|
mercoledì, 14 maggio 2008 Diceva di chiamarsi Maria... (1) Fissiamo bene chi è il Nemico del Popolo. Non si sa dove sia nata, né di chi sia figlia. Diceva di chiamarsi Maria. Ora dice di chiamarsi Angelica. E dice di avere quattordici anni. E' "finita in comunità", ed è pure scappata. Ora si trova in carcere, e non poteva finire diversamente. Sembra che non parli bene l'italiano. L'ultima incarnazione della Rapitrice Zingara è quindi anche l'ultima incarnazione del principale prodotto del nostro mondo: il Rifiuto Umano. Il termine sembra poetico, ma non lo è: il concetto di rifiuto umano è la chiave per capire elementi cruciali del nostro tempo. Rifiuto: ciò che è stato scartato - rifiutato - , separato dall'utile, ciò che va a discarica.
immagine di Bruce Dale Lasciamo perdere per ora la domanda, "ma voleva rubare un bambino o no?": come la penso in linea generale su questa questione, l'ho già scritto più volte. Concentriamoci sul contesto, che riguarda tutti. Una folla di persone semplici ha reagito spontaneamente, circondando un giovane straniero: "Calci e pugni, poi una coltellata a una spalla". Il fatto colpisce, perché non si trattava di un bersaglio legittimo. I media sottolineano infatti che il giovane accoltellato ha una casa e fa l'operaio, soprattutto è "rumeno e non rom". La folla, a caccia di Rapitrici Zingare ha poi lanciato molotov contro diversi campi, mentre le massaie hanno fatto la loro parte, cacciando "due nomadi" che facevano la spesa in un supermercato. E così via. A questo punto, è interessante sapere che lo Stato, in qualche sua forma, è intervenuto:
Un Rifiuto Umano non ha un quartiere, ma un campo; e non ha una casa, ma una baracca. La differenza è cruciale, non solo in termini di comodità. Immaginiamo una situazione di tensione tra autoctoni trevigiani e operai pugliesi immigrati. Fin lì, con la fantasia, ci possiamo arrivare. Ma non possiamo nemmeno immaginare una situazione in cui le autorità pongano rimedio alla tensione, spostando, nel giro di poche ore, tutti i pugliesi in un unico quartiere e lasciando che il quartiere pugliese venga dato alle fiamme. Con la mossa di "sistemare" i Rom - parola non casuale, i rifiuti sono per definizione oggetto dei nostri provvedimenti - siamo passati dal livello indistinto della folla, al livello istituzionale. Infatti, Repubblica oggi inserisce il microcosmo di ciò che è successo a Napoli nel macrocosmo di ciò che succede in Italia e in tutta Europa: nelle stesse pagine, leggiamo che: 1) A Milano, "per l'emergenza zingari", il prefetto (né destra né sinistra, lui è lo Stato) ha ricevuto la nomina a "commissario straordinario per i rom". 2) Il governo di destra dell'Italia richiama un regolamento che vorrebbe escludere automaticamente i Rifiuti Umani: per vivere in Italia, devi avere un reddito minimo. 3) Il ministro degli interni di destra dell'Italia progetta di aumentare il tempo di detenzione nei Centri di Permanenza Temporanea - fantastico ossimoro - fino a 18 mesi. 4) Il governo di sinistra della Spagna fa qualcosa di analogo: aumenta i termini di "internamento dei clandestini" da 40 a 60 giorni. 5) Il presidente di sinistra della provincia di Milano, Filippo Penati, espone il proprio progetto: "zero campi rom: i rom non vanno ripartiti, bisogna semplicemente farli ripartire". E' una battuta chiara, efficace e a modo suo memorabile. Da Wikipedia, apprendiamo che il profeta della pulizia etnica Filippo Luigi Penati è
Questo esponente del Partito Democratico, che governa con una giunta sostenuta anche dalla cosiddetta "sinistra radicale", ha dunque alle spalle un mondo del tutto diverso da quello di oggi: l'operaio di Sesto San Giovanni poteva essere sfruttato, ma non era certo un Rifiuto Umano. E quindi Penati riceve - come è giusto - il plauso dei leghisti e di Alleanza Nazionale. 6) Dal comune di Firenze, da sempre di sinistra, arriva un "regolamento": "non solo lavavetri", i divieti occupano 45 pagine fitte. E' importante tornare al concetto di microcosmo e macrocosmo, perché la responsabilità è ovunque e da nessuna parte. "Si sa come sono i napoletani", qualcuno dirà. Bene, la notte del 10 maggio, è stata lanciata una raffica di molotov contro un campo di Rom polacchi a Novara. Dai fuoco, al buio, a baracche in cui dormono in trenta, e trenta ne puoi ammazzare. Solo che le molotov si sono spente sul terreno acquitrinoso: a volte è bene vivere dentro una palude. E quello che troviamo tra la "gente", lo troviamo anche tra i politici e quindi tra le istituzioni. Non lo troviamo tra tutti i politici, ma lo troviamo tra tutti gli schieramenti. Sono abituato a prendermi ondate di insulti da identitari di sinistra, quando dico che destra e sinistra non significano quasi più nulla. Ma è così nei fatti. Il presidente "rosso" della provincia di Milano e il sindaco "nero" di Roma sicuramente assumeranno posizioni diverse su tante piccole cose. Avranno uno stile diverso e si vestiranno in modo diverso. Ma assumono posizioni identiche di fronte al più grande problema dei nostri tempi: l'Emergenza Rifiuti Umani. Mentre dentro uno stesso schieramento, si possono trovare i malvagi ma anche i giusti. Cinque consiglieri comunali del Partito Democratico hanno redatto un documento che chiede la cacciata dei Rom da Napoli (li manderanno a Milano?). Non so nulla dell'assessore alle politiche sociali di quel comune, Giulio Riccio. Presumo che anche lui sia del Partito Democratico, o da quelle parti. Però commentando il documento dei suoi colleghi, Giulio Riccio ha dichiarato: "Mi vergogno di essere italiano". |
|