivalutazione romantica del mondo precolombiano. I vecchi codici - come quello pubblicato dalla Nuttal - vennero setacciati allora alla ricerca di immagini e di pattern. Immagino che sia stato allora che il simbolo in questione entrò nell'arte popolare, che poi è finita per coincidere in buona parte con l'arte per turisti. Un'immagine del simbolo compare, infatti, in forma rettangolare già nel 1922 nel libro di Herbert J. Spinden, Ancient Civilizations of Mexico and Central America (p.220), con la dicitura,”Coperta messicana di tessuto con un disegno che raffigura l'acqua del ragno”. Decenni dopo, un turista statunitense comprò qualche oggetto di artigianato con questa figura, in un negozio di Oaxaca: un acquisto fatale, visto che il turista in questione era proprio José Argüelles. Argüelles, da buon artista, rielaborò il simbolo, dandogli un aspetto più, come dire, galattico, e decise arbitrariamente di associarlo al termine Hunab k'u. José Argüelles era già fortemente influenzato dalla lettura dei libri di un ambizioso antropologo autodidatta messicano, Domingo Martínez Paredez, che nel 1964 aveva pubblicato il libro Hunab Kú: Síntesis del pensamiento filosófico maya. Martínez credeva che Maya, Antichi Egizi e altri popoli appartenessero tutti alla Massoneria, proprio come lui. Martínez è diventato il "maestro", come lo definisce lo stesso Argüelles, di un signore che si presenta come Hunbatz Men, la dimostrazione vivente che la Profezia dei Maya è arrivata persino tra i Maya. Hunbatz Men (o Mena) è un socio della ditta Yantours, diretta da suo cugino César Mena Tolo, che organizza i Viaggi della Trinità Cosmica per turisti New Age nello Yucatán, dove promette che i viaggiatori, definiti "iniziati" nel programma, potranno comunicare direttamente con i teschi di cristallo. La Yantours assicura agli "iniziati" comodi viaggi su pullman con l'aria condizionata. Ma Hunbatz Men è un imprenditore dalle molte abilità: dirige ad esempio la International Maya Mysteries Schools, promuove una forma di "yoga Maya" (chiamata Yok'ha, che suona più mesoamericano) e si autodefinisce "portatore del Teschio Dropa Tibetano". Il riferimento è interessante, perché i "teschi Dropa" provengono dal libro Gli ultimi carri degli dèi di Erich von Däniken: sarebbero dei teschi di cristallo comparsi (e scomparsi) misteriosamente in Mongolia, simili ai teschi di cristallo - di probabile origine ottocentesca europea - trovati in Messico.[4] L'idea che i Maya appartenessero a una "razza galattica" sembra che sia stata suggerita ad Arguelles proprio da Hunbatz Men, che indubbiamente è un Maya. Peccato che Hunbatz Men pare che abbia avuta l'idea dall'albergatore svizzero Von Däniken, a sua volta ispirato - tra l'altro - dal nostro Peter Kolosimo. ![]() Hunbatz Men con un teschio amico di nome Moon Light.
Martínez Paredez, invece, sembra che sia stato folgorato a suo tempo dalla lettura degli scritti di un altro avventuriero europeo, Augustus Le Plongeon. Le Plongeon, nato sull'isola di Jersey ma vissuto in Francia, era un fotografo e archeologo dilettante, innamorato dallo Yucatán e ossessionato dalla questione delle origini della Massoneria, cui lui stesso apparteneva. Nel 1886, pubblicò I sacri misteri tra i Maya e Quiche: il loro rapporto con i sacri misteri dell'Egitto, della Grecia, della Caldea e dell'India. Le Plongeon ebbe l'ardita idea di leggere i glifi Maya come se fossero geroglifici egizi, e in questo improbabile modo scoprì che i Maya avevano dato origine a tutte le civiltà del mondo, fondando prima Atlantide, poi l'Antico Egitto e così, alla fine, anche la Massoneria. L'esotico piace evidentemente soprattutto nella misura in cui ci rispecchia. Note: [1] "A dire la verità, a parte gli effetti speciali, un motivo valido per guardarlo c’è: il ruolo, forse il primo dal dopoguerra, di compartecipazione dell’Italia sulla scena. Mi spiego meglio, quando il presidente Usa (sempre loro decidono le sorti del mondo) comunica a tutti i capi di governo l’imminente tragedia, l’Italia c’è e c’è un premier che, invece di essere il primo a rintanarsi, decide di affrontare l’estremo sacrificio, restando a pregare con il cero in mano in piazza San Pietro. E lì, giuro, è scoppiato un boato in sala. Tutti a ridere, gente che ha sbottato: “Sì, Berlusconi sarebbe il primo a salire sull’arca” e “Macché in Vaticano, Silvio era a Palazzo Grazioli con quattro escort” e via dicendo. Ragazzi, vi garantisco che è stato un momento di inquietante spirito patrio e di imbarazzante orgoglio italico." [2] In realtà, il termine telesma è greco-bizantino. [3] Zelia Nuttall, The Book of the Life of the Ancient Mexicans, Containing an Account of Their Rites and Superstitions, an Anonymous Hispano-Mexican Manuscript Preserved at the Biblioteca Nazionale Centrale, Florence, Italy, 1903 , ripubblicato nel 1983 dalla University of California, Berkeley. [4] Il bello del 2012 è che mette insieme tutto l'accumulo di un secolo e mezzo di neospiritualismo, per cui ci sarebbero infinite divagazioni da fare. Riguardo ai teschi di cristallo, il fatto più importante è che hanno ricevuto l'anno scorso la loro consacrazione da Steven Spielberg, il signore dell'immaginario planetario, nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Se volete farvi invitare a qualche programma tipo Voyager, nel ruolo di Scopritore del Teschio di Cristallo dei Druidi che avete trovato nel giardino del vostro villino a schiera nella Brianza, potete trovare tutto quello che vi serve qui. lunedì, 09 novembre 2009 2012, le Profezie Maya e l'Ultimatum Planetario di José Argüelles Quando ho cominciato questa serie di post sull'immaginario New Age e neospiritualista riguardante il Messico, avevo in mente solo alcuni simpatici e relativamente squattrinati sciamani che girano per l'Italia.
Adesso, ho saputo che questo venerdì, 13 novembre, uscirà in tutti i cinema del mondo un film che lancia la messicomania di massa. Si tratta di 2012, diretto da Roland Emmerich - Stargate, Independence Day, Godzilla, Il Patriota, L'Alba del Giorno Dopo. Il film renderà planetaria una tesi che vortica furiosamente negli ambienti neospiritualisti: gli antichi Maya avrebbero previsto la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012, in coincidenza con l'impatto contro la terra di un pianeta chiamato Nibiru. ![]() Le demistificazioni sono in genere molto più lunghe e noiose delle mistificazioni. Perciò, ve ne presento una ridotta all'osso. Lo so, ci sarebbero mille altri aspetti interessanti della vicenda da analizzare, ma il succo del succo è questo. Gli antichi Maya profetizzanti sono in realtà il signor José Argüelles, nato nel freddo stato del Minnesota nel 1939, laureato in storia dell'arte (ma lui si autodefinisce "antropologo") e pittore occasionale. Nel 1998, si è dichiarato "Valum Votan, colui che chiuderà il ciclo" e instaurerà la "Religione Universale". Il fondamento, anzi l'ossessione a campo singolo, di questa Religione Universale (UR) è un calendario che José Argüelles ha inventato e che chiama "incantesimo di sogno", Dreamspell. Rivolgendosi ai cuori dei complottisti statunitensi, Argüelles proclama: "Volete abolire una volta per tutte il big government? Abolite il Calendario Gregoriano. Smettetela di seguire e credere a questo calendario controllato dal Vaticano.Secondo Jose Argüelles, il mondo deve adottare il suo calendario, motivo per cui lui da molti anni minaccia le Nazioni Unite che si rifiutano non solo di imporre la sua invenzione all'umanità, ma anche di ascoltarlo, nonostante lui rappresenti il Collegio Invisibile della Galassia. E così, nell'ormai lontano 1995, José Arguelles lanciò il suo Ultimatum Planetario: "Se la razza umana non rifiuterà l'attuale Calendario Gregoriano di dodici mesi, sostituendolo con il nuovo Calendario di Tredici Lune e 28 Giorni entro il 26 luglio del 1995, essa susciterà presto la propria autodistruzione.Il 21 dicembre 2012, più che la fine del mondo, vedremo la resa dei conti tra il signor José Argüelles e la cricca gregoriana vaticana. Auguriamo buon lavoro per quel giorno a tutti i venditori ambulanti di Chichén-Itzá. Eccovi José Argüelles in versione storico-dell'arte-che-fa-l'antropologo: ![]() Ed ecco José Argüelles invece in versione Antico Profeta Maya con Ray-ban: ![]() martedì, 03 novembre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (3) Alla prima parteAdesso che si discetta qui della New Age e del Messico, non c'è quasi nessuno che arrivi da Google cercando gli argomenti di cui stiamo parlando. Mentre continuano a cercare furiosamente Antonio Caracciolo o Piero Marrazzo (e pensate quanti altri riferimenti a Marrazzo, più visibili e interessanti, ci saranno in rete). Io la interpreto così. La politica simbolica ("prof negazionista!" "Berlusconi va con le escort!" "Calderoli insulta i musulmani!" "musulmani vogliono toglierci il crocifisso!" "politico di sinistra va con le trans!") è il campo legittimo delle risse su Internet. Chi vuole la propria dose quotidiana di adrenalina, corre tutti i giorni sui motori di ricerca a cercare queste cose, e a dire la sua.
Invece l'immenso tema dell'immaginario diffuso occidentale - che chiameremo qui neospiritualismo [1] - è qualcosa su cui non si polemizza. Il perbenista laicista lo osserva in genere con un sorriso di superiorità: che vuoi discutere con gente che crede al potere delle piramidi?
Se io però metto i comunisti, i fascisti, i sionisti e i musulmani convinti tutti insieme in un paniere, il loro numero sarà insignificante rispetto a quello dei cultori del neospiritualismo [2]: praticanti di energobiopsicoterapie, membri di ordini paracavallereschi, lettori di Coelho, esaltati del Dalai Lama, metallari sataneggianti, portatrici di cristalli e mille altre cose.
Sarà pure tutta fuffa, ma questa gente ha un peso enorme sul mercato alimentare, medico, librario e turistico. Non sono però abituati a litigare. E' difficile confutare la loro affermazione fondamentale, che si potrebbe esprimere all'incirca così: "credo a ciò che mi fa sentire bene". Litigare, poi, turba i chakra.
Un mondo quindi che non è visto e non vede, ma esiste. E agisce. Nell'incessante fame di Altro, l'immaginario neospiritualista ha cercato di saziarsi con l'Egitto, con il Tibet, con l'India, con i Celti, nonché con la vita extraterrestre.
Come le spiagge intatte che vengono scoperte, godute e abbandonate non appena si popolano di alberghi, gli Altrove cambiano continuamente.[3]
In tempi recenti, l'Altrove più coltivato (nel senso minerario della parola) è quello dei nativi americani, a loro volta divisi in due grandi categorie: Sciamani a Contatto con la Natura e Misteriose Antiche Civiltà.
A differenza degli irraggiungibili Celti e degli extraterrestri, i Nativi Americani (in senso lato) esistono oggi, e il neospiritualismo ha avuto un impatto enorme sulla loro vita reale.
Per secoli, gli Huichol (Wixárika) della Sierra Madre Occidental in Messico -poco più di 40.000 persone, discendenti di gente fuggita ai lavori forzati nelle miniere spagnole - hanno vissuto all'interno di un complesso politico, economico, linguistico, mitico e rituale inestricabile e unico al mondo. Un complesso che comprendeva anche l'uso, in alcune particolari cerimonie, di un raro cactus denominato peyote, teoricamente illegale ma tollerato dalle autorità, e che richiede fino a trent'anni per maturare.
Improvvisamente, la terra degli Huichol è stata invasa da bianchi - in grandissima parte italiani - a caccia di peyote, ispirati dalla lettura dei romanzi di Carlos Castaneda. Romanzi che parlavano peraltro degli Yaqui, diversissimi culturalmente dagli Huichol, e che non consumano peyote. Questa massa di cercatori bianchi è entrata nella comunità chiusa degli Huichol, esigendo di venire iniziati come sciamani e richiamando l'attenzione della poco tenera polizia messicana sui Wixárika.
Luca Tarenzi, autore non a caso di opere di "urban fantasy", ci racconta una simpatica storiella, pubblicata sotto il titolo La sciamana del deserto dalle Edizioni Età dell'Acquario. Proprio la casa editrice messa in piedi a suo tempo dal Conte Bernardino Del Boca, l'incredibile fratello del più posato storico piemontese: diplomatico italiano, teosofo, collezionista di beni culturali altrui, militante omosessuale quando di certe cose ancora non si parlava, in contatto diretto con entità denominate Zoit che scorrazzavano per il giardino della sua villa a Singapore e fondatore del Villaggio Verde.
Almeno nel racconto di Luca Tarenzi, "Doña Maria" è una "italiana del nostro Sud" che "dopo un’adolescenza difficile e un matrimonio sbagliato," viene "iniziata alle arti sciamaniche incentrate sull’uso del peyote e diventa in poco tempo uno dei pochissimi sciamani non nativi riconosciuti dagli Huichol." La sciamana italica ha fatto prontamente ritorno in Italia: vivrebbe infatti ad Arona, dove scrive romanzi e insegna come "arrivare all'autoconoscenza" anche con "l'uso delle erbe di potere, come il peyote".
Siamo ovviamente liberi di credere che gli Huichol abbiano riconosciuto questa signora italiana, "unica europea", come sciamana, in base alla sua pseudonimica autocertificazione e a quanto scrive un autore di urban fantasy; ma è difficile pensare che lei si sia integrata al mondo simbolico Huichol:
"Di norma, chi non è nato Huichol non può mai diventare Huichol. Per quanto siano sinceri, rispettosi, desiderosi di ricevere insegnamento, non potranno diventare sciamani Huichol e non impareranno dal peyote ciò che il peyote insegna agli Huichol. Il peyote non è semplicemente un mezzo per trascendere temporaneamente, grazie alla sua complessa chimica, i limiti della condizione umana, ma serve in maniera molto pratica come forza generatrice di cultura, che riecheggia i valori religiosi in temi ricorrenti che si trascendono in visione, dalla parola ai miti e ai canti, le azioni nei rituali e nelle cerimonie e le credenze che permeano ogni livello della coscienza individuale e collettiva degli Huichol".[4] Oltre a "Doña Maria", ci sarebbe anche un certo Brant Secunda, sciamano Huichol dagli occhi azzurri nato nel New Jersey, entrato nel giro mondiale grazie a un altro statunitense di nome Paul C. Adams, che preferisce però chiamarsi Prem Das (induista o messicano, sempre indiani sono).
Brant Secunda, autore di Fit Soul Fit Bodies. 9 Keys to a Healthier, Happier You,[5] ha avuto una visione sciamanica nel 2002 che l'ha portato a fondare un'impresa dedicata al commercio del cioccolato, la Shaman Chocolates.
Commossa, una certa Antonella Riem Natale scrive del suo incontro con Brant Secunda:
"Cosi' sono li' a Verona quando lo vedo arrivare da lontano, circondato da un'aura tremolante nell'aria. Quando mi passa accanto posso sentire una specie di brivido della "forza", come Luke Skywalker la chiama in "Guerre Stellari". La signora Antonella Riem Natale trae questa morale dal suo incontro con lo sciamano del New Jersey:
"Siamo ancora legati alle nostre tradizioni, ricordiamoci, non dimentichiamo chi realmente siamo."La signora Antonella Riem Natale, così attaccate alle sue tradizioni, salvo improbabili casi di omonimia, non è una contadina Huichol, ma è pordenonese e preside della facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Udine. I reduci del Grande Saccheggio degli Huichol imperversano per l'Italia: oltre ad "autentici sciamani" che conducono sedute a base di peyote nel Chianti o in Umbria, c'è pure chi ha aperto la Birreria El Peyote a Padova o la Discoteca El Peyote di Villasimius:
"Discoteca EL PEYOTE; sita nella fantastica meta turistica di VILLASIMIUS, propone una formula unica e innovativa per trascorrere della serate piacevoli e divertenti con la possibilità di gustare fantasiosi cocktails e l’emozione unica di ballare sui famosissimi tavoli tipici latino-americani a ritmo di ottima musica." Ma forse meglio di tutti è la Disco El Peyote di Genova:
"Locale avveniristico: saremo in fondo al mare o sulla luna? Sempre pieno nei weekend dj set e divertimento."
Una ragazza Huichol, dopo aver trovato la legna, parte alla ricerca del suo Vero Sé
Note: [1] Un termine più inclusivo di "New Age". Il termine fu coniato da René Guénon, nel contesto della sua particolarissima visione del mondo; ma crediamo che sia fondamentalmente corretto, in quanto riporta le radici del fenomeno, non agli anni Settanta, ma all'esplosione di massa dello spiritismo (spiritualisme in francese) a metà Ottocento.
[2] I neospiritualisti non hanno certamente una tessera. Si può avere un'idea molto approssimativa del loro numero guardando qualche diffuso sintomo comportamentale. Ad esempio, secondo un'indagine Istat del 2005, otto milioni di italiani, pari al 13,6% della popolazione, ricorrono a qualcosa vagamente chiamata "terapie non convenzionali".
E l'Italia è all'ultimo posto, pare:
"Numeri in ogni caso molto inferiori a quelli stranieri: a guidare la classifica delle nazioni “amiche” delle cure non convenzionali è la Francia (ne fa uso il 49 per cento della popolazione), seguita da Germania (46 per cento), Regno Unito (35 per cento), Belgio (31 per cento) e Paesi nordici (25 per cento circa)." [3] Anche se con un bizzarro processo di accumulazione, che somma i meridiani dell'agopuntura cinese ai chakra indiani, ad esempio.
[4] Peter T. Furst and Stacy B. Schaefer, People of the Peyote: Huichol Indian History, Religion and Survival, 1997, p. 510.
[5] La pubblicità del libro spiega così l'essenza della cultura degli Huichol, almeno vista dal New Jersey:
"Che tu ti stia allenando per una gara sportiva o vuoi semplicemente migliorare la qualità della tua vita e il modo in cui ti senti a proposito di te stesso, Fit Soul, Fit Body riguarda tutto ciò che ti fa essere, beh, TE".(Continua...) venerdì, 30 ottobre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (2) Una mamma scrive entusiasta di un "percorso" durato "alcune settimane" cui ha partecipato sua figlia, iscritta alla Scuola dell’infanzia statale Cogozzo di Villa Carcina, bassa Val Trompia, nota - come dice Wikipedia - per le sue "officine metallurgiche, fonderie, rubinetterie e meccaniche varie." Il "percorso" era un incontro con un certo Eleazar Contreras, detto "Ollinatl". Si trattava, nel gergo tipicamente scolastico, di un "Laboratorio interattivo attraverso la musica Azteca-Mexica" intitolato “Giochiamo con i movimenti e i suoni della natura”, che pare si sia tenuto in molte scuole dell'infanzia ed elementari italiane. Preciso subito che non ci trovo niente di male. Anzi, sono convinto che l'esperienza abbia fatto solo bene ai giovani collezionisti di Winx e Gormiti di Villa Carcina.[1] Però l'episodio è affascinante per capire i meccanismi di percezione dell'umanità media italiana dei nostri tempi. Infatti, il signor Eleazar Contreras è un "danzatore azteco", che non vuol dire un messicano che balla, ma il portatore di una particolarissima pratica religiosa e politica. Si tratta, come vedremo meglio in altri e ancora più noiosi seguiti di questo post, di un tentativo di reinventare l'antica religione degli aztechi.[2] Anche se non tutti i portatori di questa religione reinventata hanno esattamente le caratteristiche facciali che ci si aspetterebbe da diretti discendenti degli antichi indigeni messicani, sopravvissuti in comunità fortemente endogamiche. A partire dallo stesso Eleazar Contreras "Ollinatl", che a occhio somiglia di più a me che a un campesino indio: ![]() Qui ribadisco la fortuna particolare che accompagna i messicani residenti in Italia, come il sottoscritto o appunto Eleazar Contreras. Immaginate le reazioni se un imam marocchino proponesse a una scuola materna un percorso di preghiera islamica, comunque intitolato o presentato. Invece di essere sottoposto a linciaggio nei media, Eleazar Contreras afferma di avere
"svolto una tourné di danze tradizionali alla presenza della famiglia Reale d’Olanda, del Papa e dei presidenti municipali di Copenhagen, Amsterdam, Londra, Berlino, Francoforte, Lichtenstein."Nelle categorie mentali dell'italiano medio, esistono le religioni, cose tremende che vanno sorvegliate a vista; ed esistono le tradizioni, cose simpatiche che ci arricchiscono. In Messico, la religione è quella cattolica, il resto sono tradizioni. Ora, il motore del mercato planetario è la varietà. E le "tradizioni" fanno parte di questa varietà-merce. A volte la merce viene consegnata a domicilio, come nel caso della scuola dell'infanzia di Villa Carcina, altre volte si va dalla merce. Con la Boscolo Tours di Padova: "Viaggerete nello spazio e viaggerete nel tempo, alla ricerca della millenaria civiltà dei Maya".All'ottavo giorno, la Boscolo Tours vi porta ad Atitlan: "Incontro con uno sciamano per assistere ad un antico rito maya. Pranzo in ristorante sulla riva del lago".E poi, in un accattivante corsivo, "Magico luogo Maya! Con lo sciamano per assistere ad un rito maya. Il fascino di un enigma".La Danza Azteca prospera soprattutto nei dintorni di Rimini, Riccione e Ravenna - non per il noto gusto per il ballo che c'è da quelle parti, ma perché sono comuni dotati di immense strutture ricettive adatte a svolgere convegni fuori stagione a poco prezzo. Ma la Danza Azteca arriva, assieme a Contreras Ollinatl, anche al Disco Night Locanda Atlantide [sic] del quartiere San Lorenzo a Roma: "Affascinanti rituali aztechi alla Locanda di Atlantide il 24 gennaio 2007, nel quartiere S. Lorenzo.Possiamo avere un'idea del pubblico ritualmente purificato, se pensiamo che la Locanda si vanta di organizzare serate di solidarietà con "Amnesty international, Legambiente, Emergency, Mani amiche adozioni a distanza, Reorient, Greenpeace"; ma pare che nessuno abbia battuto un ciglio osservando la danza in onore del dio azteco Xipe Totec - il resoconto precisa senza alcun soprassalto di pacifismo che "Ogni anno venivano offerte a Xipe Totec numerose vittime scrificali cui era asportata la pelle affinchè fosse indossata simbolicamente dai sacerdoti che presiedevano il rituale."Presumiamo che nella scuola dell'infanzia di Villa Carcina, Contreras Ollinatl abbia omesso questa particolare danza. A conclusione del rituale da disco-night, divinamente autorizzato, l'entusiasta recensore esclama, "Mai più senza la natura e senza il contatto danzato con la nostra interiorità." [3] I Danzatori Aztechi si sono presentati anche al convegno Il risveglio dell'anima Ancient Wisdom organizzato da Claudia De Matteis, una signora che di mestiere fa "Caccia all'anima - conuseling [sic] sciamanico" su appuntamento e vende un corso sulla "Via Amerindiana alla Conoscenza di Sè", in cui svela "Gli insegnamenti finora nascosti degli Indiani d’America". Al convegno Il risveglio dell'anima, il danzatore Ollinatl Contreras si è esibito dopo l'intervento di una certa Maria Caterina Feole, che aveva presentato la "Trasformazione Creativa Oloquantica@ - Una tecnica rivoluzionaria di Fisica Quantistica applicata di utilizzo dell'Energia Universale per l'ampliamento delle capacità della mente: la guarigione energetico-spirituale".[4] Nello stesso convegno, si è parlato anche di cerchi nel grano, di Medianità quantica [5] e di reincarnazione. Tra i relatori anche Agnese Sartori, una signora romagnola che si presenta come "Antropologa, Docente Universitaria, Sciamana", anche se il suo nome non compare sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca. Sembra che si sia laureata al DAMS di Bologna e faccia la regista e certamente è presente (con i suoi titoli) ovunque si parli di Danza Azteca. In particolare al Maurizio Costanzo Show. Ma la Danza Azteca, in realtà, da dove viene? Qualunque cosa diventi alla Locanda Atlantide, le sue origini sono ben diverse da, e assai più interessanti di quelle delle ordinarie terapie New Age. Note: [1] I Gormiti, mostriciattoli con vari poteri esoterici, sono stati fabbricati dal Gruppo Preziosi (quello dello scandalo delle vernici tossiche) e si vendono in bustine chiuse, in modo da impedire la scelta e promuovere lo scambio, che a sua volta allarga il mercato. Anche le Winx, prodotte dal prete don Lamberto Pigini, oltre a introdurre le bambine a pose ammiccanti, reggiseni e una sorta di stregoneria da New Age, rappresentano un fiore all'occhiello del Made in Italy (1,5 miliardi di euro l'anno), confrontabile con i megayacht. Dice Wikipedia: "Molti importanti brand di ogni settore cominciano ad abbinare il proprio nome a quello delle sei fatine, per promuovere i propri prodotti. Già nel 2006 la Ferrero distribuisce delle piccole action figure statiche dedicate alle protagoniste della serie, come sorpresa degli ovetti kinder. Nel 2007 anche la catena di Fast food McDonald abbina delle action figure delle Winx al menù per bambini Happy Meal.
[2] E' impossibile definire una "religione", comunque se l'induismo merita questo titolo, non vedo perché l'aztechismo non possa goderne. [3] Eleazar Contreras, come me, è nato a Città del Messico, dove la natura si vede in televisione. [4] No, Maria Caterina Feole non è una fisica, invece è esperta di "Marketing dei servizi e del territorio, di Qualità dei servizi, di Progettazione di eventi di comunicazione pubblica, di Pubbliche Relazioni." [5] I Quanti vanno forte. Max Planck ne parlava nel 1900, gli appassionati della New Age hanno scoperto almeno il nome leggendo il Tao della fisica di Fritjof Capra nel 1975, e sono ancora convinti che si tratti dell'Ultima Frontiera della Scienza. (Continua...) giovedì, 29 ottobre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (1) I cretini antipatici si fanno le vacanze a Phuket.
Quelli simpatici, si fanno le vacanze in Messico. Ma per quanto risultino simpatici, non sono meno cretini.[1] Nell'economia immaginaria globale, strettamente parallela a quella materiale, ogni luogo ha una propria atmosfera da vendere. Che so, New York è il polso vitale del villaggio globale; il Messico, invece, è il luogo dove si fa la siesta dello spirito, e dove lo stress svanisce all'allegro ritmo latino. Questo ruolo precostituito significa che noi messicani ci possiamo permettere dei lussi che gli arabi si sognano: negli ultimi tre anni, la Guerra contra las drogas imposta dal governo statunitense al Messico ha fatto 12.000 morti, senza che noi messicani diventassimo minimamente meno simpatici. E sì che ci siamo dati da fare, torture, decapitazioni, linciaggi e una gran difficoltà a distinguere tra poliziotti e delinquenti. Il Messico non riesce solo a vendere cocaina a due milioni di consumatori regolari statunitensi (più 400.000 bambini nati già incocainati). Il Messico vende anche la Saggezza Sciamanica, una materia prima che viene poi rielaborata e rivenduta da distributori locali in tutto l'Occidente.[2] Prendiamo uno di questi distributori, la signora Annunziata Vulcano di San Casciano Val di Pesa (vicino Firenze, il comune della buonanima di Pietro Pacciani), che dirige l'Associazione Creature Luce Interiore Preziosa 2000 e vende - assieme a qualche amica - Massaggio Streaming, Trattamento Armony [sic], Canalizzazione, Consulenze Fiori di Bach, Riflessologia Plantare e qualcosa che si chiama "Alberi e Argilla". Leggiamo il curriculum di Annunziata Vulcano: "Riceve l’iniziazione al Krjia Yoga di P.Yogananda, incontra e pratica il buddismo tibetano con S.S.Dala Lama, pratica e insegna un’arte marziale, incontra la grande maestra spirituale vivente Ammaj [3] che le apre la via del cuore, studia e pratica lo sciamanesimo con Don Francisco Barnett (Messico) e tuttora con Nadia Stepanova, sciamana siberiana che le apre la via sciamanica. Incontra Marioj Attombri che la aiuta a unificare la Via dello Yoga con la Via Sciamanica integrandole nel suo insegnamento. Con lui approfondisce il Kundalini Yoga e il Raya Yoga e approccia al sufismo."[4]In mezzo a tutto questo, la Signora Vulcano dice di aver pure trovato il tempo per "riscoprire la cristianità". Mario Attombri, da lei citato, è il direttore del gruppo micologico di Noale in provincia di Venezia che si è trasformato nel Maestro Sufi Marioji; sulla confusione tra la Siberia, il Messico, il Tibet e l'India, sorvoliamo pietosamente, e soffermiamoci su Don Francisco Barnett, Messico. Suo padre, un indio Seri, vendeva santini; e possiamo quindi rallegrarci se suo figlio ha conosciuto un discreto numero di turisti europei. Non c'è infatti solo Annunziata Vulcano. Ad esempio, una certa Monia Mattioli, che si presenta semplicemente e onestamente come coreografa e insegnante di danza, scrive nel proprio curriculum - immaiuscolandosi d'immenso - che lei "E’ Formalmente Riconosciuta come formale Danzante della Nazione Indigena Kunkaak(Messico)Nell'economia globale dell'immaginario, nessuno comprerebbe una Filosofia da un messicano. Una Danza invece va benissimo, soprattutto se Formalmente Riconosciuta. Già a metà del Cinquecento, tra i nativi messicani c'erano straordinari pittori e architetti capaci di trasformare l'arte europea in qualcosa di assolutamente originale, nonché latinisti eccezionali che aspettavano impazienti l'uscita dei testi classici nelle tipografie di Città del Messico; mentre tra i missionari arrivati dalla Spagna, c'erano antropologi e linguisti rispetto a cui quelli di oggi sono nani appollaiati sulle spalle di giganti. Ma questo non rientra nel Messico della siesta, dove il riposo si deve accompagnare alla rigenerazione dei corpi (occidentali). Anche perché il consumatore di Saggezza Messicana in genere fa fatica anche a esprimere il più semplice concetto logico, mentre gli è indubbiamente più facile imparare due o tre movimenti molto elementari. Ma soprattutto, la spiritualità e l'estetica fanno tutte e due parte dell'unica categoria della Cura di Sé. L'essere umano prototipo dei nostri tempi - la Jeune Fille nel particolare senso che abbiamo più volte adoperato qui - è infatti una sorta di gemello siamese, costituito da Me Stesso e dalla Mia Immagine. L'estetica cura l'Immagine, la Spiritualità il Sé, ma è facilissimo confondersi: lo Yoga fa sparire le rughe, e la Danza fa volare lo spirito mentre libera dai troppi chili. Non è davvero profondo il segreto dell'Armonia tra Corpo e Spirito: "Il mio nome è Luca e sono lieto di invitarti alla ri-scoperta di modi antichi e naturali di vivere e curarsi. Uno di questi modi riguarda la Cristalloterapia, ovvero l'utilizzo di Pietre e Cristalli per il trattamento del Corpo della Mente e dello Spirito.Nessuno oggi ha il coraggio di dirsi ancora New Age, casomai Next Age; ma comunque la si chiami, le modalità di questa cultura sono penetrate ovunque. Il mondo New/Next Age è costituito da individui che vorrebbero liberarsi, ma ne sono capaci solo fino a un certo punto; e così se il discotecaro si lascia andare in penose ma disinibite imitazioni delle danze caraibiche, il Newagista si limita saggiamente alle movenze assai più controllate delle danze messicane. Quindi, come il caffè viene dal Brasile, la Danza viene dal Messico. La Danza Messicana è soprattutto la cosiddetta Danza Azteca, non quella dei Seri della signora Vulcano. Ora, gli "aztechi" non hanno assolutamente nulla in comune con i Seri, a parte il passaporto verde scuro degli Estados Unidos Mexicanos, ma questo dettaglio è irrilevante per chi confonde i sufi con i tibetani. E la Danza Azteca merita qualche lungo e noioso post a parte. ![]() La sciamana peruviana di lingua quechua, Yelitza Altamirano Valle, si gode una vacanza tutta pagata in Val d'Aosta. La parte più interessante della foto non è la distinta signora in primo piano, ma i Discepoli alle sue spalle [5]
Note [1] Ovviamente questo non vale per voi, che siete sia simpatici che intelligenti. [2] Lo so che noi messicani siamo parecchio più occidentali di voi, ma anche gli antropologi messicani usano il termine "Occidente" per definire il complesso culturale eurocapitalista. [3] Sono incerto se si tratti di una bionda signora francese di mezza età che si fa chiamare Amma Maitreyi, oppure di Mata Amritanandamayi Devi, una signora indiana (autentica) che riesce a venire a Sesto San Giovanni e abbracciare le persone per sedici ore consecutive senza fare la pipì, come dimostra questa testimonianza (maiuscole come nell'originale) di una certa Chandradevi. Sospettiamo che la signora Chandradevi, che pare si chiami in realtà Maria Cristina, non conosca il sanscrito (nonostante il nome): "AMMA FIUME D'AMORE[4] Saggezza e ortografia non sono sinonimi, ma non dovrebbero nemmeno essere inconciliabili. Colpisce come più o meno tutti i distributori New Age riescano a carpire i più profondi segreti di culture impenetrabili, eppure sbaglino sistematicamente la trascrizione delle più semplici parole in altre lingue. [5] I seguaci della signora Yelitza, peruviana, fanno anche i rituali del Capodanno (gregoriano) seguendo il Calendario Maya. Considerate che prima della conquista spagnola, i Maya erano sconosciuti ai peruviani quanto lo erano gli abitanti della Val d'Aosta, per la grande fortuna di peruviani, maya e valdostani. (Continua...) domenica, 25 ottobre 2009 Le intimità commerciali di Piero Marrazzo Tra gli innumerevoli personaggi pubblici che si sono messi pazientemente in fila per prendere a calci Antonio Caracciolo, troviamo anche Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio ("vorrei poter guardare negli occhi questo professore", per potergli "trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem" recita con sentimento).
Un calcio che richiedeva una certa agilità, visto che Piero Marrazzo stava contemporaneamente affondando nella melma che ben sappiamo. Che un gran numero di politici vada a caccia di sesso mercenario, a partire dal nostro Presidente del Consiglio, è una banale ovvietà, e forse anche irrilevante ai fini del tipo di lavoro per cui i cittadini li pagano. L'episodio in sé sarebbe quindi privo di importanza, un ennesimo colpo di manganello nell'arlecchinata che va sotto il nome di Destra-Sinistra. Invece contiene in sé un insegnamento molto interessante, che va al di là delle sciocchezze partitiche. L'intimità, storicamente, è la sfera insindacabile e segreta, verso la quale una certa tolleranza è sempre dovuta. Il problema è che nell'era della Jeune-Fille, l'intimità è la merce per eccellenza, la prima cosa che si mette sulla bancarella. Quando si incrociano le prostitute transessuali che Marrazzo frequenta, ciò che colpisce è l'uso pubblico della propria intimità a scopo commerciale. Ma questa intimità è a sua volta una creazione artificiale, costruita sistematicamente solo a scopo commerciale. Leggete attentamente la frase di cui sopra, e poi guardate come Piero Marrazzo metteva sul mercato la propria intimità falsificata, come parte integrante del proprio prodotto mediatico-elettorale. Siccome ho il sospetto che la pagina in oggetto muterà tra poco, l'ho salvata qui con un fermapagina. E notate come l'autoinvenzione parta proprio dall'intimità: la vita pubblica, in questo testo, viene solo dopo. Piero Marrazzo esibisce la propria figlia sul mercato.Notare l'abbigliamento sportivo, il microfono e i riflettori sabato, 24 ottobre 2009 "Grazie all'esistenza di questa rete computerizzata cerebrale [gli extraterrestri malvagi] sono in grado di manipolare energia psichica destrutturata e ad azione distruttiva, prelevata da persone gravemente malate; riescono a compattarla nello spazio di un punto microscopico, invisibile a ogni rilevazione esterna. Chiarimenti della dott.ssa Adriana Roncella riguardante l'Ontopsicologia
C'è un ricercatore universitario, il prof. Antonio Caracciolo, accusato di tenere nel suo tempo libero un blog in cui sostiene che il diritto di espressione è garantito dalla Costituzione anche a minoranze sgradite. Per questo, dietro pesante spinta del sindaco post-fascista di Roma, Gianni Alemanno, Antonio Caracciolo viene sottoposto a inchiesta da parte del Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza di Roma, il prof. Luigi Frati, e rischia di essere sospeso o licenziato. Ora, i media affermano che il Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza, cioè proprio lo stesso prof. Luigi Frati, avrebbe ufficialmente mandato i propri saluti - con tutto ciò che comporta in termini di autorevolezza - a un raduno di persone che hanno come principale scopo la vendita di una serie di tecniche per liberare l'umanità dal controllo di alcune malvagie civiltà extraterrestri. Sempre secondo i media, lo stesso raduno di ufologi sarebbe stato "patrocinato" dalla Facolta' di Sociologia dell'Universita "La Sapienza' di Roma, che dipende sempre dal prof. Luigi Frati, e il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma avrebbe tele-partecipato al medesimo convegno ufologico in veste di relatore. Aggiungiamo il caso del Prof. Paolo De Nardis, Ordinario di Sociologia sempre dell'Università La Sapienza di Roma, che avrebbe presentato, entusiasta, un libro dello stesso circolo ufologico. In fondo a questo post, potrete leggere la relativa documentazione, comunque riassumiamo. La Summer School of Ontopsychology - patrocinata a dire dai media dal prof. Luigi Frati e dai suoi amici - è una delle numerose creazioni di Tonino Meneghetti, detto Antonio, un ex-frate di Avezzano amante delle catene d'oro e di grossi sigari, di mestiere designer di Ontomoda (Meneghetti gestisce una catena di negozi dove vende esclusivamente le proprie creazioni),ontopianista, ontoterapeuta e ontopittore. ![]() Tonino Meneghetti, detto Antonio, fondatore dell'Ontopsicologia
Mettiamo da parte la complessa carriera di Antonio Meneghetti, che comprende anche una sosta in carcere (dove ha scritto Appunti e considerazioni durante il carcere, Ontopsicologica Editrice Luglio 1981) e una condanna per omicidio colposo, e guardiamo esclusivamente i risvolti accademici della questione.Antonio Meneghetti sostiene di avere il titolo di
"Grand Doctor Nauk in Scienze Psicologiche dal Governo della Federazione Russa, [1] quello di Grand Doctor of Philosophy e di Doctor philosophy of medical [un titolo che lascia perplesso il gestore di questo blog, di mestiere traduttore] dall'Accademia Internazionale di Informatizzazione."L'Accademia Internazionale di Informatizzazione è un'istituzione russa che si occupa di "Studio e ricerca di civiltà extraterrestri e cosmiche". "Il problema dal quale Antonio Meneghetti ha iniziato la sua ricerca è questo: trovare quel primo che attiva la fenomenologia esistenziale."Antonio Meneghetti, contrariamente a Platone e Aristotele, aveva i mezzi per trovare la risposta alla domanda universale che si poneva. Su uno dei suoi siti, si autodefinisce così: «Filosofo che non è ancora riuscito ad incontrare una mente capace di comprendere nel segno, il suo trattato su - L'esistenza come contraddizione dell'essere - o - etiologia del verbo»... «È esempio invidiabile di elegante scaltrezza nel continuo vortice impresso dalla globalizzazione all'intero pianeta»... «Qualcuno lo ha definito come unico genio del nostro pianeta».Il bello è che Antonio Meneghetti, a differenza di Kant, Freud o Hegel, ha scoperto pure le risposte, che sono esattamente tre: l'In Sè ontico, il Campo semantico, e il Monitor di Deflessione. Siccome Antonio Meneghetti non è un amante della scrittura chiara (né dell'ortografia precisa), diciamo che l'In Sé Ontico siamo noi, che poi saremmo pura energia quantica (come nella fisica New Age, insomma). Agiamo nel Campo Semantico, cioè in un mondo fatto di rapporti significativi; e restiamo inguaiati dal Monitor di Deflessione. Fortunatamente, ci sono le terapie di Antonio Meneghetti che ci possono salvare dal Monitor di Deflessione: i media (non quelli che parlano del patrocinio del prof. Frati e dei suoi colleghi) ne descrivono alcune davvero originali. Ci soffermeremo sul Monitor di Deflessione, visto che è stato spiegato egregiamente dalla dott.ssa Adriana Roncella al Convegno mondiale di Ontopsicologia a Mosca. Visto il consesso, possiamo supporre che si tratti di una definizione del tutto ufficiale, fatta alla compiaciuta presenza del Maestro. Non vi fate confondere dal linguaggio, come dire, denso: per una volta, il titolo che un redattore ha messo all'articolo in effetti spiega tutto: "Quando gli UFO non ci danno tregua !" Il Monitor di Deflessione è un "congegno meccanico psichedelico" e una "struttura computerizzata inserita nel sistema cerebrale umano da millenni, da una civiltà non terrestre". Il Monitor di Deflessione consiste in "uno o più geni anomali inseriti nella struttura a serpentina del DNA" che gli extraterrestri inserirebbero in noi "già dalla nascita" per indurci nell'errore e provocare malattie psicosomatiche "Le fantastiche civiltà extraterrestri - si chiede Adriana Roncella - sono realmente lontane anni luce, frutto solo di una elaborazione della fantasia o sono presenti operativamente su questo pianeta?"Con l'aiuto di Antonio Meneghetti, la dott.ssa Roncella scopre che gli Ufo non solo sono tra di noi, ma soprattutto dentro di lei: "Nell'arco di dodici anni di dura esperienza personale e di serrata analisi ho potuto verificare che il monitor di deflessione non è una realtà individuale, circoscritta alla singola unità uomo. Esiste in realtà un unico monitor, un unico sistema informatico che collega in rete tutti i cervelli a livello planetario."Questo immenso complotto extraterrestre sta portando alla costruzione di una "rete informatica cerebrale" che permette agli extraterrestri di "programmare e coordinare con precisione matematica tutti i circuiti cerebrali individuali". In particolare, gli extraterrestri hanno preso di mira proprio la dott.ssa Roncella: "Hanno dislocato lungo la mia vita dei veri e propri corridoi elettrici mortali, programmati con largo anticipo e posizionati in punti strategici particolari del mio programma esistenziale perché potessi fermarmi, arrendermi, tornare indietro o morire.Gli extraterrestri hanno perseguitato la dott.ssa Roncella con un accanimento degno delle Toghe Rosse di Mani Pulite: "Nel mio caso l'organo prescelto è stato prevalentemente il cervello; sono poi passati all'apparato gastroenterico, la colonna vertebrale dorso-lombare, occhi, orecchie, vagina, vie respiratorie." La soluzione ontopsicologica, in questi tempi di ecologismo, va nettamente controcorrente: "Sono riuscita ulteriormente a sgusciare da questo meccanismo, direnzionando le mie scelte solo a cibi confezionati industrialmente, che avrebbero dovuto essere completamente neutri e asettici.Fallita la via del salmone e dello yoghurt, gli extraterrestri, preoccupati per un'iniziativa di Meneghetti, hanno cercato anche di far annegare la dott.ssa Roncella: Il giorno successivo a quello in cui il Prof. Antonio Meneghetti mi ha chiesto di presentare una relazione sulle "bombe semantiche" al congresso mondiale di Ontopsicologia che si sarebbe svolto a Mosca, è arrivata una bomba di portata inimaginabile. In base a questi dati, vorremmo porre al Magnifico Prof. Luigi Frati dieci domande:
1) L'affermazione fatta in data 12 agosto dall'agenzia ADNKronos secondo cui Lei avrebbe mandato i suoi saluti alla Summer School of Ontopsychology è vera o falsa? E' vero o falso il patrocinio della Facoltà di Sociologia dell'università da Lei diretta allo stesso convegno? E' vero o falso che abbia partecipato come relatore il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università sempre da Lei diretta? 2) Nel caso in cui siano falsi tali notizie, ha sporto denuncia contro gli organizzatori del suddetto convegno? 3) Nel caso fosse vero, i suoi saluti sono stati inviati a titolo personale o nella qualità di rettore dell'università, come dichiara l'agenzia stampa? La stessa domanda riguarda gli interventi degli altri suoi colleghi (e sottoposti) di cui si parla nella nota dell'agenzia. 4) in caso lei fosse stato tirato in ballo indebitamente, ma i suoi colleghi Morcellini e De Nardis, nonché la facoltà di sociologia no, quali provvedimenti intende prendere contro gli stessi? 5) Se lei ha deciso di salutare e di permettere di patrocinare e di far partecipare, sempre a titolo ufficiale, alla Summer School of Ontopsychology, desideriamo sapere - come cittadini e contribuenti - quali siano i meriti accademici delle attività del signor Antonio Meneghetti? 6) Lei concorda con lo stesso Meneghetti, che lui sarebbe l'unica persona oggi in grado di gestire un incontro con popolazioni extraterrestri? «Alle porte del terzo millennio, [Antonio Meneghetti] considera gli esseri umani assolutamente impreparati ad un incontro di civiltà diverse dalla nostra: ciò potrebbe costituire il presupposto di una colonizzazione extra intrapsichica già in atto».7) Lei ritiene che le tre scoperte di Antonio Meneghetti - l'In Sé Ontico, il Campo Semantico e il Monitor di Deflessione - abbiano aperto nuovi orizzonti alla scienza, tali da invalidare la maggior parte delle materie attualmente insegnate nell'ateneo da lei diretto? 8) Lei ritiene che le civiltà extraterrestri controllino i nostri cervelli tramite inserti nel nostro DNA? 9) Lei ha mai avuto occasione di vedere l'aura del signor Antonio Meneghetti? [2] 10) Se lei venisse aggredito in piscina da una bomba semantica, quale sarebbe la posizione ufficiale dell'Università La Sapienza sull'autodifesa tramite l'utilizzo di salmone affumicato non di marca? Note: [1] Il titolo è presumibilmente un misto anglorusso che vuol dire, "Gran Dottore nelle Scienze". Comunque Antonio Meneghetti, quando si è fatto consegnare il titolo, si è evidentemente dimenticato di farsene spiegare anche il significato. [2] «Durante una mattinata, il Professore con semplicità, davanti a 80 persone presenti in sala, ha insegnato come disporsi per vedere il suo campo eterico. Poi furono scelte cinque persone che furono poste nella stessa posizione a distanza ravvicinata (quattro metri circa) per osservare meglio la sua corona biodinamica o aura psichica. Dopo due o tre minuti si dovette interrompere a causa dell'impressionante incidenza che la percezione dell'eterico aveva suscitato quasi d'improvviso su una delle cinque persone. Nonostante la brevità dell'esperimento tutte e cinque le persone (tre donne e due uomini) scrissero separatamente la stessa impressione: un fiammeggiare radiante e verticale che trasmetteva una cointuizione del principio creativo della vita. Tre dei cinque ebbero dei trasalimenti iperemotivi apparentemente istero-dereistici, ma che in realtà si dimostrano meglio come percezioni edoniche di superiore esperienza. Probabilmente si è trattato di un'esperienza psichica ed emozionale in coincidenza semantica con il Professore, il quale stava seduto con gli occhi rivolti in basso, quasi assorto in se stesso» Estratto da "Ontopsicologia Clinica" di Antonio Meneghetti, nota n° 18 a pag. 163 Documentazione:
i lanci di agenzie riguardanti il patrocinio dell'Università della Sapienza al convegno della Summer University of Ontopsychology UNIVERSITA': ASSISI, XI EDIZIONE DELLA SUMMER UNIVERSITY OF ONTOPSYCHOLOGY Assisi, 12 ago. - (Adnkronos) - Si e' aperta il 9 agosto ad Assisi la XXI edizione della Summer University of Ontopsychology. L'evento, che negli oltre vent'anni della sua storia ha sempre rappresentato un'occasione di approfondimento dei principi e dei valori per lo sviluppo dell'uomo, prosegue la sua tradizione quest'anno centrandosi sul tema 'Arte, sogno e societa''. Sono oltre 400 gli impresari, gli studiosi e i professori venuti da tutto il mondo per assistere al consesso internazionale, considerato il piu' grande evento artistico e scientifico dell'umanesimo contemporaneo. Un evento che ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali: dall'adesione del Presidente della Repubblica ai patrocini del Senato della Repubblica, della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, della Facolta' di Sociologia dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, della Facolta' di Amministrazione 'Antonio Meneghetti' in Brasile e della Facolta' di Psicologia dell''Universita' Statale di San Pietroburgo'. Durante i dieci giorni di congresso il tema sara' approfondito nelle sessioni mattutine tenute da docenti internazionali e in quelle pomeridiane tenute dall'accademico prof. Antonio Meneghetti, fondatore della scuola ontopsicologica. Molti i saluti augurali fatti pervenire per la giornata inaugurale: da quello del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, a quello del Presidente del Consiglio Mondiale di Psicoterapia Alfred Pritz, a quello del Magnifico Rettore dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Tra i presenti in sala Franco Brunozzi, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Assisi, e Ada Girolamini, consigliere della Regione Umbria.(segue) - (Adnkronos) - ''C'e' davvero una grande forza rivoluzionaria in questo messaggio che e' sicuramente contro corrente. La scuola ontopsicologica e' una scuola di pensiero e di conoscenza che rappresenta un grande messaggio per chi si pone nella condizione di sapere di non sapere mai abbastanza, per chi sa di dover sapere sempre di piu''', per contribuire ad una crescita e sviluppo del valore dell'uomo nel suo tempo, ha dichiarato la Girolamini. Presenti in sala anche i direttori del dipartimento di Ontopsicologia della Facolta' di Psicologia dell'Universita' Statale di S. Pietroburgo e della Facolta' di Amministrazione Antonio Meneghetti e, in contatto telefonico, il saluto del prof. Mario Morcellini, preside della Facolta' di Scienze della Comunicazione dell'Universita' La Sapienza di Roma. L'evento rappresentera' dunque l'occasione di esposizione di nuove scoperte in grado di dare l'angolazione innovativa per l'esattezza e vitalita' della scienza e dell'economia. Vengono pertanto messe in campo la responsabilita' di scienziati ed economisti, politici e artisti, chiamati a dare risposta alle esigenze di crescita dell'uomo. ''La grandezza si costituisce dalla soluzione di rapporto tra universita' e societa' in recupero dei principi ontologici a funzione ed evoluzione dell'uomo per l'uomo su questo pianeta'', ha dichiarato Meneghetti giovedì, 22 ottobre 2009 Ora di religione islamica, megayacht, imam crociati e certi Piccoli Musulmani (II) La Co.Re.Is. o Comunità Religiosa Islamica non nasconde di trarre la propria ispirazione dal pensiero di René Guénon. Chi non conosce affatto René Guénon, o magari ne ha sentito solo parlare in qualche demente lista di proscrizione intellettuale redatta da complottisti, sarebbe molto sorpreso a scoprire quanti guenoniani ci sono, a partire da Carlo, Principe di Galles.[1] O meglio, visto che René Guénon non ha mai creato una setta, quanta gente ha letto le sue opere, rimanendone sottilmente influenzata. I "guenoniani" li trovi numerosi nelle logge massoniche e negli ambienti paramassonici (ben più ampi), ma anche in ambienti cattolici; tra le frange alfabetizzate della destra, come tra intellettuali di sinistra non rigorosamente laicisti; tra gli artisti come tra i liberi professionisti; tra i viaggiatori e coloro che hanno un orizzonte un po' più vasto della provincia Italia. Forse l'unico ambiente dove è difficile incontrarne è quello della New Age. I guenoniani non si notano perché non praticano il proselitismo e non vogliono, di solito, cambiare il mondo. Possono appartenere a religioni diverse o a nessuna, e avere ogni sorta di idea politica;[2] e possono essere insopportabili, come possono essere invece dignitosamente modesti. Esistono però anche piccoli circoli chiusi di guenoniani, con le loro litigiose riviste e scissioni. Come in tutte le formazioni antropologiche di quel tipo, il potere di ciascuno deriva dal grado di ortodossia rumorosamente conclamato. Chiameremo gli aderenti a questi circoli i guenonisti. René Guénon giocava su due registri: da una parte, la vera conoscenza può essere solo iniziatica; dall'altra, per arrivarvi, occorre vivere dentro una "religione tradizionale": lui personalmente scelse di farsi musulmano, ma un guenoniano potrebbe anche essere cattolico, ortodosso, induista o membro di una loggia massonica ritenuta "tradizionale". Volendo essere cattivi, possiamo dire che i guenonisti sono ben coscienti di essere degli iniziati che nei fatti ascoltano solo Guénon, mentre compiono le pratiche esteriori di una qualche religione. In quanto iniziati godono della soddisfazione di essere al di sopra dei praticanti ordinari, da cui prendono tutte le distanze. Il mondo che queste persone frequentano non può essere quello dei musulmani ordinari; è piuttosto un mondo trasversale di occidentali alla ricerca di iniziazioni. Il loro essere musulmani non consiste nel farsi fratelli di un miliardo di mortali, ma nella precisione rituale accompagnata dalla ricerca di un'iniziazione in qualche confraternita. Ma l'iniziazione non è necessariamente solo islamica: le iniziazioni si possono collezionare tanto in una tribù di nativi americani quanto in qualche ordine cavalleresco, vero o di fantasia. Avevamo già pubblicato qui la foto di Felicino Abdul Wahid Pallavicini, in abito di cavaliere di Malta: ![]() La foto è curiosa, perché la storia dell'Ordine di Malta consiste in un unico, secolare conflitto con i musulmani del Mediterraneo, come dimostrano anche le grandi croci che campeggiano sull'abito di Pallavicini. Vogliamo però tranquillizzare quei musulmani che potrebbero temere infiltrazioni crociate: non si tratta del Sovrano Militare Ordine di Malta, l'ordine di Malta universalmente noto, che ha già abbastanza candidati da non dover raccogliere anche musulmani. Dopo molte ricerche, siamo riusciti a stabilire che quello di Pallavicini dovrebbe essere l'Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta,[3]. Il Gran Maestro è un certo Louis Scerri Montaldo che in effetti indossa paramenti simili, come si può vedere in questa immagine, interessante anche per il contesto. Può sorprendere che qualcosa di così quintessenzialmente europeo come un Ordine Cavalleresco si produca - come l'immaginario disneyano del Medioevo - negli Stati Uniti. L'Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta è infatti una ramificazione, assieme a innumerevoli altre, dei Cavalieri di Shickshinny Shickshinny, fonte di gran parte della nobiltà dei nostri tempi, è infatti un ridente paesino della Pennsylvania di mille anime, tutte di pelle bianca; qui ad esempio vediamo due caratteristiche dame di questa specie di Camelot: I cavalieri di Shickshinny furono creati da un certo Charles Pichel, un chiropratico con precedenti per truffa e spaccio di sostanze stupefacenti, probabilmente verso il 1956. Pichel comunque sosteneva il diritto di creare autentici cavalieri di Malta, grazie ai suoi contatti con alcuni profughi russi, che a loro volta avrebbero avuto qualcosa a che fare con alcuni cavalieri di Malta. Si è ovviamente liberi di credergli, e non pensiamo che l'iniziazione nell'Ordine possa fare male. Imitando lo storico Ordine di Malta, l'Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta nomina anche degli "ambasciatori": Felicino Pallavicini, in particolare, ne è "l'Ambasciatore Islamico per l'Europa". Sappiamo con certezza che in altri "ordini" molto simili, l'appartenenza a una fede cristiana è assolutamente obbligatoria (e in alcune sembra che vi sia anche un esplicito divieto di appartenenza massonica). Non siamo riusciti a trovare divieti simili nell'Ordine di Scerri Montaldo, anche se in prima pagina su un loro sito le seguenti parole campeggiano in bella evidenza, come una sorta di proclama: "L'euroetnicità della razza maltese emerge anche da un'occhiata superficiale all'elenco telefonico dell'isola! Per cultura e tradizione, i maltesi sono europei e cristiani; ad esempio, l'araldica, un concetto totalmente alieno al mondo arabo, è profondamente radicata nelle isole maltesi. I maltesi possono anche vantare una nobiltà antica e illustre, profondamente radicata nelle tradizioni della cavalleria europea. E' in Europa che si trovano le radici e il destino di Malta." (citato da Addendum: The Maltese Race, del colonnello in pensione Charles A. Gauci).Nella cerimonia di Beirut, Felicino Pallavicini non era solo: tra i nuovi cavalieri investiti assieme a lui c'era l'on. Alberto Simeone di Alleanza Nazionale e l'ex-eurodeputato, Vito Napoli, che qui potete vedere mentre si inchina di fronte alla spada di Scerri Montaldo. Ma per Vito Napoli non doveva essere un'esperienza così nuova, visto che anni prima, era stato iniziato anche alla P2 di Licio Gelli (tessera n. 887). Note: [1] Il principe Carlo è stato introdotto alla cultura "perennialista" da Charles Le Gai Eaton, convertito all'Islam sotto il nome di Hassan Abdul Hakeem. Il principe Carlo partecipa regolarmente ai grandi convegni internazionali dei cosiddetti "tradizionalisti", cioè dell'area che si rifà al pensiero di René Guénon e di coloro che gli erano più vicini. [2] Fantasticare sul passato non è necessariamente più reazionario che fantasticare sul futuro, visto che viviamo unicamente nel presente. E poi chi legge libri non piglia pesci: ciò che conta in politica non sono i pensieri, ma i fatti, e quelli non li fanno certamente i cultori di antichi testi sacri. [3] Esistono in realtà due organizzazioni con lo stesso identico nome e in duro conflitto tra di loro. L'altra organizzazione omonima, diretta da Thorbjorn Paternò Castello, non ha più nulla a che fare con Scerri Montaldo, e nessun Pallavicini risulta tra i suoi membri. Qui potete vedere le foto dell'onorevole Carlo Giovanardi mentre partecipa ai prodromi della cerimonia di investitura dell'Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta di Thorbjorn Paternò Castello al Palazzo Brancaccio la scorsa primavera. (Continua...) martedì, 22 settembre 2009 Roberto Cavalli, il Comune di Firenze gli dice finalmente di no... Vi avevo già raccontato del nostro scontro con una piccola prepotenza del designer Roberto Cavalli, un rozzo miliardario che ha occupato buona parte di una delle piazze storiche di Firenze con una faraonica costruzione in metallo. Privando per giunta i bambini dell'adiacente asilo del loro spazio per giocare.
Abbiamo protestato per mesi, e alla fine il Comune si è rifiutato di rinnovare il permesso, scaduto lo scorso 14 settembre. Ovviamente, il Roberto Cavalli Club non ha ancora iniziato a smontare il mostro. Gli aggiornamenti si possono leggere sul blog Firenze svenduta. sabato, 19 settembre 2009 Braccia da restituire all'agricoltura Grazie a un commentatore anonimo, scopro tutto insieme l'esistenza di:
1) il blog Precariopoli 2) un nuovo giornalista cialtrone, tale Felice Manti, che denuncia il blog Precariopoli sul Giornale del Berlusconi Minore 3) la signora Laura Allegrini, Dama di Santo Sepolcro, nonché senatrice da fondo-sala di Alleanza Nazionale. La signora si è sbracciata davanti ai media, per dire "ehi, esisto anch'io!", chiedendo che "venga immediatamente oscurato il sito precariopoli.leftlab.com e vengano individuati i responsabili ". La signora Allegrini, a nostro avviso, farebbe bene a perdere meno tempo a leggere i blog e tornare al suo rispettabile e utile lavoro di operatrice agricola. venerdì, 18 settembre 2009 Ieri abbiamo parlato della costruzione da parte di Vittorio Feltri dell'inesistente caso delle "minacce terroristiche e antisemite" a un consigliere di Maria Stella Gelmini, il professore Giorgio Israel.
Leggo sul sito ufficiale di Sinistra e Libertà: "Sinistra e libertà esprime al professor Giorgio Israel la sua più convinta solidarietà.Non guardiamo il piccolo partito che esprime questo parere. Il testo è scritto con il Comunicatore Automatico e potrebbe essere opera dell'anonimo tastierista di qualunque partito, da Alleanza Nazionale fino, appunto, a Sinistra e Libertà. Ciò che conta è capire il meccanismo che c'è dietro la produzione seriale di roba del genere. Innanzitutto, i media creano un evento-spettacolo. Non importa che cosa ci sia dietro quell'evento-spettacolo: il compito del politico è correrci dietro in tempi mediatici. Si corre dietro all'evento-spettacolo per due motivi opposti: il primo, quello di cogliere la palla al balzo e colpire il nemico; il secondo, per ripararsi e prendere le distanze. Nel caso di Giorgio Israel, la destra gioca in attacco - come spesso succede di questi tempi: in sostanza, "ecco, chi critica la riforma Gelmini è un terrorista antisemita! In galera!" La sinistra invece gioca in difesa. Che consiste nel dire, "sì, siamo totalmente d'accordo, avete ragione, però noi non c'entriamo niente, siamo persone perbene e ve lo dimostriamo partecipando anche noi al linciaggio". Questo gioco richiede due assunti. Il primo, che i media cartacei siano il riferimento assoluto e finale dei nostri tempi. Che una cosa letta distrattamente da due pensionati su Il Giornale, per qualche misterioso motivo, abbia un valore maggiore di quanto si possa leggere su qualunque sito Internet. Da questo valore assoluto arbitrariamente concesso ai media cartacei, discende la regola di non mettere in dubbio ciò che i media affermano. Infatti, se un fatto è tale quando ne parlano i giornali, il fatto è necessariamente proprio come lo descrivono i giornali. Facciamo però una precisazione importante. Il commentino sul forum di Comedonchisciotte è esistito, e per quanto insignificante costituisce un fatto. A maggior ragione, dovrebbero costituire dei fatti anche ciò che gli editorialisti dei media dicono: nel caso che riguarda Giorgio Israel, abbiamo visto accuse di terrorismo contro tutti i docenti, appelli alla creazione di ronde telematiche e inviti a sbattere in galera chi scrive su Internet. Tutto ciò non costituisce però un fatto, bensì un'opinione dei media; mentre l'opinione dell'anonimo commentatore sul forum di Comedonchisciotte costituisce un fatto, perché i media lo dichiarano tale. In altre parole, ciò che i media dichiarano fatto costituisce un fatto; ciò che i media dichiarano opinione, costituisce un'opinione. Sembra una distinzione sottile, ma le conseguenze sono devastanti. Sinistra e Libertà non può condannare gli editoriali di Stella e Granzotto, perché non sono notizie, bensì opinioni, e i media non hanno nulla da ridire sulle opinioni che gli stessi media esprimono. I media definiscono il bene e il male del momento; il politico, di qualunque tendenza, accorre per dire che anche lui condivide in pieno la definizione mediatica del bene e del male data dai media. La condanna viene emessa subito, senza alcuna inchiesta e usando le stesse espressioni che usano i media. Anzi, nella maniera "più convinta", giurando sulla propria fede e la correttezza dei propri sentimenti. Le chiacchiere di Sinistra e Libertà costituiscono aria fritta, ma in altri tempi e con altri mezzi, i piccoli funzionari della Russia stalinista non si comportavano diversamente. Il Comunicatore Automatico purtroppo non è probabilmente nemmeno in malafede. Agisce d'istinto così, senza bisogno di spiegare a se stesso la propria, semplicissima motivazione: il fatto che ogni tentativo di ragionare o di capire verrebbe denunciato dai media come complicità. Se la stessa Sinistra e Libertà avesse osato condannare anche le minacce di Stella e Granzotto, se avesse osato dire che si stava parlando di un semplice commento come ce ne sono dieci o venti milioni al giorno in rete, se avesse osato far notare che sul sito di Giorgio Israel (come pure sul mio, ovviamente) ci sono commenti ben peggiori, se avesse osato dire che il prezzo della libertà di informazione è che si possono anche dire cose sciocche... in quel momento, Sinistra e Libertà sarebbe stata massacrata dall'accusa di complicità diretta nell'omicidio Biagi e nelle camere a gas, tutti e due insieme. E Sinistra Questa e Sinistra Quella avrebbero emesso i loro "più convinti" comunicati di ferma denuncia contro Sinistra e Libertà. Fare così, può salvare una volta, forse due. Ma prima o poi il Feltri suonerà per tutti quelli che si lavano "convinti" le mani, che tacciono di fronte alle montature, le menzogne e il crescente soffocamento di ogni spazio di libertà. Perché la vera posta in gioco non è la presenza di "cattivi sentimenti" in rete, ma proprio la libertà (sì, "Sinistra e Libertà"). Per salvarsi davvero, l'unica alternativa è la Sottomissione Zero. Mai accettare i giochi nei termini impostati dai media; indagare sempre per capire la verità; non accettare censure; non chiedersi mai cosa diranno di te e contrattaccare. Sono loro e non noi che si devono vergognare. giovedì, 17 settembre 2009 Giorgio Israel, Comedonchisciotte, Vittorio Feltri e cose strane a Khabarovsk Lo so, la domanda è vecchia: ci sono o ci fanno?
Seguite attentamente. I protagonisti: Giorgio Israel, matematico romano, ex-membro del Partito Comunista oggi su posizioni che potremmo definire di estrema destra. Di destra in quanto militante sionista - è firmatario o relatore di qualunque cosa si promuova a danno dei nativi palestinesi; ma di destra anche a proposito di molti altri temi, riguardanti in particolare la scuola e l'alleanza tra ebrei e cattolici conservatori. Giorgio Israel comunque dà l'impressione di credere a ciò che dice e di essere disposto, almeno fino a un certo punto, anche a dialogare attraverso il suo blog. Mariastella Gelmini, un'ingenua ragazza di provincia cui Silvio Berlusconi ha affidato il compito di spolpare la scuola in modo che non si debbano aumentare le tasse. Mariastella Gelmini ovviamente ha chiamato una serie di esperti a pensare per lei, tra cui proprio Giorgio Israel, cui è stata affidata la redazione del nuovo regolamento che disciplina l'accesso alla professione di insegnante, con relative ricadute su assunzioni e impiego. Vittorio Feltri, ex-direttore di Libero, oggi strenuamente impegnato nel compito di far affogare il resto della destra nel troiaio in cui si è tuffato da solo Silvio Berlusconi. Vittorio Feltri è un signore che a suo tempo accusò il sottoscritto - in prima pagina sul quotidiano Libero e poi in televisione - di voler mettere "a ferro e fuoco" la città di Firenze. Il sito Comedonchisciotte.org, il più importante raccoglitore di informazioni alternative e soppresse in Italia. Informazioni molto varie, e nessuno sarà d'accordo con tutto ciò che vi viene pubblicato; ma è proprio la varietà che rende Comedonchisciotte.org un sito prezioso. Comedonchisciotte ha migliaia di lettori, alcuni dei quali frequentano un apposito forum non moderato e si commentano a vicenda. Se state leggendo queste parole, saprete perfettamente come è fatta l'aria fritta che gira in rete. Ecco, prendiamo qualche commento, vediamo, ma sì, dagli archivi del blog di Giorgio Israel: "Siano benedetti Israele e il suo più grande alleato, che con i loro sacrifici tengono inchiodata questa belva grondante odio per tutti e che vuole azzannare il mondo - non Israele soltanto - per dominarlo come un inferno in terra, in conformità ad una religione che più che Dio (ah, i musulmani moderati!) mi evoca ricordi salgariani di dea Kalì."Proprio come il blog di Giorgio Israel, anche il forum di Comedonchisciotte evidentemente ha qualche frequentatore sopra le righe, che in qualche lungo thread ha buttato lì queste parole: "La Gelmini a questa riforma sta dando solamente il nome e la faccia. In realtà, l'artefice dietro le quinte di essa, il puparo, è l'ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta."Il tono è sgradevole, l'ebraicità di Giorgio Israel irrilevante. Come lo è la statura di Brunetta. "Artefice dietro le quinte" è anche un modo eccessivo di dire l'ovvio: che i politici sono dei furbetti ignoranti che si fanno scrivere le leggi da chi ci capisce. Ma tolto il tono sgradevole, da forum appunto, il messaggio non dice nulla di sbagliato. Non contiene la minima minaccia - il riferimento a Biagi è assolutamente corretto, e comunque a Brunetta non è certo successo nulla. Non c'è nemmeno una parolaccia. Ora, io sono un traduttore di manuali tecnici e un semplice blogger. Giorgio Israel è un signore che in questo momento sta scrivendo leggi che cambieranno le vite di migliaia di persone. E'quindi sorprendente che Giorgio Israel non venga trattato peggio di me - almeno una volta a settimana ricevo qualche insulto delirante, o su altri blog o direttamente nella mia casella di posta. Solo che io conosco Internet, e quindi non mi copro di ridicolo lamentandomene: al massimo, ogni tanto pubblico qualche piccola antologia per divertire i miei lettori. Giorgio Israel è evidentemente meno ferrato di me, e dedica all'oscuro commento un intero post. Però si lamenta all'inizio in maniera piuttosto serena, sotto il titolo "Ecco cosa significa occuparsi di scuola". Ha il buon gusto, insomma, di non invocare il Grande Complotto Antisemita [1] . In agguato c'è però l'avvoltoio umano, Vittorio Feltri, che il giorno dopo spara la vicenda del commentino in prima pagina sul Giornale. Interviene il Ministro del Welfare, che prevede che dal commentino rinasceranno le Brigate Rosse: «Le parole sono pietre - ha dichiarato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, appena venuto a conoscenza dei fatti - e possono ancora una volta determinare il clima nel quale qualcuno può rinnovare la follia del lungo terrorismo ideologico italiano. Ciò significa non abbassare la guardia e pretendere che anche la polemica più aspra rispetti le persone e sia contenuta nei termini di un confronto civile».Sul Corriere della Sera, Gianantonio Stella grida "Libertà (troppa) di spazzatura online" e con un discorso contorto, sembra invocare "ronde telematiche". Paolo Granzotto sul Giornale se la prende con l'intera classe dei docenti: "Sul web i prof danno lezioni di violenza" è lo straordinario titolo (nulla fa pensare che l'autore del commentino fosse un professore), e conclude: "Serve la voce grossa dello Stato, serve tagliar l’erba sotto i piedi all’eversione armata e omicida. Serve prenderli, quelli che si agitano nel brodo di cultura dell'estremismo, e schiaffarli in galera (per poi tenerceli, possibilmente)."Non è certamente a questa drammatica "intimidazione" che si riferisce il presidente del sindacato scuola della CGIL, Mimmo Pantaleo, quando moralizza solennemente: "Esprimiamo solidarieta' al professor Giorgio Israel per gli attacchi di cui e' stato oggetto e condanniamo ogni forma di intimidazione che nega il diritto di ognuno di esprimersi liberamente".Del commentino sul forum di Comedonchisciotte parla persino il TG1, quello che è riuscito a non dire ancora una parola sulle prostitute del premier. Ma il testo più buffo, lo firma Fiamma Nirenstein assieme a 17 altri parlamentari - Antonio Martino, Alessandro Ruben, Enrico Pianetta, Gennaro Malgieri, Riccardo Migliori, Benedetto Della Vedova, Guglielmo Picchi, Giorgio Moles, Rocco Buttiglione, Gregorio Fontana, Edmondo Cirielli, Gianni Vernetti, Furio Colombo, Roberto Giachetti, Isabella Bertolini, Giuseppe Calderisi, Emanuele Fiano. Non invento nulla: "Ci troviamo di fronte a un aumento esponenziale di incidenti antisemiti in tutta Europa e nel mondo intero, come testimoniano i dati di molte autorevoli indagini conoscitive. La settimana scorsa alcuni ordigni sono esplosi di fronte a una scuola ebraica di Marsiglia; sabato sera una sinagoga di Khabarovsk, nella Russia orientale, ha subito la stessa sorte; ieri in Argentina, 58 tombe sono state dissacrate in un cimitero ebraico nella provincia di Buenos Aires".Da Khabarovsk (ma avete guardato sulla mappa dov'è?) a Buenos Aires, passando per i guai della scuola italiana... Che poi magari saranno successe cose brutte a Khabarovsk e a Buenos Aires, ma quando si grida al lupo a proposito di un forum che conosciamo benissimo, c'è da chiedersi se non lo fanno anche altrove.
Una bella giornata primaverile nei pressi di Khabarovsk
Poi la Nirenstein e i suoi disegnano un quadro sempre più drammatico: in Svezia e in Algeria (?), alcuni quotidiani avrebbero criticato lo stato d'Israele. Insomma, ci sono o ci fanno? Nota: 1 Dopo, preso dall'eccitazione degli eventi, Giorgio Israel ruzzolerà clamorosamente con un nuovo post in cui se la prende con "gli allievi di Goebbels", nientemeno. lunedì, 22 giugno 2009 Silvio Berlusconi e la Jeune-Fille (II) Come si fa a essere così intelligenti da diventare insieme il più ricco imprenditore del paese e il capo di governo più politicamente longevo della storia italiana, almeno dopo Benito Mussolini? Come si fa a essere così imbecilli da lasciarsi travolgere da un'orda di ignorantissime giovani meretrici? Solo ponendosi entrambe le domande, possiamo capirci qualcosa del destino di Silvio Berlusconi. Forse una risposta sta nella distinzione tra intelligenza istintiva e intelligenza riflessiva. Ritengo che l'intelligenza riflessiva - quella, per intenderci, che piace ai lettori di questo blog - sia sostanzialmente una zavorra nella vita. Capire non permette quasi mai di cambiare le cose; anzi, è spesso di intralcio; e capire le ragioni degli altri è disarmante e quindi fatale. L'intelligenza istintiva è invece quella che nei fatti si dimostra vincente. Silvio Berlusconi, quando parla in pubblico, alterna tra banalità e sciocchezze. Immagino che anche a parlarci in privato, dirà tutt'al più cose dettate da una sorta di diffuso buon senso. Eppure Berlusconi è riuscito a fare, ovviamente per sé, ciò che non è riuscito a nessun altro nella storia italiana. Facile dire che ci sarà riuscito con la corruzione: evidentemente ha saputo chi corrompere e quando, mentre migliaia di altri squali non ce l'hanno fatta. Soprattutto, Berlusconi è riuscito a fare in modo che almeno la metà degli italiani si riconoscesse in lui, nella sua faccia da Pierino impunito, nella sua contagiosa allegria, nelle sue barzellette. Silvio Berlusconi è quindi un uomo di insolita intelligenza istintiva, che momento per momento, sa compiere le scelte giuste, mentre noi complicati annaspiamo. Ma la mancanza di riflessione può portare alla catastrofe. Non si possono conservare segreti, perché i piccoli se li lasciano sfuggire senza pensarci, i grandi fanno in modo che si scoprano quelli dei propri concorrenti. Per impedire la fuga di un segreto, occorre controllare un'intera società, stroncando le informazioni prima ancora che nascano, come Stalin quando sulle mappe faceva spostare città intere perché non venissero trovate dai bombardieri nemici. Anche se volesse, Silvio Berlusconi non potrebbe mai fare qualcosa di analogo, perché la sua forza non risiede in alcuna forza sociale volontaristica, ma proprio nel flusso delle chiacchiere, nel sottofondo ammiccante che forma le serate degli italiani: un sottofondo dove erotismo, giovanilismo e compiacimento per le proprie debolezze sono gli ingredienti decisivi. Ed è così, non certamente per colpa di Berlusconi, ma perché la comunicazione oggi è il discorso incessante di seduzione delle merci. Le merci parlano sempre al livello più basso, perché nessun cliente deve essere escluso; e il denominatore comune universalmente comprensibile a tutti è il pettegolezzo erotico, attività che occupa un settore enorme del sistema mediatico. In queste circostanze, come poteva Berlusconi non pensare che almeno una delle tante ospiti della sua villa avrebbe parlato? Non ci sono regali che tengano, perché su cento, ci sarà sempre una insoddisfatta perché vorrebbe di più, una gelosa perché un'altra ha ricevuto una collana più bella, o semplicemente una che si vanta con la migliore amica, senza rendersi conto che proprio quella migliore amica vorrà tentare il colpaccio tradendola. (Continua...) domenica, 21 giugno 2009 Silvio Berlusconi e la Jeune-Fille (I) "Ce bidet, tu ne peux pas savoir combien de paires de fesses il a accueillies !"Sto guardando la fotogalleria di Barbara Montereale, di mestiere "ragazza immagine", reduce da una ben retribuita vacanza nella villa di Berlusconi. La fotogalleria di Barbara Montereale si trova, guardacaso, su Repubblica, il quotidiano antiberlusconiano cui la Jeune-Fille sta raccontando le proprie imprese. Lo scambio è interessante: Barbara Montereale inguaia ulteriormente Silvio Berlusconi e in cambio riceve una pubblicità di valore inestimabile per la sua futura carriera appunto di ragazza immagine. L'agricoltura attende paziente la restituzione delle braccia di Barbara Montereale
La scena di Silvio Berlusconi che barcolla assieme alle sue veline, billionairine, letterine e altre troie, è oggettivamente affascinante. Ogni volta che Silvio Berlusconi è stato accusato di tremende (e reali) nefandezze, è aumentata la sua popolarità. Stavolta, invece, è accusato di essersi divertito con un schiera di adulte ampiamente consenzienti. I tentativi di trovare qualcosa di irregolare, dal punto di vista giuridico o politico, nel comportamento di Silvio Berlusconi in questo caso sanno di arrampicate sugli specchi. Eppure gli antiberlusconiani fanno benissimo a insistere su questo tasto. Non so se perderà il governo, ma certamente sappiamo già l'unica cosa che si ricorderà di Berlusconi nei prossimi mille anni: e non dovrebbe essere un problema da poco per chi è così fissato con la propria immagine. Silvio Berlusconi ha tutte le ragioni nel dire che si tratta di fango. Ma il fango ha un suo fascino. Infatti, Berlusconi non è oggetto di un attacco moralistico, che in Italia non coinvolgerebbe quasi nessuno: le prime a perdonarlo sarebbero le tante nonne che guardano Rete Quattro e ritengono che i maschi, poveretti, siano deboli da quel punto di vista. Il guaio per Berlusconi è un altro: mentre il Lodo Alfano è del tutto incomprensibile (provate ad andare oltre pagina 5 di uno dei tomi di Travaglio), le storie di sesso sono immediatamente comprensibili e quindi di enorme interesse per tutti. Anche chi dice che Berlusconi ha fatto benissimo a riempire il suo Jacuzzi di insaponatrici pugliesi, comunque ci sta pensando. Gli elementi fondamentali biologici hanno una forza straordinaria, a prescindere da ogni giudizio etico: il caso Mills scompare di fronte al pensiero del bidet berlusconiano. Ma scomparirebbe anche se venissimo a sapere che Berlusconi si mangia le cavallette vive, o uccide i gatti a colpi di stivale. Perché sangue, sesso e cibo sono cose che capiamo tutti. (Continua...) lunedì, 15 giugno 2009 Il Club Roberto Cavalli, le macchie di leopardo su Firenze (ii) Roberto Cavalli, e/o il suo genero Joseph Danilo Jacoviello, nonché il loro creativo architetto Italo Rota, hanno presentato al comune di Firenze il progetto di ciò che pudicamente chiamano un "dehors": immaginatevi un incrocio tra il lavoro in acciaio della Torre Eiffel e i viali che conducevano alle tombe dei faraoni a Luxor, però con enormi poltrone in stile animalier. Lo scopo non era quello di accomodare i clienti, che non sono molti, ma di lasciare una zampata-immagine leopardata sulla città di Firenze. Il dehors - che i residenti non francofoni chiamano il Catafalco - doveva occupare per tutto l'anno l'unico spiazzo rimasto libero in Piazza del Carmine, che per il resto è un immenso parcheggio con sottili marciapiedi e costellato di altri locali con i loro più modesti "dehors" che vengono smontati d'inverno. Lo spiazzo si trova davanti all'uscita della scuola dell'infanzia Fioretta Mazzei, e vista la scarsità di spazi nel quartiere, è il luogo dove i bambini sono soliti giocare, al riparo dal traffico. Ci sono state quindi, una serie di riunioni tra i responsabili del Comune e i rappresentanti dei genitori, in cui il comune si è prodigato in parole sul rispetto dei loro diritti. Così un mercoledì, i rappresentanti dei genitori tornano a casa piuttosto soddisfatti. Il fine settimana seguente, gli uomini di Cavalli iniziano a montare il Catafalco, ancora più esteso e massiccio di quanto fosse stato dichiarato nel piano presentato al Comune. I genitori chiamano i vigili, e scoprono così che il Club Roberto Cavalli, a poche ore dall'ultima rassicurante pacca sulla spalla degli assessori, aveva ricevuto tutte le autorizzazioni. Almeno quelle del Comune, visto che Cavalli o Jacoviello non avevano avuto la cortesia di chiedere il permesso alla Soprintendenza, che pure qualcosa c'entrerebbe, visto che il Catafalco si trova proprio accanto alla Basilica di Santa Maria del Carmine, uno dei principali monumenti di Firenze. Anzi, ne ostruisce pure una delle uscite laterali. D'altronde, i dettagli burocratici non interessano molto al Club Roberto Cavalli, visto che qualche mese prima, i NAS dei Carabinieri vi avevano fatto un'irruzione alle 2.15 di notte, scoprendo che quello che si presentava come un ristorante veniva usato, senza alcuna autorizzazione, anche come discoteca. Il Catafalco non solo impedisce i giochi dei bambini, ma oscura anche le finestre dell'asilo; e lo stretto passaggio rimasto libero tra la scuola e il Catafalco viene usato di giorno come deposito, non particolarmente igienico (ma di questo me ne importa poco) per le bevande che saranno consumate la notte dagli avventori. Il panorama dall'interno della scuola è infatti questo: Vi segnalo l'apertura di due blog sull'argomento, uno in italiano e uno in inglese, invitandovi calorosamente a fare un link: Lo so che tutto questo è una piccola vicenda e anche molto locale. Però è un episodio sintomatico, perché fatti analoghi stanno succedendo in tutta la città, e se ci pensiamo bene, in tutto il mondo. Per i media, la democrazia significa la libertà di scegliere tra i candidati che altri ti presentano, e per cui altri scrivono i programmi. Per Costanzo Preve, e più modestamente anche per me, democrazia dovrebbe avere il significato che aveva in origine: il potere del popolo. Frase abusata, ma pensata al concetto. Un potere che bilancia, e se necessario contrasta, l'altro potere, che è dato dal possesso di mezzi economici - democrazia capitalista è quindi un ossimoro. Qui abbiamo la prepotenza di pochi, ma dotati di mezzi per noi inimmaginabili, contro i diritti di molti: dei bambini e genitori, dei residenti, persino quelli dei turisti che magari preferirebbero vedere la Chiesa del Carmine senza il Catafalco accanto. I genitori, i loro bambini e i residenti faranno un presidio il 17 giugno, dalle ore 19 in piazza del Carmine a Firenze. La manifestazione ha un titolo assai elegante: Ma non si uccidono così anche le piazze? |
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