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sabato, 03 marzo 2007 Forse vi avranno incuriosito, nella colonna a destra, un tag intitolato "Chianciano", che raccoglie un gran numero di post, nonché un banner, dell'ottimo Mauro Biani, che è stato esposto da diversi blog e che riporta sempre a quel tag.
Il riferimento è a un convegno che gli amici del Comitato Iraq Libero stanno cercando di organizzare dall'estate del 2005, nella cittadina di Chianciano. L'idea iniziale era di far parlare, per la prima volta in Europa, alcuni esponenti della Resistenza irachena. La cosa è importante, perché, come sa anche la casalinga di Voghera, laggiù c'è un conflitto. E la casalinga di Voghera, o il traduttore di Firenze, sa anche che la democrazia si basa sull'idea che in un conflitto si ascoltano tutte e due le parti, per decidere poi chi ha ragione e chi ha torto. Per dire, non sarebbe democratico se i giornali riportassero solo i pareri di Berlusconi, di Fini e di Casini, mentre venisse vietato a Prodi, Diliberto o Rutelli di aprire bocca. Noi siamo talmente coinvolti nei conflitti in Medio Oriente, che stiamo per regalare agli Stati Uniti la base, a Vicenza, da cui tutti quei conflitti saranno coordinati. Quindi, l'idea era di sentire anche l'altra campana. Il termine "Resistenza" va precisato: per forza di cose, gli invitati sono persone che vivono legalmente o in Iraq, o nei paesi vicini; che possono uscire legalmente da quei paesi; e che possono poi entrare legalmente in Italia. Nemmeno volendo, si potrebbero quindi invitare dei combattenti in Italia. Al massimo, esponenti rappresentativi di quel 61% di iracheni che approva la resistenza armata. In più, la faccenda è interessante, perché le guerre statunitensi sono al centro della storia mondiale da almeno cinque anni. Anzi, a essere precisi, da 200 e passa anni, gli Stati Uniti hanno condotto in media quasi una guerra all'anno fuori dai propri confini, ma quello è un altro discorso. Di tutte le manifestazioni con bandiere arcobalene, il complesso militare industriale (questo termine sovversivo è stato coniato dal presidente repubblicano Eisenhower) si è fatto un baffo. Invece, di fronte alle bombe improvvisate dei partigiani iracheni, si è fermata l'intera macchina imperiale. E solo allora i media e i politici hanno cominciato a mettere in dubbio l'opportunità di tante altre guerre. Quindi la resistenza irachena, pur nella sua inestricabile complessità, ha segnato anche la nostra storia. Nell'estate del 2005, ben quarantaquattro membri della Camera dei Deputati degli Stati Uniti, con in testa Sue Kelly, presidente della commissione parlamentare su "esercito, terrorismo, minacce e capacità non convenzionali", avevano mandato una specie di ultimatum all'ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento, ordinandogli di vietare il convegno di Chianciano. In aperta contraddizione con il nome del loro partito, i politici di Forza Italia si sono mossi in blocco a sostegno di questa violazione della sovranità nazionale; il ministro degli esteri, Gianfranco Fini ha posto il suo veto sui visti ai partecipanti, e il convegno è saltato. Adesso, sembra che il convegno si possa fare: come a Vicenza, il centrosinistra preferisce sfuggire allo scontro frontale, tanto, cosa volete che sia un convegno? La situazione in Iraq si è però molto complicata dal 2005, con la guerra civile tra sciiti e sunniti; e dopo la guerra simultanea che Israele ha condotto la scorsa estate contro i palestinesi e contro i libanesi, e l'intervento italiano in Libano, si è deciso di estendere il convegno in modo da dare voce anche alle resistenze in Palestina e in Libano. La conferenza, quindi, oggi si intitola Conferenza Internazionale CON LA RESISTENZA, PER UNA PACE GIUSTA IN MEDIO ORIENTE e si svolgerà a Chianciano Terme (SI) nel Salone delle Terme di Sant'Elena, sabato 24 e domenica 25 marzo 2007. Nel prossimo post, il programma e le modalità per iscriversi. |
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