|
mercoledì, 31 ottobre 2007 Nei dialoghi di Platone, i partecipanti si trovano sempre in disaccordo; ma cercano insieme la verità, e per questo sono amici nel senso migliore della parola. Questo fatto mi è venuto, riflettendo su un articolo che Barbara di Cloroalclero ha messo da poco sul suo blog, scritto dal suo amico HS. Barbara e io stiamo dalla stessa parte; e lei è stata brutalmente colpita dai miei stessi nemici. Però può pubblicare delle cose con cui non sono d'accordo, senza che per questo si incrini la nostra amicizia. Quello di HS è un lungo testo intitolato, "Alle radici della strategia della tensione". E' una sorta di elenco del telefono, redatto però in uno stile da stream of consciousness. Facendone una parodia (ma nemmeno tanto), possiamo dire che la matrice è questa:
Testi simili sono troppo complessi per essere ricordati nei dettagli: lasciano solo la generica sensazione di qualcosa di molto contorto e losco; e hanno conosciuto un'esplosione ai tempi di Internet, perché diventa facile copiare qualunque cosa, mentre i motori di ricerca permettono di pescare nomi a caso nella melma, da utilizzare poi per dimostrare che Caio era amico di Tizio, che come abbiamo visto, era coinvolto in qualcosa di losco. Data la natura predatoria della specie cui abbiamo la sfortuna di appartenere, i complotti esistono, e possono prendere le forme più inattese. Ad esempio, un testo che abbiamo citato più volte in questi giorni [1] mostra come D'Alema abbia trescato con Bertinotti nel 1998 per far cadere il governo Prodi. Solo che lì le motivazioni erano comprensibili, diverse e coincidenti: D'Alema aveva paura che gli ex-democristiani emarginassero gli ex-comunisti; mentre Bertinotti doveva disfarsi dell'ala dei funzionari legati a Cossutta. Invece, Cloro ci parla del Complotto con la maiuscola, una cosa grandiosa che dura decenni e si insinua dapertutto; ed è questo che io chiamo complottismo. In molti paesi, il complottismo è di destra: ad esempio, negli Stati Uniti, la John Birch Society, usando elenchi del telefono del genere, è riuscita a "dimostrare" che Henry Kissinger era... un agente sovietico. In Italia, il complottismo è per il 90% di sinistra.[2] Il Complotto, a ben scavare, è nato da un fatto: un gruppo di persone, con le migliori intenzioni, ha cercato di capire come mai qualcuno avesse cercato di incastrare il povero Pietro Valpreda con un'accusa falsa e atroce. Il complotto (con la minuscola) di alcuni politici e uomini dei servizi sicuramente c'era, in quel caso, anche se non sapremo mai esattamente in cosa consistesse. Ma i ricercatori sulla "Strage di Stato" hanno avuto diversi committenti. Non nel senso volgare che qualcuno "li ha pagati". No, però c'era qualcuno lì pronto a raccogliere quella ricerca, a sorvolare su tutti i suoi limiti e difetti, e a trasformarla in un mito. I committenti principali sono stati Lotta Continua e il PCI. Adriano Sofri sentiva bussare forte alla porta della storia, e pensava che fossero i golpisti cileni con gli stivaloni. E invece era Lele Mora (o magari Adriano Sofri stesso, nella sua versione successiva). Il PCI aveva altre motivazioni: stava facendo carte false per entrare nel sistema, e veniva intralciato da un'agguerrita estrema sinistra. Ecco perché gli faceva molto comodo poter dire che erano solo "fascisti" e "agenti dei servizi" che "mestavano nel torbido". Ecco la comprensibile (ma oscena) accusa alle "sedicenti" Brigate Rosse e tutto il resto, peraltro una naturale prosecuzione di una cultura che nasce con i processi staliniani. Ma il Complotto prolifera per tanti motivi. Ogni gruppetto estremista, di destra o di sinistra, è convinto di avere in mano la Chiave del Problema Mondo. Ne consegue che ritiene di essere sotto diretta sorveglianza e minaccia da parte di chi non vuole che si trovi tale chiave; e che ogni critica al Capo che ha trovato la Chiave parta direttamente dalle più alte centrali del potere planetario. Ne consegue, quindi, con inappuntabile logica, che il capetto del gruppo rivale, ma anche il critico interno, sia "al soldo dei servizi". Ipotesi che il capo del gruppo rivale immancabilmente ricambia con gli interessi.[3] Dire che il complottismo nasce e prolifera in ambienti di sinistra, non vuol dire che "sia di sinistra", o almeno che sia marxista: proprio Marx invitava, credo, a diffidare dell'interpretazione della storia come costruzione segreta di loschi individui.[4] E' difficile affrontare questi elenchi del telefono. Prima di tutto, perché ne girano ormai a migliaia, e quindi la contestazione dei dati che appaiono in una lista non può avere effetto su tutte le altre. E comunque la gente è affascinata dai complotti, non dai non complotti. Questi elenchi telefonici, poi, raccontano centinaia e centinaia di singoli "fatti". Presi ad uno ad uno, questi fatti possono essere assolutamente veri. Oppure veri, ma non significativi (Tizio aveva sì conosciuto un giovane greco, ma solo perché lavoravano nello stesso posto, e il greco gli stava pure antipatico). I fatti possono essere del tutto falsi. Oppure un fatto vero può essere presentato con un'insinuazione linguistica che criminalizza una realtà innocente. Partiamo, ad esempio, da alcuni fatti veri. Miguel Martinez e Barbara hanno entrambi dei blog. Non solo quei blog hanno scambiato dei link; si sono anche sentiti al telefono alcune volte. Barbara stessa dice che suo padre ha fatto la guerra, dalla parte italiana e quindi dalla parte "fascista". Mio zio è invece stato ufficiale nella marina statunitense, nel Pacifico e poi durante lo sbarco in Normandia. Questi stessi, noiosi fatti si potrebbero raccontare anche in un modo ben più affascinante:
Se denunci chi scrive una cosa del genere, perdi pure la causa. E l'autore potrà dire che i tribunali hanno dimostrato la veridicità delle sue affermazioni. Si fa poi una fatica immensa ad analizzare affermazioni che riguardano spesso fatti oscuri, personaggi sconosciuti e dove non vengono citate le fonti: già questi elenchi del telefono sono illeggibili, figuriamoci come sarebbe una loro critica dettagliata. Al massimo, tra mille fatti se ne possono analizzare tre, salvo un finanziamento milionario che nessuno concederà mai per un simile lavoro. Poniamo che qualcuno, chiamiamolo Sempronio, scopra che i tre fatti su mille che ha potuto analizzare siano tutte e tre bufale complete. Vuol dire che il cento per cento del suo campione è costituito da affermazioni assolutamente false, o almeno completamente fuorvianti. Al lettore però non sembrerà affatto così: lui dirà, "vabbe', tre fatti saranno sbagliati, ma ne restano 997..." E magari aggiungerà, "e chi sa perché Sempronio si è preso la briga di difendere gente che fa parte dell'elenco. Perché vuole negare? anzi, andiamo a vedere questo critico con chi è in contatto, e se per caso non faccia parte anche lui del complotto..." Così nel prossimo elenco del telefono troveremo che "Furio opera in stretto contatto con Sempronio, un negazionista professionista che ha fatto l'apologia di Tizio, un tale che aveva lo zio fascista e..." Io un lavoro concreto di analisi sul complottismo l'ho già fatto a suo tempo, e riguardava un libro di Carlo Palermo. Spesso si pensa che se una persona "sfida i poteri forti", ciò che dice debba essere automaticamente vero. Ora, Carlo Palermo è stato un magistrato indubbiamente coraggioso, ha rischiato di persona, ha sfidato gente antipatica. Probabilmente ci ha anche indovinato, qualche volta. Però è solo la paura di venire denunciato che mi impedisce di dire che accanto a queste qualità, Carlo Palermo ha il piccolo difetto di essere clinicamente pazzo. Sarà il lettore del mio studio a giudicare.[6] Note:
[2] Il neofascismo italiano ha prodotto pochissimo complottismo, che non va confuso con teorie metafisiche sulla decadenza dell'Occidente e simili. Esiste un complottismo cattolico, invece, legato ad antiche fissazioni con la Massoneria e con gli ebrei. Esiste poi un ampio complottismo di destra, che fotocopia semplicemente il materiale del complottismo di sinistra, per dimostrare il Grande Complotto Islamonazicomunista. E proprio in questo complottismo, abbiamo una felice convivenza, spesso anche operativa, tra destri fallaciani e sinistri commissari telematici: pensiamo ad esempio a quel demente che risponde al nome di Fulvio Grimaldi, che è andato a sciorinare i suoi complotti davanti a Magdi Allam; oppure a duri-e-puri Giorgio Riboldi e Mariella Megna che hanno usato il giornalista di destra Aldo Torchiaro per lanciare i loro complottismi. Una convivenza operativa, quindi di identitari di sinistra, non con qualche pittoresco disoccupato collezionista di svastiche, ma con persone che ogni giorno fanno apologia della guerra, della repressione, della caccia ai migranti e dello sfruttamento. [3] Ovviamente i gruppi politici sono tutti "infiltrati" o in qualche modo sorvegliati. Offrono generosamente lavoro a giovani disoccupati, che a loro volta scrivono rapporti inutili, che i loro superiori usano come strumento per farsi dare fondi coperti con cui si costruiscono le ville, finché un loro concorrente interno, per impossessarsi degli stessi fondi, non li smaschera. In compenso, gli "infiltrati" si rendono utili al gruppo, attaccando manifesti, distribuendo volantini, reggendo pesanti striscioni e compiacendo l'io del Capo. Però chi è l'infiltrato? Lo possiamo sapere solo in tre casi: - confessione del diretto interessato (ma ci sono non pochi millantatori) Per il resto si tratta sempre e solo di illazioni e quindi di calunnie. Che guarda caso, colpiscono sempre chi sta antipatico al gruppo; mentre mi sembra evidente che la prima preoccupazione di un infiltrato dovrebbe essere quella di risultare simpatico. [4] Spero domani di pubblicare un bel testo del sociologo rivoluzionario Giulio Salierno sul complottismo. [5] Notate il tipico linguaggio sbirresco di questi elenchi del telefono, dove sedicenti antagonisti usano curiosamente le stesse espressioni grevi e infanganti dei questurini. Ma questi ultimi, almeno, devono giustificare il proprio mestiere facendo capire di essere sulla pista giusta. Gli "antagonisti" fanno gli sbirri gratis, o almeno per il gusto di sentirsi, come amano dire, "cristallini". Più producono il torbido, più si sentono puliti. [6] Dopo aver letto il testo in cui criticavo il complottismo, una giornalista di destra mi ha accusato di aver usato "simboli esoterici" nell'articolo, mentre una buffa coppia di cialtroni di estrema sinistra mi ha accusato di voler difendere una (oggi inesistente) società segreta. |
|