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lunedì, 03 novembre 2008 L'11 settembre di Beppe Grillo (7) In questa serie di articoli, ci poniamo domande generali sul complottismo, partendo da un micro-episodio, la rissa di Piazza Navona, affiancato a un macro-episodio, l'11 settembre. Molto sinteticamente, quello che ci interessa sapere, riguardo al micro-episodio, è se c'è stato un complotto. Cioè se Blocco Studentesco sia un gruppo di "una ventina di provocatori", come sostiene Beppe Grillo, stipendiati come comparse dal Ministero degli Interni per far fallire una manifestazione studentesca con cui non c'entravano niente. Per rispondere, occorre costruire una teoria falsificabile dei fatti, cosa che i complottisti quasi sempre evitano di fare. Teoria non vuol dire una "verità" da difendere contro ogni evidenza, ma una spiegazione che dia un senso plausibile al massimo numero di fatti. E che si può modificare tranquillamente in corso d'opera. Una teoria su Piazza Navona si può costruire su due basi differenti: la prima, vedendo nei militanti del Blocco Studentesco persone che hanno agito per conto di altri, avendo come interesse quello di venire pagati. Oppure, invece, partendo dall'idea che quelli del Blocco Studentesco avessero cercato di fare il proprio interesse. Prendiamo come base questa seconda ipotesi. E partiamo da un fatto che le teorie complottistiche non prendono in considerazione, ma che mi sembra molto più importante di questioni tipo, "come mai Alberto Palladino ha la faccia serena mentre la polizia lo porta via?" Nel dicembre del 2007, secondo il Corriere della Sera, Blocco Studentesco prese 37.000 voti nelle elezioni della Consulta Provinciale romana degli Studenti, superando la lista di sinistra. "A Roma il Blocco ora ha rappresentanti di istituto al Visconti (storico liceo blasonato storicamente schierato a sinistra), al Vivona, al Farnesina (qui i rappresentanti sono due su quattro, ma la scuola è una roccaforte della destra), al Malpighi. La lista ha preso voti e seggi ai Parioli (quartiere bene della Capitale) al liceo Azzarita come in scuole periferiche quali il Nomentano e il Pacinotti. Per i ragazzi è “un trionfo. Anche ai Castelli romani abbiamo spopolato”.Possiamo immaginare che con la riforma Gelmini, chiunque sostenesse il governo sia dovuto andarsi a nascondere sotto le cattedre, in attesa di diventare grandi e prendersi un assessorato. Ma il Blocco Studentesco, che si è opposto alla riforma, no: intercettando probabilmente l'ampia popolazione studentesca di destra ma rivolgendola contro il governo, ha occupato subito i licei Orazio, Nomentano, Azzarita, Russell, Farnesina e Colombo. Né il Blocco Studentesco è rimasto solo. Persino a Roma, dove non ha mai avuto una presenza stabile, Forza Nuova riesce a occupare delle scuole, in collaborazione con gli studenti di sinistra, come racconta questo video di Repubblica. Il 28 ottobre, il giorno prima degli incidenti, Blocco Studentesco era sotto il Senato (sempre con il camion bianco), assieme agli studenti di sinistra, senza che vi fossero scontri:[1] "In merito riferisce Francesco Polacchi, portavoce del Blocco Studentesco, che ha partecipato all’incontro: “Abbiamo ribadito il nostro no a questa riforma e la volontà di non essere strumentalizzati. Ma abbiamo presentato anche delle proposte, come l’abbassamento dal 8 al 5 per mille da destinare alle scuole di indirizzo religioso, destinando il restante 3 per mille ad un fondo per l’infanzia capace di garantire il tempo pieno. Abbiamo chiesto che anche in futuro venga garantita la natura pubblica di scuole e università, e di creare un sistema misto tra privato e pubblico dove quest’ultimo mantenga il controllo. Sono solo alcune idee che abbiamo sottoposto ai senatori, dimostrando di essere capaci anche a proporre e non solo a criticare.”Durante queste manifestazioni, il Blocco Studentesco è riuscito a evitare manifestazioni tribali, come saluti romani, canzoni nostalgiche o altro. E mi sembra che non si vedano e non si sentano nemmeno nelle immagini degli scontri a Piazza Navona: all'altoparlante, mettono le canzoni di Rino Gaetano e gli studenti che li seguono battono le mani ritmicamente sopra le loro teste. Un autocontrollo notevole in quanto il Blocco Studentesco è un movimento deliberatamente e non solo istintivamente fascista (a differenza di Forza Nuova, ma sarebbe un lungo discorso). Perché è importante tutto questo? Perché non è facile da spiegare con la tesi complottista del piccolo gruppo di mercenari che compare un'unica volta, allo scopo esclusivo di fare una rissa per compiacere il governo. Blocco Studentesco era riuscito a smuovere un numero notevole di giovani, che li votavano, occupavano le scuole assieme a loro e scendevano in piazza con loro. E lo faceva, puntando sull'autocontrollo delle pulsioni tribali per permettere a studenti di destra e di sinistra di sfilare insieme, come si vede in questo video dell'Espresso. Secondo la teoria che presento, questo si spiega meglio se si pensa che il Blocco Studentesco non sia un gruppo di "sgherri", "picchiatori" o "mercenari" per conto terzi, ma agisca per conto proprio. E che agisca - come è normale per un gruppo militante - per farsi bello, forte e mettersi in testa, non solo all'estrema destra, ma al movimento degli studenti romani. Uno scopo che non ha nulla a che vedere con gli interessi di Emilio Fede o di altri. Per quanto riguarda ciò che è successo a Piazza Navona, riprendo, con qualche modifica, quanto è già stato espresso qui in un commento su questo blog dalle Comunità Proletarie Resistenti: "Non si tratta di una "rissa tribale", ma di un'azione militare/militante per punire chi dal mattino si è messo a picchiare i ragazzini ed i compagni per prendere la testa del corteo."In altre parole, a un certo punto, vicino al Senato, il corteo di Blocco Studentesco proveniente da Piazzale Flaminio e con il furgone bianco ha cercato di entrare in Piazza Navona prima dei Cobas, per dimostrare di essere loro la vera guida del movimento. E' probabile che abbiano cercato il sorpasso in maniera molto aggressiva, forse dopo una certa discussione - a sorpresa, proprio in un video del Blocco Studentesco, si vede lo stesso Piero Bernocchi, leader storico dei Cobas, che dialoga con i giovani del Blocco Studentesco (video disponibile fino a poco tempo fa su Youtube e sul sito del Blocco, poi rimosso non so perché). Dallo stesso video, si vede che il Blocco Studentesco ha un bel seguito di giovanissimi studenti; ma anche che i giovani dei Cobas che loro si trovano davanti sono quasi tutti adolescenti dall'aria assai mite. Il mitico Primo Sasso forse non sapremo mai chi l'ha lanciato; ma si ha ben chiara l'impressione che il Blocco Studentesco abbia lanciato il secondo e pure il terzo. Tirando fuori cinghie, menando pugni (ma, mi sembra, senza usare ancora le ormai famose bandiere-bastone) e travolgendo anche ragazzi che c'entravano poco o nulla, i militanti di Blocco Studentesco ce l'hanno fatta, pare: tutti i successi precedenti avevano generato in loro l'illusione di potersi permettere il colpaccio di porsi, primo gruppo di destra nella storia romana, alla testa del "movimento". Blocco Studentesco ha poi improvvisato un comizio sul furgone, nella piazza, in una situazione di generale tranquillità. Ma nel frattempo si era sparsa la voce, magari esagerata ma vera nella sostanza, dell'aggressione fascista, e si è radunato un numeroso gruppo di giovani di sinistra che ha caricato i militanti del Blocco Studentesco.[2] I quali hanno improvvisamente scoperto che a destra, molti consensi non coincidono con molta militanza. Le centinaia, forse anche migliaia di studenti che li avevano seguiti sono scomparsi alla prima carica; e i militanti del Blocco Studentesco hanno dovuto tirare fuori i bastoni (non mi risultano altre armi) che mascheravano - per evidenti motivi legali - come aste di bandiere.[3] La presenza dei giornalisti ha fatto il resto. Con risultati presumo devastanti proprio per il Blocco Studentesco. Che nei media compare come un minuscolo gruppo di provocatori cerebrolesi al soldo di non si sa bene chi, e che alla fine le prendono pure. E senza più possibilità di portare i ragazzi che li seguivano in piazza. Mentre un gruppo abituato a fare campagne scuola per scuola, non ha nulla da guadagnare da un'improvvisa, ma effimera fama televisiva. E'chiaro che i media hanno subito speculato sul fatto, ma questo è un automatismo che non ha bisogno di alcun complotto. Non è facile dire se il governo ci abbia guadagnato, dalla caratterizzazione dei suoi critici come gente rissosa, o se ci abbia rimesso dall'inevitabile coinvolgimento in accuse di torbide trame e di inefficenza. In fondo, Berlusconi ha sempre voluto che l'Italia apparisse come il set del Mulino Bianco. Certamente, le organizzazioni di sinistra hanno guadagnato in un colpo solo il controllo delle piazze e l'espulsione delle destre "antagoniste" (ma non per questo sospetto un "complotto di sinistra").[4] Comunque, anche se è possibile che il bilancio alla fine sia favorevole al governo - come sostiene ad esempio con argomenti non peregrini Upuaut - non credo che sia necessaria alcuna teoria del complotto. [5] E' facile che questa teoria appaia come una sorta di giustificazione del Blocco Studentesco. In un certo senso è vero: quando le accuse sono surreali, richiamare alla realtà significa anche ridimensionare; ma è possibile criticare, e al limite anche combattere, solo ciò che è reale. E' chiaro che la teoria che propongo funziona, se quelli del Blocco Studentesco sono esseri umani e non Provocatori. Cioè se sono persone con propri interessi. Immaginiamo un gruppo di persone che abbia idee discutibili (nel senso che se ne può discutere), che sgomiti per farsi strada con mezzi discutibili, che scenda a compromessi discutibili, ma proprio per questo non cerchi di suicidarsi politicamente. Solo a questo punto, dopo aver litigato con i complottisti dell'11 settembre, i seguaci di Beppe Grillo e i nemici del Blocco Studentesco, posso permettermi di litigare anche con il Blocco Studentesco. Chiaramente, se i militanti del Blocco Studentesco sono degli automi mercenari, la mia teoria non funziona. E' una possibilità anche quella, ovviamente, ma andrebbe sostenuta con una teoria speculare a quella che ho presentato io. E a questo punto ci vuole una foto molto romana, che mostra uno spirito allegro e libero da complottismo e da vittimismo (ricordiamo che il Blocco Studentesco è l'emanazione giovanile di Casa Pound): Nota: [1] Questo indicherebbe che la convivenza fu possibile anche per quelli di sinistra, smentendo la tesi della "intolleranza antifascista" sostenuta dal Blocco Studentesco. [2] Difficile dire quanto fossero preparati. Da una parte, sembra dalle immagini che molti militanti di sinistra che parteciparono alla carica indossassero caschi, senza probabilmente essere arrivati in motorino; eppure furono costretti ad armarsi saccheggiando un bar della piazza. E' un tipico enigma che probabilmente ha una spiegazione banale. Aggiunta: tra i commenti, Khorne offre una spiegazione che sembra plausibile: "Rispetto alla nota [2], sulla preparazione dei militanti di sinistra partecipanti alla carica, credo che non fossero attrezzati per un attacco(infatti hanno dovuto arrangiarsi con sedie e tavolini sul posto), mentre ritengo che fossero preparati "difensivamente" per un'eventuale carica della polizia.In alcune manifestazioni a cui ho partecipato erano parecchi i "veterani" ed i "previdenti", assolutamente pacifici, ma molto affezionati all'integrità della loro scatola cranica." [4] Le aste di bandiera erano arrotolate curiosamente alla maniera della bandiera ungherese. Credo che sia stata un'ingegnosa risposta alla domanda, come imitare la vecchia usanza dei servizi d'ordine della sinistra di marciare con bandiere rosse arrotolate e tenute orizzontalmente, senza far vedere delle semplici bandiere... verdi. Comunque sul sito del Blocco Studentesco, si vedono foto di cortei studenteschi in cui tengono bandiere italiane aperte. [5] Gli argomenti basati sul cui prodest? non sono sempre da respingere, ma richiedono un contesto sensato. Non tutti coloro che ereditano, hanno ucciso i propri genitori. Inoltre, il cui prodest? può variare nel tempo. I complottisti dell'11 settembre hanno un argomento forte, quando segnalano che l'11 settembre permise veramente ai neocon di scatenare la grande guerra imperiale. Ma si potrebbe anche dire - con qualche semplificazione - che l'11 settembre si trasformò a lungo termine in un disastro politico, economico e militare per gli Stati Uniti; anzi, a dare ragione a Limes, nella fine dell'impero americano. Però ciò non costituisce una prova decisiva che ad abbattere le Torri Gemelle sia stata... la Russia. [6] Prossimamente aggiungerò - spero - anche qualche chiarimento sulle manifestazioni in generale e sul comportamento della polizia, due temi di notevole interesse. (Continua...) |
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