mercoledì, 19 novembre 2008

Indagati perché criticano la monarchia

In una retata svoltasi in piena notte, la polizia australiana - in collaborazione con la DIGOS italiana - ha condotto una vasta operazione contro alcune decine di cittadini italiani, sospettati di simpatizzare per il principale partito di opposizione in Italia. La polizia ha sequestrato materiale inneggiante a Walter Veltroni, un foglio scritto a mano con le parole "è ora di cacciare il nano!" e almeno duecento dollari australiani di provenienza sospetta.

La notizia dell'operazione è stata accolta favorevolmente in tutti gli ambienti politici australiani, che invitano però a non criminalizzare in blocco gli italiani presenti nel loro paese, la grande maggioranza dei quali non si interessa affatto di politica, non intende scioperare mai e sta cercando di imparare a pronunciare la "erre" alla maniera australiana.

Scusate. Non abbiamo scherzato.

Abbiamo però cambiato paese e partito. Rilassatevi: non si tratta di italiani all'estero, ma solo di marocchini; e il paese in cui i marocchini sospettati di simpatizzare per il principale movimento di opposizione del proprio paese sono stati indagati è l'Italia.

Nella notte tra lunedì e martedì, 400 carabinieri e 250 finanzieri hanno compiuto ben 135 perquisizioni   in cinque regioni d'Italia; e ci sono 11 persone indagate, in base a un'inchiesta partita dalla procura di Trento. Tutti gli indagati sono accusati di appartenere a un movimento che si dichiara non violento e che in patria nessuno accusa di violenza: l'organizzazione marocchina al-Adl wa'l-Ihsan, "Giustizia e Carità".

Al-Adl wa'l-ihsan (ortografia latina a piacere) è un movimento islamico che da trent'anni lavora  nel campo sociale nelle tremende realtà delle grandi periferie urbane. Non accetta la monarchia (che in Marocco ha un potere quasi dittatoriale), e quindi non può partecipare direttamente al processo politico; ma è un movimento più importante dello stesso partito islamico ufficiale, il Partito della Giustizia e del Progresso, che a sua volta costituisce il secondo partito del paese (e con elezioni non truccate, o se i seguaci di all-Adl wa'l-Ihsan avessero votato, sarebbe il primo). Ricordiamo infatti che solo una minima parte degli aventi diritto va effettivamente a votare.

quartiere-povero-marocco

Quartiere di Douar Escuela, Casablanca, Marocco

Come in tante realtà del mondo periferico, il movimento ha aspetti dinastici e un po' autoreferenziali: è diretto  nominalmente dal fondatore Abdessalam Yassine, ma in realtà dalla sua energica e mediatica figlia, Nadia Yassine, educata in scuole "occidentali".

 Nadia Yassine è attualmente al centro di un'inchiesta giudiziaria,  con l'accusa di avere fatto dichiarazioni favorevoli alla trasformazione del Marocco in repubblica, in un'intervista rilasciata nel 2005:  rischia da 3 a 5 anni di carcere e una pesante ammenda. Pare che lo stesso re sia intervenuto per rallentare un processo che potrebbe avere esiti infelici per la reputazione della monarchia.

Adl wa'l-ihsan, nonostante la sua dichiarata preferenza repubblicana, viene tollerato, sia per il grande peso che hanno le sue attività sociali, sia perché effettivamente è un movimento non violento, nei fatti e nei propositi (non parliamo di non violenza pannelliana, ovviamente: i giovani di Adl wa'l-Ihsan hanno preso talvolta parte in risse con giovani di altri movimenti nelle università marocchine).

E' interessante notare come l'azione della polizia italiana sia avvenuta alcuni giorni dopo un'azione analoga in Marocco, quando sessanta dirigenti del movimento sono stati fermati e trattenuti dalla polizia, senza spiegazioni, per una notte.

Riporto di seguito due comunicati. Il primo è di Hamza Piccardo, redattore di Islam On Line; il secondo di Souad Sbai, impiegata della Western Union di Roma (come sono, curiosamente, quasi la metà degli sconosciuti membri della Consulta Islamica) e attualmente parlamentare berlusconiano. Il comunicato è interessante, sia perché Souad Sbai è una portavoce ufficiosa della monarchia marocchina in Italia, sia per la tremenda accusa che lei lancia contro al-Adl wa'l-Ihsan: erano solito "organizzare manifestazioni davanti ai consolati marocchini", e preoccupavano perché... "erano in silenzio".

Dimenticavamo: le perquisizioni in Italia sono scattate poco dopo l'approvazione, da parte della monarcocrazia marocchina, di un importante contratto per l'acquisto di armi dall'Italia.


      TERRORISMO: PICCARDO, CONOSCO  POSIZIONE NON VIOLENTA DEL MOVIMENTO 'AL-ADL WA AL-IHSAN' =

Imperia, 18 nov. - (Aki) - "Apprendo attonito della maxi operazione contro il movimento marocchino 'al-Adl wa al-Ihsan: per quanto ne so, e lo conosco piuttosto bene, è strutturalmente lontano da ogni deriva violenta": cosi' uno dei piu' noti esponenti delle comunità islamiche in Italia, Hamza Piccardo, commenta ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL la notizia della retata compiuta nelle regioni del Centro-Nord nei confronti del
movimento islamista marocchino.

"E' sbagliato considerarlo come movimento fuori legge in Marocco - afferma il direttore del sito Islam-online.it - ma costituisce piuttosto la forza di opposizione più capace e organizzata, seppur extraparlamentare.

"Va da se' che non ho nessuna informazione in merito ai riscontri oggettivi che tanta operazione ha sortito: volendo, si potrebbe infiltrare qualche male intenzionato anche all'interno di un convento di Orsoline. Tuttavia ribadisco che a tutt'oggi quel movimento, nel suo insieme e nelle sue forme periferiche, presenti e diffuse in tutti i paesi d'Europa, non ha mai dato sentore della seppur minima deriva jihadista".

Secondo Piccardo anche in Marocco nessun processo è mai stato fatto contro i seguaci di Abdusalam Yasin per ragioni connesse a fatti violenti e conclude: "E' la sua posizione a favore della forma repubblicana che lo rende tanto inviso al regime al potere". (Ham/AKI) 18-NOV-08 18:02



TERRORISMO: SBAI, DA ANNI DENUNCIAMO PERICOLO GRUPPI ESTREMISTI IN ITALIA = SODDISFAZIONE PER OPERAZIONE ROS CONTRO


EVERSIONE ISLAMICA Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - «Siamo soddisfatti per l'operazione condotta oggi dai Ros dei Carabinieri

e dalla Guardia di Finanza contro l'eversione islamica perchè da anni denunciamo il pericolo rappresentato dalle cellule di estremisti in Italia». È quanto afferma la deputata del Pdl, Souad Sbai, commentando la notizia della retata compiuta tra ieri notte è questa sera nel centro-nord Italia contro un gruppo di estremisti. «Finalmente si comincia a lavorare in Italia in modo incisivo su queste questioni e sul pericolo rappresentato dalle cellule dormienti - spiega - sono anni che denunciamo la loro presenza e che allertiamo le forze dell'ordine perchè soprattutto di recente abbiamo notato che erano particolarmente in silenzio e questo ci preoccupava». «In passato infatti -prosegue- gli attivisti di questo movimento erano soliti organizzare manifestazioni di protesta davanti ai consolati marocchini di Torino e Bologna contro gli arresti dei loro compagni compiuti in madrepatria da parte delle autorità marocchine. Ora invece queste cellule erano diventate molto silenziose ed è per questo positivo che ci sia stato un controllo così incisivo - aggiunge la parlamentare del Pdl - è importante che vada avanti in particolare nei piccoli garage trasformati in moschea e vanno controllati soprattutto i tanti Imam fai da te che esistono nel nostro paese. Ringrazio per questo i Carabinieri e la Guardia di Finanza che hanno condotto questo lavoro in modo esemplare e spero - conclude - che non sia confinato al nord Italia ma che prosegua anche nel sud». (Sin-Bis/Pn/Adnkronos) 18-NOV-08 18:55 NNN








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