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lunedì, 17 novembre 2008 Fascismo, antifascismo, neofascismo e altri miti (1) Lampi di pensiero, il blog di Guido Allegrezza, ha lanciato alcune interessanti riflessioni sull'antifascismo ai tempi nostri. Vi invito a leggere ciò che scrive lui; e accolgo il suo invito a dire anche la mia.
Parto da un'apparente banalità, a cui pochi forse pensano. L'antifascismo, lo dice il nome stesso, è il contrario del fascismo. Evidentemente, non di qualunque cosa abbia mai fatto il fascismo, altrimenti l'antifascismo sarebbe anche il contrario dell'emissione dei francobolli o delle trasmissioni radio. L'antifascismo è, o dovrebbe essere, il contrario di alcuni aspetti essenziali del fascismo. Se questi aspetti essenziali vengono definiti in modo chiaro, si definisce anche che cosa è l'antifascismo. Se non si definiscono questi aspetti essenziali del fascismo, se non c'è un criterio per dire cosa è "fascista" e cosa non lo è, l'antifascismo per forza di cose diventa il riflesso negativo di un banco di nebbia inafferrabile. Solo che quel riflesso indefinito di qualcosa di indefinito si pone come arbitro del bene e del male e del lecito e dell'illecito. In origine, "antifascismo" aveva un senso chiarissimo e inequivocabile: l'opposizione ai progetti del governo di Benito Mussolini; poi l'opposizione alla coalizione militare tra Italia, Germania e Giappone. Bastava la presenza di un nemico chiaramente definito per definire anche l'antifascismo. Il problema è che quel nemico chiaramente definito è sconfitto e morto. Solo in Italia - paese irrilevante sul piano mondiale - esiste una piccola minoranza che si riconosce come "fascista"; nel resto del pianeta, tutti si dichiarano "antifascisti", nella misura in cui gliene importa qualcosa del termine. Essere "antifascisti" oggi potrebbe quindi significare, essere nemici dei circa 200 giovani che seguono Roberto Fiore, dirigente di Forza Nuova e fascista autoproclamato. Non ci sarebbe nulla di male: esistono persone in Italia, ad esempio, che si dedicano a combattere Scientology, un movimento mille volte più importante, ricco ed efficace di Forza Nuova, ma pur sempre molto minoritario. Ma chiaramente non è così. Le persone che si definiscono "antifasciste" sono certo nemiche di chi si dichiara orgogliosamente fascista oggi; però si oppongono anche, di volta in volta, a un vasto numero di altre realtà. L'antifascismo non vede se stesso come una nicchia specializzata, analoga a quella dei critici di Scientology. E infatti non lo è, perché chi si dichiara antifascista rivendica autorevolezza e spazio su almeno cinque piani: storiografico, politico, giuridico, antropologico e identitario. Ma per capire questi piani, occorre dare un'occhiata al fascismo che chiamava se stesso tale e che ha dato il proprio nome anche all'antifascismo. Il fascismo reale, insomma. (Continua...) |
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