venerdì, 26 ottobre 2007

Tenebre virtuali, vita rossa

Questo è un post simbiotico, nel senso che va letto assieme a un altro, pubblicato sul blog Paniscus.

Nel post su Paniscus, si parla del Festival veltroniano del cinema a Roma, apoteosi dell'omino che si appresta a sostituire Berlusconi come telesalvatore del paese.

Solo che Paniscus ci  regala un quadro nascosto e assolutamente inedito di questo  straordinario miscuglio di virtualismo americaneggiante e di cialtroneria all'amatriciana.

Il festival è però inseparabili da altri due eventi, anch'essi in qualche modo virtuali.

Cioè, la contestazione da parte di un tale che ha buttato del colorante rosso nella Fontana di Trevi.

E poi, evento a sé, la reazione mediatica alla contestazione.

Su questi ultimi due temi vi voglio presentare un commento di Helena Velena, non disponibile in rete (proviene dalla sua mailing list privata).

Helena Velena è teorica del transgender e il contrario esatto di quell'obbediente funzionario bertinottiano che si fa chiamare Vladimir Luxuria.

Helena ha una bella mente, ricca di riflessioni originali su innumerevoli temi.

Spesso ci troviamo d'accordo, altre volte no: per destino e/o scelta di vita, Helena è molto più interessata di me a tutto ciò che è sperimentazione, sotto ogni punto di vista.

Entrambi cogliamo l'orrore del Grande Flusso, ma in quel flusso lei percepisce più possibilità di trasformazione alchemica di quanta ne veda io; e infatti per lei la "vera lotta" è qui e non, come dice, in Palestina o nel Chiapas.

Inoltre, la sua esperienza di vita la costringe quasi a percepire, molto più a pelle di me, la profonda violenza implicita nella pur straordinaria monumentalità di duemila di cristianesimo. Ma condivido in pieno il suo disprezzo per la visione "patrimoniale", cartolinistica, sentimentale di quella monumentalità.

Giusto per dirvi che non condivido in tutto il suo approccio; ma questi, giustamente, sono fatti miei. Leggiamo piuttosto quello che dice lei.

Miguel Martinez

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Ieri ho letto circa una settantina tra quotidiani, portali informazioni e blogs di news, e praticamente in tutti meno due, si parla di VANDALO e VANDALISMO a proposito dell'azione situazionista o futurista che dirsi voglia della Fontana di Trevi.

Non meravigli però questo consenso di massa, perché non fa altro che dimostrare come non ci sia neppure ormai bisogno della censura, dato che lo scarso professionalismo e la, direbbero i nostri nonni, quelli che la lotta antifascista l'hanno fatta davvero, "poca voglia di lavorare", cioe' il menefreghismo qualunquista e apolitico (aanche se si milita in un partito), ottiene il medesimo effetto.

Da molti anni ormai i giornalisti non vanno più sul luogo "del delitto", e i pezzi si fanno nel box in ufficio, davanti al computer, leggendo prima i comunicati stampa.

Quindi se l'Ansa titola "vandalo", vandalo è per tutti, perché tutti i giornali, di destra, sinistra, centro, quant'altro, non pubblicano un pezzo loro, bensì un infiocchettamento, e spesso neppure troppo, del comunicato originale ricevuto dalle, o peggio DALLA agenzia di stampa.

E' così che si crea il Pensiero Unico. Col pressappochismo e la faciloneria, proprie tra l'altro sia della storia del comunismo italiano che del fascismo, e non a causa di occulte strategie, siano gli Innominati, La Massoneria o il Grande Puffo, quello rosso e blu.


Quindi, VANDALO.

E ancora una volta non stupisce nemmeno l'unanimità delle condanne: ancora una volta tutti i partiti uniti contro il "terrorismo" a deprecare la "violenza", e "la vile aggressione" a uno dei "monumenti piu' importanti d'Italia".

E allora stiano contenti, perché gli è andata pure bene, dato che i Futuristi originali di FTM (che non è una femmina diventata uomo, purtroppo), volevano distruggere Venezia e il chiaro di luna, i musei e i monumenti, appunto.

Quindi la tattica del consenso a tutti i costi, e del moderatismo sopra ogni altra cosa impone a questi figuri, rappresentanti di nulla se non di loro stessi, di deprecare un gesto che invece è assolutamente condivisibile, e che di fatto davvero porta una nota di necessario colore in una città ingrigita dalla piaggeria, dalla sudditanza, dall'obbedienza, dallo stravaccamento, dalla coca, dalla noia della propria stessa vita, e sotto sotto da un processo di imborghesimento irreversibile, proprio ora che la reale borghesia sta morendo, anche quando si sta irrimediabilmente cominciando a far parte di fatto del neoproletariato, precario, sbandato, sonnolento, disintegrato e assolutamente ingrigito.

Quindi neppure ci dobbiamo meravigliare del fatto che NESSUNO abbia pubblicato integralmente il testo del volantino di rivendicazione. Ancora una volta l'asservimento piaggiesco ed edipizzato dei bravi giornalisti obbidienti, timorati dal Dio Direttore o di una circolare dal rappresentante sulla terra di quel dio che non esiste, li fa rispettare la Prima Direttiva del Grande Censore Mediatico mister McLuhan, che appunto diceva: "mai pubblicare le rivendicazioni di terroristi, gli si farebbe da cassa di risonanza, e quindi si farebbe il loro gioco".

E per fortuna che mi sono letta questa settantina di articoli pressoché uguali... Nell'infiorettatura ho quindi ricostruito un pezzetto di quel comunicato, Doh! e' completamente condivisibile!!!!

«Inizia così per noi futuristi un nuovo millennio, una nuova adesione alle evolute tecniche e ai nuovi mezzi espressivi, interpretando un rinnovamento totale.»

«Oggi nasce con noi una nuova concezione violenta della vita e della storia, che esalta la battaglia a scapito della pace e disprezza voi leccaculodiartificiosipoteri, schiavi del mercato globale».

 e si afferma l'intento di essere all'avanguardia e scontrarsi «contro tutto e contro tutti con spirito di lotta e sana violenza» ma soprattutto di fare «di questa società grigioborghese e mercatocentrica un trionfo di colore».

«Voi solo un tappeto rosso, noi una città intera color rosso vermiglio. Quattro cortigiane, una vecchia gallinaccia e un puffo questo è il Cinema di Roma. 15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi, e la chiamano festa

«Dare forza alla lotta contro gli scialacquamenti del regime, il precariato, l'usura, il mercimonio della bellezza, la falsità della legge, la provvisorietà della vita dei lavoratori, l'incertezza del domani e per la libertà dei popoli».

Sull'altro lato lo slogan «Una macchia di colore vi tumulerà». Ed ancora un cenno al precariato: «Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori, stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore

firmato
«FTM Azione Futurista 2007 contro WALTER MAGNO PRIMO»


Certo, linguaggio un po' rabberciato, frammenti di futurismo storico che si fondono con gli  elementi tematici dell'estrema destra sociale che si impossessa delle tematiche e degli amibiti di lotta della sinistra...

pero', CAZZO, e' ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILE!!!!

E lo slancio, l'azione, il colorare di rosso la città, di ROSSO!!!!

Sionceramente, siamo in tantissim*,  sia di sinistra estrema, destra estrema, di area anarchica, artist* poet*, incazzat*, perfino gente comune che dichiara "avrei voluto farlo io"...

E dobbiamo farlo, dobbiamo assolutamente farlo!!!!

Sia perché la vita di tutt* sta veramente precipitando in un grigiore edipizzato di obbedienza & passività, soprattutto nel confronti del valium non tanto prodiano, ma del PD tutto e anche nella progressiva accettazione di ogni abuso, ogni violenza, ogni negazione di diritti, dai Pacs, ai tentativi di sgomberi degli spazi occupati e dei locali transgender e di liberalizzazione della sessualità e di lotta al cattocomunismo sessuofobico, fino alla morte stessa della nostra coscienza in cambio neanche si sa piu' di cosa...

quindi MASSIMA SOLIDARIETA' A AZIONE FUTURISTA 2007, e che Roma si riempia di colore, di azioni, di volonta' di vivere e di affermazione di esistere!!!!

Pero' alcune osservazioni sono comunque necessarie.


1) Graziano Cecchini si professa innocente, e sostiene di essere vittima di una somiglianza.

Noi sappiamo che Graziano Cecchini e' l'autore di questa grande e completamente condivisibile azione.

Ma sappiamo anche e dichiariamo che Graziano Cecchini fa benissimo a dichiararsi innocente. Non si vede perché debba essere condannato per un atto assolutamente innocuo ma di grande valore politico e simbolico, e condannato quindi per aver incrinato la perfezione granitica del consenso  di massa a Uolter Veltroni.

GRAZIANO CECCHINI E' INNOCENTE DEL SUO ESSERE COLPEVOLE di una grande azione di contestazione all'ordine costituito, buonista e passivista.

2) Graziano Cecchini  è un militante di estrema destra, e se anche i suoi ne prendono le distanze, è di fatto un fascista.

Il che significa che noi, Helena Velena, l' "esistenza (VA)" e quant'altro, stiamo dando solidarietà e sostegno artistico e culturale ad un fascista. Ad un singolo fascista però e non "ai fascisti".

Questa spaventosa contraddizione dovrebbe far riflettere molto: i fascisti, o comunque una frangia della destra estrema, non solo si è recentemente impossessata del linguaggio della sinistra estrema e anarco  libertaria, ma lo ha sempre fatto.

I fascisti si impossessarono delle camicie nere, si impossessarono della bandiera nera, si impossessarono del teschio con le tibie, si impossessarono del grido "a noi", si impossessarono del grido "boia chi molla",  si impossessarono  perfino del simbolo del fascio, si impossessarono dell'immaginario degli arditi, soprattutto degli Arditi del Popolo.

Nessuna di queste cose era originariamente di destra, nessuna di queste cose era originariamente legata ad un pensiero assolutista, reazionario e violento verso il popolo, il proletariato, i non garantiti.

Il fascismo si è impossessato, e continua a farlo, del futurismo, che pur con le sue molte contraddizioni, di fatto non ha mai espresso una poetica e una politica condivisibile dal fascismo.

ora ci troviamo a sostenere l'azione di un fascista, Graziano Cecchini... Bene, anzi male. Non ce ne vergognamo.

Ci vergognamo invece che l'area antagonista di sinistra non sia più capace di agire, di lottare su temi concreti e che ci riguardano, invece che occuparsi della Palestina o del Chiapas. Ci vergognamo che non sia più capace di reimpossessarsi di tutto quello che il fascista ci ha portato e sta continuando a portare via. Ci vergognamo del fatto che il nuovo fascismo cosiddetto "sociale" riesca a trovare tanti consensi nelle areee disagiate e degradate, anche dalla politica Spettacolo per moderati e moderatamente borghesi di Uolter Veltroni.

Per questo non ci vergognamo, per una volta, di dare solidarietà ad un futurista, ad un fascista.

Che questa provocazione ci faccia riflettere.

Vorremmo che AZIONE FUTURISTA o quant'altro nascesse dall'area di sinistra, non da quella fascista. Ma se così non è, che questa provocazione, e quel ROSSO, si badi bene, ROSSO, colori tanta gente, tanti compagni, tante energie umane completamente ingrigite ad appassite nell'abulia delle canne e dello svaccamento.

Helena Velena







Just Foreign Policy Iraqi Death Estimator


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