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lunedì, 23 novembre 2009 Pierfrancesco Prosperi, Gianfranco De Turris e l'immaginario islamofobo Gli immaginari sono la cosa più solida con cui ci identifichiamo: finché il cielo non ci cadrà in testa, saremo cattolici, oppure di sinistra, oppure camerati... Toglietemi tutto, ma la mia bandiera no (l'eco pubblicitaria è voluta).
Però succede una cosa strana. Gli immaginari vivono strettamente a contatto con il dominio, il potere e la politica. E per questo, in un'epoca di vorticosa comunicazione come la nostra, si mescolano in maniere straordinarie, mutando incessantemente di significato. E' di questi giorni la notizia che i gestori dei locali da ballo della Val d'Aosta hanno deciso di imporre il crocifisso nei locali di spaccio di ecstasy e di smercio di superalcolici su cui si arricchiscono. Il senso del nostro blog sta proprio qui: seguire questo rimescolamento incessante. Prendiamo la strada che ha fatto un romanzo, La Casa dell'Islam, di Pierfrancesco Prosperi, per arrivare alla mia attenzione. Su una bella mailing list molto laica, che associa tematiche libertarie, transgender e anarchiche, un signore molto, molto anticlericale e ateo posta il testo copincollato di un'esaltata recensione di questo libro. Non vuol dire molto: anch'io rivendico il diritto di copincollare ciò che voglio e di condividere una buona idea, qualunque ne sia la provenienza. Ma questo signore è un anticlericale a campo singolo. Ogni suo post è una variazione sullo stesso tema: abbasso i preti, abbasso le religioni. E infatti lui condivide un elemento del testo, che è la sua evidente islamofobia. Il testo in questione lo ha preso di peso dal blog Liberali per Israele. Liberali per Israele è un sito Guns 'n Moses, per citare le parole che appaiono sulle magliette di alcuni sionisti: Israele, avamposto dell'Occidente contro la barbarie dalla pelle scura. E quindi anche Liberali per Israele si eccita per l'islamofobia del libro di Pierfrancesco Prosperi. ![]() Abbiamo spogliato il testo di due passaggi, e adesso ci appare nella sua nudità: Liberali per Israele ha copincollato un articolo pubblicato sul Giornale, il quotidiano che riesce a mettere insieme la testa di Vittorio Feltri e i soldi di Paolo Berlusconi. I quali notoriamente accettano qualunque cosa sia islamofoba, perché l'Islam è una forma di comunismo. L'articolo si intitola "La vita nell’Italia governata dall’islam". L'autore è Gianfranco De Turris, raccomandato di ferro delle Destre governanti, presidente della Fondazione Julius Evola e autore (tra l'altro) di Elogio e difesa di Julius Evola, pubblicato dalle Edizioni Mediterranee. Qui, senza demonizzare nessuno, scopriamo un altro mondo, fatto di Occidenti immaginari nel caso di Evola, e di astrologhi, maghi e sensitivi nel caso delle Edizioni Mediterranee, da sempre fulcro del neospiritualismo in Italia. Mettiamo da parte l'infantile strillo, "aiuto, i fascisti!": più seriamente, le Edizioni Mediterranee, di cui Gianfranco De Turris è "consulente editoriale", ha fatto più di chiunque altro per sdoganare, nell'Italia cattolica, forme "alternative" di religione, visioni atlantidee e spiritiste del tutto inconciliabili con la fede cristiana. Nel caso di De Turris, possiamo immaginare che l'islamofobia abbia quindi un altro senso ancora: una lettura aggiornata di quella (ribaltante) che Julius Evola fece del Mutterrecht di Johann Jakob Bachofen, con la divisione dell'umanità in eroi/guerrieri/nordici/solari e femmine/sacerdoti/mediterranei/lunari. L'articolo di De Turris è semplicemente la recensione di un libro, La Casa dell'Islam, appunto, di un certo Pierfrancesco Prosperi. Il signor Pierfrancesco Prosperi, di mestiere architetto, si dedica nel tempo libero a scrivere. Ad esempio, è l'autore di Zio Paperone contro Mister "A", Zio Paperone e il segreto degli abissi, Paperino e la sindrome pubblicitaria, Zio Paperone e le leggi della robotica e di Topolino e i templi di Babu Simbel, nonché di molti altri racconti paperopolesi. Saperlo è importante, perché ci permette di cogliere per un istante qualcosa della cultura che ispira chi forma l'infanzia italiana, e non solo. Paperino è politico quanto le opere complete di Stalin. ![]() Tra l'altro, l'ideologia di Paperino è inscindibile dal culto dei "misteri", il cascame dei saccheggiatori coloniali che costituisce una parte così importante della New Age e del neospiritualismo in generale. Infatti, per Martin Mystère, Pierfrancesco Prosperi ha scritto varie trame, tra cui quelle de Le piste di Nazca e Nella terra dei Dogon; e Prosperi è autore anche di Tiramolla e la città perduta dei Maya. Qui mi dovrei fermare, perché non ho letto La Casa dell'Islam e francamente ho libri più interessanti da comprare, in questi giorni. Però do per buona la recensione che ne fa Gianfranco De Turris. Che dice che con questo romanzo, «gli scrittori di fantascienza anticipano i politologi»; in altre parole, descrivono il futuro reale. Ora, Pierfrancesco Prosperi avrebbe "anticipato i politologi" con due romanzi, La moschea di San Marco e il seguito, La Casa dell’Islam. L'ignoranza non è certo una colpa, basta che gli asini non si mettano in cattedra. Prosperi invece costruisce due romanzi riguardanti l'islamizzazione dell'Italia su una cultura in tema di Medio Oriente (e dei Templi di Babu Simbel) che emerge in tutto il suo splendore in un'intervista in rete: "non so bene come funzioni l’economia nei paesi musulmani ma credo che sia regolata dalle leggi coraniche".Mi auguro che come premio lo facciano entrare gratis al Roberto Cavalli Club di Dubai. ![]() Vita sotto la shari'ah: il Roberto Cavalli Club di Dubai Nei romanzi di Pierfrancesco Prosperi, nel 2015, il partito islamico vince le elezioni in Italia. Lo so, state pensando al fatto che in Italia i musulmani con il diritto di voto saranno qualche decina di migliaia, gli immigrati sono sorvegliati a vista e vengono cacciati o arrestati per il minimo sospetto, gli egiziani non sopportano gli algerini, sunniti e sciiti si insultano pure tra i commenti del mio blog, se la casalinga di Voghera sente uno che tossisce, pensa che sta parlando in arabo e chiama la polizia... Vabbene, gli islamici vincono le elezioni, capita.
Spiega il presidente della Fondazione Evola: "Lo rende possibile quel che ben si potrebbe definire il tradimento dei chierici nel senso più ampio del termine: sia ecclesiastici, sia intellettuali. Infatti, quel che spiana man mano la strada all’affermazione di un Islam radicale italiano è il «buonismo» esasperato, è l’ossessione del «politicamente corretto» spinto sino al suicidio culturale. Non per nulla le desolate parole conclusive de La moschea di San Marco son proprio queste: perché è stato possibile tutto ciò? Forse perché siamo troppo buoni?"Intanto, nella storia italiana, le uniche operazioni buone in politica estera gli ecclesiastici le hanno fatto "tradendo", cioè sostenendo l'Etiopia invasa da Crispi e opponendosi alla Prima guerra mondiale. Casomai, hanno tradito troppo poco, ma torniamo alla frase, "siamo troppo buoni". "Siamo troppo buoni" significa tante cose. Intanto, implica un improbabile "noi" composto da berlusconiani, anarchici, cattolici, bestemmiatori e turisti sessuali, tifosi dell'Inter e del Milan... Poi l'idea che siamo "buoni", anzi "meglio" degli altri, è la giustificazione dell'intera storia coloniale. Ma quando dico, "siamo troppo buoni", vuol dire che dall'altra parte, a ricevere la nostra troppa bontà, c'è qualche categoria di subumani. Quelli troppo buoni non mettono le trappole per topi in cantina, e non si lamentino quando gli si mangiano tutto il formaggio.
"È la Chiesa cattolica che con il suo ultimo Papa, proprio nel senso delle profezie di Malachia (Benedetto XVI è il penultimo della serie), e che si chiama - appunto - Pietro Romani, abdica al proprio ruolo nel nome dell’ecumenismo planetario ammettendo la supremazia dell’Islam; e sono certi politici e intellettuali «impegnati» che non trovano nulla di strano a cedere a ogni richiesta dei musulmani italici in nome di astrazioni illuministe."Qui c'è un affascinante luogo comune che riemerge. Siamo tutti cattolici, mica perché crediamo in Dio, ma perché, boh... solo che la Chiesa tradisce i cattolici, a causa della sua infame natura femminea, se solo avesse vari attributi maschili (Oriana Fallaci sì che ce li aveva). Accanto a questo, c'è la folle importanza che la polemica di Destra da sempre assegna agli intellettuali. I quali sarebbero sempre "astratti" e al servizio del nemico. Curiosamente, la storia della resa del Vaticano ricalca la trama di un altro romanzo, Il mistero del candelabro di André Soussan, che però ne trae una morale opposta. Ma visto che in questo periodo ci stiamo occupando di profezie, è interessante il riferimento alle profezie di Malachia, 112 enigmatiche frasi in latino attribuite al vescovo irlandese Malachia (dodicesimo secolo), in realtà "scoperte" nel 1595 da uno storico benedettino. Fino al 1590, le profezie guarda caso sono assai precise, mentre dopo diventano del tutto incomprensibili; comunque, terminano proprio con un "Petrus Romanus", cui seguirà "la fine": "& Judex tremêdus judicabit populum suum. Finis."Che è quanto auspichiamo ai lettori del libro di Pierfrancesco Prosperi, agli amici di Gianfranco De Turris, ai Liberali per Israele, a Roberto Cavalli e ai gestori di discoteche della Val d'Aosta. giovedì, 19 novembre 2009 Rignano Flaminio, satanisti, magistrati e mamme Su questo blog, ci siamo occupati del tremendo caso di Rignano Flaminio, quando un gruppo di maestre e bidelle di una scuola materna, assieme a un benzinaio, furono improvvisamente arrestate con l'accusa di aver organizzato orge sado-sataniche, usando come vittime i bambini affidati loro (il benzinaio venne coinvolto solo perché si parlava di un "uomo nero" e lui aveva la pelle scura).
Se la vicenda, con la demenziale canea mediatica che l'ha accompagnata all'inizio (per poi placarsi, senza chiedere scusa), ha colpito anche voi, potete leggere gli ultimi aggiornamenti del caso, piuttosto preoccupanti, su Paniscus. Economia politica delle Profezie Maya Quando si parla di temi come le presunte profezie Maya sul 2012, i critici li incasellano sotto la voce Buffonate, i simpatizzanti sotto la voce Misteri. In entrambi i casi, si tratta di qualcosa che sembra irrilevante.
Per questo, facciamo una piccola lezione sul rapporto tra immaginario, dominio e potere economico. Ricapitoliamo per sommi capi la vicenda. Un artista statunitense, José Argüelles, inventa la Profezia del 2012, fondendo insieme l'antico filone del millenarismo statunitense, l'ufologia (un misto tra visioni statunitensi e pararcheologia dello svizzero Von Däniken) e la New Age, a sua volta un incrocio tra la vecchia corrente spiritista e teosofica e il modernissimo culto del Sé. Questa profezia, che poteva andare indifferentemente ai tibetani, agli eschimesi o ai celti, viene assegnata ai Maya. Imparando rapidamente la lezione, alcune guide turistiche Maya riescono a comprarsi la macchina nuova, e qualche messicano particolarmente sveglio che si è formato nella cultura spiritistico-teosofica (d'importazione, anche se ibridata nelle Americhe) riesce a farsi invitare di qua e di là per fare rituali sciamano-ufologici. Invece, il signor Roland Emmerich, tedesco ma pienamente immerso nella mentalità statunitense, ci fa il film 2012. Che in un solo fine settimana, e solo in Italia, porta al cinema 760.000 spettatori [1] e incassa cinque milioni di euro. L'incasso mondiale dello stesso fine settimana è addirittura di 225 milioni di dollari (150 milioni di euro). Un calcolo approssimativo: ripetendo su scala planetaria, certo arbitrariamente, lo stesso rapporto tra incasso e spettatori che caratterizza l'Italia (€ 6,50 a testa), avremmo oltre 20 milioni di spettatori. I soldi ovviamente non vanno tutti in tasca al signor Emmerich: pagate le catene che gestiscono le sale, la maggior parte andrà alla Sony Corporation, i produttori del film. Ai Maya rimane un fastidioso fischio nelle orecchie. Nota: [1] Che comunque sono di meno degli spettatori di Voyager, la trasmissione-fuffa di Roberto Giacobbo: "Nel 2012 la fine del mondo? Ne ha parlato Voyager su Rai Due, il programma condotto da Roberto Giacobbo che ha totalizzato una media di 3.372.000 telespettatori, share 14,07%." A questo proposito, segnalo sul blog Malvestite una dissezione eccezionale del libro di Roberto Giacobbo sul 2012, con tanto di immagini dei brani del libro copiati di peso da Wikipedia. Tra l'altro, l'autrice della recensione ha perfettamente ragione quando dice che, secondo Argüelles, i Maya galattici torneranno nel 2012 "per farci registrare tutti quanti a una specie di Facebook interplanetario". Ascoltare (gratuitamente) le conferenze di Argüelles su Youtube per avere la conferma (solo che lui invece di Facebook dice "noosfera", copiando - proprio come Antonio Meneghetti - di qua e di là). martedì, 17 novembre 2009 Quetzalcoatl, iniziazioni a Teotihuacan e imprenditori in mini-car L'insostenibile leggerezza dell'immaginario occidentale sull'umanità...
Quetzalcoatl è un'affascinante figura mitologica del mondo mesoamericano, che conosciamo - è bene ricordarlo - solo attraverso il filtro dei missionari cristiani e l'ambiguità dei reperti archeologici. A Città del Messico, nel 1945, un imprenditore statunitense, Arthur Elian, massone di trentatreesimo grado, fondò l'Ordine di Quetzalcoatl. Imprenditori e professionisti statunitensi, vestiti con un mantello bianco, sandali da indio e un cappello conico nero in testa, vengono iniziati con un fantasioso rituale para-azteco, tra il battere dei tamburi sacri e guardie armate di "mazze azteche", nel teocalli o tempio dell'Ordine. Prima di bere il sacro pulque, giurano, tra l'altro: "Studierò la Storia e ogni altro tema riguardante gli antichi abitanti e le tribù di questo continente. Farò ogni sforzo per visitare il Tempio di Quetzalcoatl a Teotihuacan, per ricevervi la Consacrazione come Maestro Artigiano dell'Ordine di Quetzalcoatl, e obbedirò fedelmente a tutte le leggi e i decreti del mio Teocalli e a quelli del Supremo Teocalli. Lo giuro sulla mia parola d'onore. Che Dio mi aiuti!"Che potremmo leggere proprio come l'impegno ad approfondire e diffondere lo sguardo occidentale sul Messico. La consacrazione come Maestro dell'Ordine di Quetzalcoatl avviene successivamente, in un rituale alle piramidi messicane, o a Teotihuacan o a Chichen Itza, se la folla di adepti New Age lo permette. ![]() La biografia di un paese: Paul Tatham, reduce del Vietnam, vende proprietà immobiliari in 13 stati degli Stati Uniti e in quattro paesi in giro per il modo; è membro dell'Ordine dei Gorilla e Maestro dell'Ordine di Quetzalcoatl, ex-comandante dell'American Legion, ex-Regnante Esaltato di una Loggia di Alci
Per essere ammessi nell'Ordine di Quetzalcoatl, occorre essere già massone; e fino al 2000, massone appartenente all'Ancient Arabic Order of the Nobles of the Mystic Shrine, un'organizzazione fondata nel 1870 e che vanta 350.000 membri. Gli Shriner - così si chiamano gli appartenenti a questo "antico ordine arabo" - sono una realtà inconcepibile da noi. Milioni di statunitensi appartengono a qualche confraternita iniziatica.[1] Già all'università, innumerevoli studenti aderiscono a qualche collegiate secret society, riservata a soli maschi (oppure sole femmine), in cui si viene cooptati tramite rituali pittoreschi e teoricamente segreti. Confraternite che forniscono insieme un senso di appartenenza e forme di mutuo soccorso. Tutti questi ordini hanno anche un elemento notevole di teatralità che si avvicina al grottesco: il vecchio Ku Klux Klan era in fondo un'organizzazione molto più normale di quello che potremmo pensare. Alcune associazioni iniziatiche - come la Benevolent and Protective Order of Elks - arrivano anche ad avere un milione di membri. Spesso, tali associazioni generano ulteriori gruppi interni: è il caso della Massoneria, che ha prodotto diversi cerchi iniziatici al proprio interno, come appunto gli Shriner. L'associazione degli Shriner, decisamente borghese e bianca, avrebbe portato indirettamente alla nascita del movimento nero negli Stati Uniti. Infatti, nel 1893, si svolse a Chicago la Fiera Mondiale, che aveva portato negli Stati Uniti un'eccitante ventata di esotismo: l'attrazione principale era una "Città del Cairo", con moschee, suq e abiti egiziani: appena un mese dopo, un gruppo di massoni neri, rivendicando una patente concessa loro dagli Shriner, avrebbero fondato l'Ancient Egyptian Arabic Order of the Nobles of the Mystic Shrine of North and South America, nel cui seno sarebbe sorto l'Islam nero statunitense e l'afrocentrismo, che rivendicava proprio l'Egitto come civiltà nera.[2] Il nome "arabo" nel titolo dell'Ordine degli Shriner non è casuale. Gli Shriner, un solido blocco di professionisti e imprenditori bianchi e protestanti di mezza età, in genere residenti nel Sud degli Stati Uniti, si riuniscono per fare gli arabi, sotto la direzione di un "Potentato Imperiale" che indossa un fez e dal Divano Imperiale dirige 191 templi (in passato si chiamavano "moschee") con nomi come Ramsete, Wahabia, Iside e Mecca. Ormai alcuni decenni fa, fu pubblicato il rituale degli Shriner [3] da cui, con grande gioia dei complottisti, emerge che gli Shriner giurano (o giuravano allora) su un curioso miscuglio di Islam e teologia biblica: "Io così giuro, su questa Bibbia, e sulla misteriosa leggenda del Corano, e la sua dedica alla fede Maomettana, prometto e giuro e mi impegno sulla fede e sull'onore di un uomo retto".Né mancherebbero gli aspetti goliardici, caratteristici di gruppi rigorosamente separati per sesso: "Questo è il luogo in cui i nostri fratelli si fermeranno a spruzzare un po' di urina sul Passo del Diavolo. Contribuirete con alcune gocce di urina per commemorare il tempo e il luogo in ci tutti coloro che passano qui rinunciano agli inganni e ai mali del mondo per adorare al Santuario dell'Islam. Bastano poche gocce".In realtà, gli Shriner godono di notevole e meritata ammirazione pubblica, avendo messo in piedi ben 22 ospedali, aperti a tutti e gratuiti: nel vuoto della sanità pubblica, la "filantropia" - versione appena laicizzata della carità cattolica - offre l'unica speranza per moltissimi cittadini degli Stati Uniti. Come confraternita filantropica, gli Shriner sono presenti a tutte le innumerevoli sfilate che caratterizzano la vita statunitense. E si presentano in maniera inconfondibile. Cravatte al vento, fez (con spada islamoidale) in testa, sfilano infatti su mini macchine e mini camion, prodotti da un'apposita azienda, la Shriner Mini-Cars. ![]() Note: [1] Diamo a questo termine il suo semplice valore antropologico, senza alcuna valenza esoterica. [2] Michael Angelo Gomez, Black crescent: the experience and legacy of African Muslims in the Americas, Cambridge University Press, New York 2005, pp. 245 ss. [3] The Mystic Shrine an Illustrated Ritual of the Ancient Arabic Order Nobles of the Mystic Shrine, Ezra A. Cook Publications, Inc., Chicago. La data del testo originale è 1957, mentre i siti complottisti che ne citano estratti parlano di un'edizione del 1975: errore di stampa, o si tratta davvero di un'altra edizione? sabato, 14 novembre 2009 Hunab ku, il prana a Firenze, teschi di cristallo e un paio di massoni avventurosi Oggi, come segnala Paniscus, è la Quinta Giornata della Prano-Pratica indetta dalla Regione Toscana: non sappiamo se accompagnata da donazioni di Prana effettuate presso le sedi della Croce Rossa e delle ASL, come alcuni anni fa.
Per sincronicità junghiana, mentre il prana scorre per la città e qualche migliaio di fiorentini sta guardando il film 2012[1] , vedo parcheggiata sotto casa un'automobile con il cofano decorato in questa maniera: ![]() Si tratta del "simbolo del Hunab Ku", segno di riconoscimento tra credenti nell'apocalisse del 2012; ed è un segno che credo che rivedremo sempre più spesso. Il simbolo ha una vaga somiglianza con lo yin/yang cinese, ben noto all'immaginario neospiritualista; ma se giriamo un po', troveremo che ha una serie di altri presunti significati: "HUNAB KU – Glifo Maya che rappresenta un "buco nero" nel centro della nostra galassia"Oppure: "Hunabku , è il Grande Sole centrale dei Maya che invia la sua energia dal centro della Galassia. Notiamo che Hunabku è contemporaneamente al centro della Galassia ed al centro di tutto ciò che esiste.Da buco nero a Sole, insomma. In realtà, il termine Hunab K'u significa semplicemente "Dio unico" ("unico-essente dio"), e non compare una sola volta in alcun testo Maya precristiano. Per questo, gli studioso propendono a pensare che il termine sia stato creato dai missionari cattolici. Il simbolo che oggi accompagna questo termine compare per la prima volta nel Codex Magliabechiano. Il Codex Magliabechiano, come l'automobile dell'anonimo seguace della New Age, si trova attualmente a Firenze. E' un testo del Cinquecento che proviene non dalle regioni Maya, ma dal Messico centrale; il simbolo compare nella descrizione di una specie di festival precolombiano del piercing. Il Codex fu pubblicato, con illustrazioni, nel 1903 da Zelia Maria Magdalena Nuttal, autentica antropologa statunitense nella gloriosa tradizione delle viaggiatrici anglosassoni.[3] ![]() La statunitense Zelia Nuttall, abbigliata da messicana che si veste in stile parigino Nel 1920, l'astutissimo generale Álvaro Obregón nominò l'idealista José Vasconcelos ministro della Pubblica Istruzione, con poteri quasi illimitati. Per tre brevi anni - prima che prevalesse il lato oscuro del regime - vi fu una straordinaria rinascita artistica in Messico, che comprendeva anche una rivalutazione romantica del mondo precolombiano. I vecchi codici - come quello pubblicato dalla Nuttal - vennero setacciati allora alla ricerca di immagini e di pattern. Immagino che sia stato allora che il simbolo in questione entrò nell'arte popolare, che poi è finita per coincidere in buona parte con l'arte per turisti. Un'immagine del simbolo compare, infatti, in forma rettangolare già nel 1922 nel libro di Herbert J. Spinden, Ancient Civilizations of Mexico and Central America (p.220), con la dicitura,”Coperta messicana di tessuto con un disegno che raffigura l'acqua del ragno”. Decenni dopo, un turista statunitense comprò qualche oggetto di artigianato con questa figura, in un negozio di Oaxaca: un acquisto fatale, visto che il turista in questione era proprio José Argüelles. Argüelles, da buon artista, rielaborò il simbolo, dandogli un aspetto più, come dire, galattico, e decise arbitrariamente di associarlo al termine Hunab k'u. José Argüelles era già fortemente influenzato dalla lettura dei libri di un ambizioso antropologo autodidatta messicano, Domingo Martínez Paredez, che nel 1964 aveva pubblicato il libro Hunab Kú: Síntesis del pensamiento filosófico maya. Martínez credeva che Maya, Antichi Egizi e altri popoli appartenessero tutti alla Massoneria, proprio come lui. Martínez è diventato il "maestro", come lo definisce lo stesso Argüelles, di un signore che si presenta come Hunbatz Men, la dimostrazione vivente che la Profezia dei Maya è arrivata persino tra i Maya. Hunbatz Men (o Mena) è un socio della ditta Yantours, diretta da suo cugino César Mena Tolo, che organizza i Viaggi della Trinità Cosmica per turisti New Age nello Yucatán, dove promette che i viaggiatori, definiti "iniziati" nel programma, potranno comunicare direttamente con i teschi di cristallo. La Yantours assicura agli "iniziati" comodi viaggi su pullman con l'aria condizionata. Hunbatz Men è in effetti un anziano Maya, nel senso che è di origine Maya e non è più giovanissimo. Però, come ci informa Robert K. Sitler, nel saggio collettivo The Mystery of 2012: Predictions, Prophecies, and Possibilities, Hunbatz Men ha scoperto la spiritualità a Città del Messico nel movimento "gnostico" del colombiano Víctor Manuel Gómez Rodríguez, detto "Samael Aun Weor", che aveva inventato una propria forma di magia sessuale mescolando il pensiero della russa Helena Petrovna Blavatsky con gli insegnamenti del tedesco Arnold Krumm-Heller, massone e rosicruciano. Nel suo libro Secrets of Mayan Science/Religion, Hunbatz Men cita con entusiasmo il curioso libro di "Samael Aun Weor", Magia Crística Azteca - un titolo significativo. Nello stesso libro, Hunbatz Men segnala il proprio debito verso un certo Adolfo Migoni, discepolo di Samael Aun Weor e direttore dell'Associazione Gnostica di Studi Antropologici e Culturali, di Città del Messico: non so perché, ma sembra che si ritorni sempre in Italia o tra italiani. Dopo anni passati a Città del Messico, Hunbatz Men è vissuto a New York, dove ha lavorato come artista. Hunbatz Men è un imprenditore dalle molte abilità: dirige ad esempio la International Maya Mysteries Schools, promuove una forma di "yoga Maya" (chiamata Yok'ha, che suona più mesoamericano) e si autodefinisce "portatore del Teschio Dropa Tibetano". Il riferimento è interessante, perché i "teschi Dropa" provengono dal libro Gli ultimi carri degli dèi di Erich von Däniken: sarebbero dei teschi di cristallo comparsi (e scomparsi) misteriosamente in Mongolia, simili ai teschi di cristallo - di probabile origine ottocentesca europea - trovati in Messico.[4] L'idea che i Maya appartenessero a una "razza galattica" sembra che sia stata suggerita ad Arguelles proprio da Hunbatz Men, che indubbiamente è un Maya. Peccato che Hunbatz Men pare che abbia avuta l'idea dall'albergatore svizzero Von Däniken, a sua volta ispirato - tra l'altro - dal nostro Peter Kolosimo. ![]() Hunbatz Men con un teschio amico di nome Moon Light.
Martínez Paredez, invece, sembra che sia stato folgorato a suo tempo dalla lettura degli scritti di un altro avventuriero europeo, Augustus Le Plongeon. Le Plongeon, nato sull'isola di Jersey ma vissuto in Francia, era un fotografo e archeologo dilettante, innamorato dallo Yucatán e ossessionato dalla questione delle origini della Massoneria, cui lui stesso apparteneva. Nel 1886, pubblicò I sacri misteri tra i Maya e Quiche: il loro rapporto con i sacri misteri dell'Egitto, della Grecia, della Caldea e dell'India. Le Plongeon ebbe l'ardita idea di leggere i glifi Maya come se fossero geroglifici egizi, e in questo improbabile modo scoprì che i Maya avevano dato origine a tutte le civiltà del mondo, fondando prima Atlantide, poi l'Antico Egitto e così, alla fine, anche la Massoneria. L'esotico piace evidentemente soprattutto nella misura in cui ci rispecchia. Note: [1] "A dire la verità, a parte gli effetti speciali, un motivo valido per guardarlo c’è: il ruolo, forse il primo dal dopoguerra, di compartecipazione dell’Italia sulla scena. Mi spiego meglio, quando il presidente Usa (sempre loro decidono le sorti del mondo) comunica a tutti i capi di governo l’imminente tragedia, l’Italia c’è e c’è un premier che, invece di essere il primo a rintanarsi, decide di affrontare l’estremo sacrificio, restando a pregare con il cero in mano in piazza San Pietro. E lì, giuro, è scoppiato un boato in sala. Tutti a ridere, gente che ha sbottato: “Sì, Berlusconi sarebbe il primo a salire sull’arca” e “Macché in Vaticano, Silvio era a Palazzo Grazioli con quattro escort” e via dicendo. Ragazzi, vi garantisco che è stato un momento di inquietante spirito patrio e di imbarazzante orgoglio italico." [2] In realtà, il termine telesma è greco-bizantino. [3] Zelia Nuttall, The Book of the Life of the Ancient Mexicans, Containing an Account of Their Rites and Superstitions, an Anonymous Hispano-Mexican Manuscript Preserved at the Biblioteca Nazionale Centrale, Florence, Italy, 1903 , ripubblicato nel 1983 dalla University of California, Berkeley. [4] Il bello del 2012 è che mette insieme tutto l'accumulo di un secolo e mezzo di neospiritualismo, per cui ci sarebbero infinite divagazioni da fare. Riguardo ai teschi di cristallo, il fatto più importante è che hanno ricevuto l'anno scorso la loro consacrazione da Steven Spielberg, il signore dell'immaginario planetario, nel film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Se volete farvi invitare a qualche programma tipo Voyager, nel ruolo di Scopritore del Teschio di Cristallo dei Druidi che avete trovato nel giardino del vostro villino a schiera nella Brianza, potete trovare tutto quello che vi serve qui. lunedì, 09 novembre 2009 2012, le Profezie Maya e l'Ultimatum Planetario di José Argüelles Quando ho cominciato questa serie di post sull'immaginario New Age e neospiritualista riguardante il Messico, avevo in mente solo alcuni simpatici e relativamente squattrinati sciamani che girano per l'Italia.
Adesso, ho saputo che questo venerdì, 13 novembre, uscirà in tutti i cinema del mondo un film che lancia la messicomania di massa. Si tratta di 2012, diretto da Roland Emmerich - Stargate, Independence Day, Godzilla, Il Patriota, L'Alba del Giorno Dopo. Il film renderà planetaria una tesi che vortica furiosamente negli ambienti neospiritualisti: gli antichi Maya avrebbero previsto la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012, in coincidenza con l'impatto contro la terra di un pianeta chiamato Nibiru. ![]() Le demistificazioni sono in genere molto più lunghe e noiose delle mistificazioni. Perciò, ve ne presento una ridotta all'osso. Lo so, ci sarebbero mille altri aspetti interessanti della vicenda da analizzare, ma il succo del succo è questo. Gli antichi Maya profetizzanti sono in realtà il signor José Argüelles, nato nel freddo stato del Minnesota nel 1939, laureato in storia dell'arte (ma lui si autodefinisce "antropologo") e pittore occasionale. Nel 1998, si è dichiarato "Valum Votan, colui che chiuderà il ciclo" e instaurerà la "Religione Universale". Il fondamento, anzi l'ossessione a campo singolo, di questa Religione Universale (UR) è un calendario che José Argüelles ha inventato e che chiama "incantesimo di sogno", Dreamspell. Rivolgendosi ai cuori dei complottisti statunitensi, Argüelles proclama: "Volete abolire una volta per tutte il big government? Abolite il Calendario Gregoriano. Smettetela di seguire e credere a questo calendario controllato dal Vaticano.Secondo Jose Argüelles, il mondo deve adottare il suo calendario, motivo per cui lui da molti anni minaccia le Nazioni Unite che si rifiutano non solo di imporre la sua invenzione all'umanità, ma anche di ascoltarlo, nonostante lui rappresenti il Collegio Invisibile della Galassia. E così, nell'ormai lontano 1995, José Arguelles lanciò il suo Ultimatum Planetario: "Se la razza umana non rifiuterà l'attuale Calendario Gregoriano di dodici mesi, sostituendolo con il nuovo Calendario di Tredici Lune e 28 Giorni entro il 26 luglio del 1995, essa susciterà presto la propria autodistruzione.Il 21 dicembre 2012, più che la fine del mondo, vedremo la resa dei conti tra il signor José Argüelles e la cricca gregoriana vaticana. Auguriamo buon lavoro per quel giorno a tutti i venditori ambulanti di Chichén-Itzá. Eccovi José Argüelles in versione storico-dell'arte-che-fa-l'antropologo: ![]() Ed ecco José Argüelles invece in versione Antico Profeta Maya con Ray-ban: ![]() sabato, 07 novembre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (4) Il racconto storico più importante è quello che non viene mai scritto, perché si dà per scontato. Il gran deposito informe di luoghi comuni, con o senza fondamento poco importa, modella il modo in cui vediamo il mondo. L'Italia conta molti entusiasti di sciamani messicani, e anche molti appassionati del subcomandante Marcos. Sospetto che le due categorie abbiano parecchio in comune, ma conosco meglio i primi. Gli appassionati di sciamani messicani danno per scontata una storia del Messico che si potrebbe riassumere, credo, così. Una volta, da quelle parti, fiorivano civiltà ricche e sagge. Poi sono arrivati gli spagnoli, che bramavano l'oro ed erano fanatici religiosi. L'Inquisizione fece fuori dieci, cinquanta, cento milioni di pacifici indios, mentre i loro compari devastavano la natura e diffondevano l'ignoranza. Poi non si sa bene cosa sia successo, forse grazie a Emiliano Zapata, il Messico è diventato indipendente, ma è governato da una cricca di bianchi cattolici che opprime i contadini indios. Gli indios hanno però conservato millenni di saggezza, e anzi possiedono la chiave della nostra salvezza, che - secondo i gusti - può essere la resistenza non violenta oppure il volo sciamanico. E' un racconto che ci dice davvero poco sul Messico, ma molto su una certa tipologia umana occidentale. E quindi può interessarvi anche se la storia del Messico vi è indifferente. Dividiamo il racconto per sezioni. Civiltà antiche e sagge La Civiltà Antica e Saggia è popolata da due diversissime categorie umane: geniali astronomi che ne sapevano più di noi sulla galassia e infallibili guaritori analfabeti. Entrambe le cose sono necessarie, perché il Messicano Autentico deve riassumere in sé due cose ammirevoli: la vera scienza, che gli permette ad esempio di profetizzare la fine del nostro mondo nel 2012, e una prerazionale sensibilità alla natura. Gli occidentali moderni non sono affatto i primi ad aver desiderato di incontrare "civiltà ricche e sagge": Cristoforo Colombo in fondo, cos'altro cercava? Amore e desiderio di possesso, come ci insegnano anche gli psicologi da giornalini Mediaset, sono inscindibili. Se la civiltà ricca e saggia si trova nel passato, occorre stanarla, scavarla e portarla altrove, come succede in Egitto dall'inizio dell'Ottocento. Ma la civiltà ricca e saggia potrebbe esistere ancora oggi, nascosta da qualche parte. Ad esempio, nel 1925,un certo Selvius scrisse di come sul Monte Shasta in California, si nascondesse un'intera comunità di quattro o cinquecento sopravvissuti alla distruzione di Lemuria, un continente che sarebbe esistito, una volta, nell'Oceano Indiano, sede di una grande civiltà, più in termini di capacità medianiche e magiche che tecniche. Possiamo immaginare che Selvius fosse bianco, e fin qui somiglia allo sciamanato milanese medio dei nostri tempi. Però abitava in California. I bianchi erano arrivati da poco in California, chiaramente da conquistatori. Ma una volta che ho conquistato un posto, quello è mio; e quindi devo dimostrare che è un luogo eccezionale. Cosa che posso fare, dicendo che sul Monte Shasta c'è quanto resta di una civiltà che era antica quando è nato l'Egitto. Oppure impossessandomi direttamente di ciò che ho distrutto. Nel 1911, gli Stati Uniti introdussero un nuovo nickel, l'onnipresente monetina da cinque cent, che portava su un lato la testa di un indiano fieramente in posa, dall'altra un bisonte. Tutto questo a pochi anni dalla sconfitta definitiva dei nativi americani e dallo sterminio quasi totale dei bisonti. ![]() Kata, una signora ungherese, assieme a "rispettatissimi sciamani Maya",
svolge una Cerimonia di Riattivazione Lemuriana davanti ai templi di Teotihuacan in Messico. Teotihuacan ovviamente ai Maya ci stava come Canicattì a Timbuctù Ma Lemuria? Lemuria è come i Quanti, l'Ultima Frontiera della Scienza. Nel 1864, un geologo ipotizzò l'esistenza di un continente scomparso nell'Oceano Indiano per spiegare la presenza di lemuri sia in India che in Madagascar. Colta al volo da Helena Petrovna Blavatsky - hah, anche la scienza ufficiale ora ammette ciò che noi sapevamo già! - la teoria fu scartata dagli scienziati, ma raggiunse l'immortalità nel mondo occultista, spostandosi però di qualche migliaio di chilometri, nell'Oceano Pacifico. Dalla città di Telos, a un miglio sotto terra dentro il Monte Shasta, la lemuriana Adama contatta per email l'omeopata Aurelia Louise Jones, che ha anche un gruppo di seguaci in Italia, tutti molto attenti alle presunte Profezie Maya che situerebbero la catarsi mondiale nel 2012.[1] Andiamo solo lievemente fuori tema, ricordando che fu sul Monte Shasta, nel 1930, che l'ingegnere minerario Guy Ballard (già Riccardo Cuor di Leone e George Washington in vite precedenti) incontrò il Maestro disincarnato, il Conte di Saint Germain, che gli dettò un testo che sarebbe divenuto sacro per i dodici milioni (attuali) di membri della "I Am Activity". "Io, il tuo Io sono, ti reco questo mio messaggio, la mia vivente parola, come ti ho portato ogni cosa in vita, libro o «maestro», povertà o ricchezza, amara esperienza o amore, allo scopo di insegnarti che io, io solo, il tuo vero Sé, sono il tuo istruttore; il solo istruttore e il solo Dio, che provvede e ha sempre provveduto a te, non solo il pane e il vino della vita, ma anche tutto ciò che occorreva al tuo mantenimento e al tuo sviluppo fisico, mentale e spirituale."Nasce così The Great I Am. Sul Monte Shasta, si rivela non solo il Conte di Saint Germain, ma anche e soprattutto lo Spirito Americano, che abbiamo chiamato altrove idealismo magico: la verità è dentro di te e il successo, "fisico, mentale e spirituale" è interamente nelle tue mani.
Sotto il solenne sguardo del Conte di Saint Germain, l'ingegnere Guy Ballard e la signora Edna Ballard, già Giovanna d'Arco, Elisabetta I d'Inghilterra e Benjamin Franklin Nulla di meno cristiano, direte. Eppure, The Great I Am è diventato il titolo del primo album del famoso gruppo metalcore cristiano, Agraceful: "Io sono", infatti, è proprio il nome di Geova. Note: [1] Lemuria non è, in origine, il continente da cui avrebbero avuto origine i popoli americani, anche se qualche astuto peruviano organizza visite ai "resti lemuri" tra le Ande (se è per questo, Nives Riva, una signora ticinese, li va a cercare sul lago Titicaca). Gli americani precolombiani sarebbero casomai i discendenti di un ciclo di civiltà successivo, quello di Atlantide. Fu il bizzarro paravescovo inglese, Charles W. Leadbeater, a specificare che i toltechi emigrarono da Atlantide, portandosi dietro un'altissima civiltà che nei millenni degenerò. Sembra che questi, più che gli storici toltechi del Messico, siano stati gli ispiratori dei discutibili riferimenti di Carlos Castaneda. venerdì, 06 novembre 2009 Del diritto di ridere e di odiare Uno dei capisaldi di questo blog è l'opposizione radicale, a 360 gradi, a ogni tentativo di censurare espressioni che qualche gruppo permaloso, a proprio insindacabile giudizio, ritiene "offensive".
Il principio non è complicato. Se un molisano impedisce a me, che sono di origine messicana, di partecipare a un concorso in base alle mie origini etniche, va punito. Se un molisano scrive che i messicani sono tutti ladri e che il Messico dovrebbe essere annesso dal Guatemala, può scriverlo e guai a chi cerca di censurarlo. Con lo stesso diritto, ovviamente, posso rispondere come voglio sui molisani, sulle loro madri e sul diritto dell'esercito del Ciad di occupare Campobasso. Voi sapete come la pensiamo qui sull'islamofobia; e daremmo volentieri un premio a chiunque tirasse una torta in faccia a quel grosso deficiente del vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini. Bene, Giancarlo Gentilini è stato condannato alcuni giorni fa alla pena di non poter parlare in pubblico per almeno tre anni, per le sue demenziali sparate islamofobe e razziste. Noi condividiamo in pieno la coraggiosa presa di posizione di Vincenzo Donvito dell'ADUC [1], che non dice, "magari Gentilini era innocente". No, dice, "Difendiamo il vicesindaco di Treviso e il suo diritto a pensare ed esprimersi da razzista". Leggete il comunicato dell'ADUC, perché coglie perfettamente il punto. La censura del giorno riguarda un cortometraggio uscito in Slovenia, intitolato Trst je naš ("Trieste è nostra") in lingua slovena e rivolta a sloveni, che alcuni italiani stanno cercando di censurare. Non ho visto il cortometraggio, ma non lo hanno visto nemmeno gli aspiranti censori. Lasciamo perdere tutta la contortissima questione di Trieste e dintorni. Quello che è interessante è il meccanismo del vittimismo censorio: io ti impedisco di esprimerti, perché tu aprendo bocca con gli amici tuoi, lontano da me, mi fai sentire vittima, mi fai soffrire per il passato mio, o di mio nonno o del cugino di terzo grado di mio zio acquisito. Parte addirittura il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che rievoca tutto il solito armamentario moralistico dei censori: "Tra qualche giorno celebriamo il ventennale della caduta del muro di Berlino e nessuno dovrebbe permettersi di scherzare sul sangue e sul dolore che l'Europa ha drammaticamente conosciuto", ha dichiarato Frattini. "Rievocando quanto i cittadini dalmati e istriani hanno subito e sofferto per le orribili azioni delle bande del dittatore jugoslavo", ha osservato il titolare della Farnesina, "il film versa nuovo sale sulle ferite che dovremo tutti contribuire a far chiudere piuttosto che riaprire".La Storia è come la predica in chiesa, niente cani nemmeno al guinzaglio, niente battutine e non passarsi i bigliettini. Frattini usa un classico trucco dei censori: quello di associare l'evento da censurare a qualche data, in questo caso l'anniversario della caduta del Muro di Berlino, che non c'entra assolutamente nulla, ma dovrebbe far sembrare ancora più insensibile il regista. Il gioco è facile, visto che ci sono solo 365 giorni in un anno, e qualunque cosa si faccia sarà sempre vicino all'anniversario di qualcos'altro. Le associazioni dei profughi istriani si lamentano da mezzo secolo di essere state emarginate e censurate e non hanno forse tutti i torti.[2] Ma come spesso succede, appena conquistano il diritto di farsi sentire, lo usano per chiedere di mettere a tacere qualcun altro. Pontifica Lucio Toth, presidente dell'Anvgd, associazione che raccoglie gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia: "Concordo con le parole di censura espresse dal ministro Frattini - ha detto Toth - anche ammesso che abbiano voluto fare una parodia, l'argomento non si presta allo scherno. Ci sono ancora tendenze scioviniste da parte slovena che contestano l'italianità di Trieste e Gorizia". "Il pericolo - ha concluso - è che attraverso la satira si raggiunga un risultato opposto: gettare sale su una ferita ancora aperta che si cerca di rimarginare".Qualcuno potrebbe contestare l'italianità non solo di Trieste e Gorizia, ma anche di un tizio che di cognome fa Toth. E poi, visto che i censori amano accostare date a caso, siamo vicini al Giorno dei Morti, che in tante culture (da Halloween al Día de los Muertos) celebra il diritto di ridere della morte stessa e di tutte le tragedie. ![]() Il presidente dell'Unione Istriani di Trieste, Massimiliano Lacota, tira fuori le parole magiche ("inaccettabile", "odio") che vanno di moda di questi tempi. Il trailer, secondo lui, "riporta tutta una serie di situazioni che sono inaccettabili, a partire dagli slogan che incitano all'odio razziale e sono contro la città di Trieste". Ed ecco le frasi di Odio Razziale che lui cita: "'Trieste ritornerà slovena', 'Nel 2010 scriveremo una nuova pagina di storia' oppure 'Ridiamo orgoglio al popolo sloveno'."Che anche se le anagrammi, non si capisce cosa ci sia di così tremendo; ma la preoccupazione principale di oggi è quella sottile emozione che chiamano "Odio", che avvocati chirurghi e secondini dovrebbero curarsi di estirpare dall'intimo delle persone. Frattini tira fuori le sospette vicinanze di data; Lacota invece si preoccupa delle vicinanze geografiche: ""Di più ci ha irritato il fatto che questo film venga presentato per la prima volta non a Lubiana ma addirittura a Sesana, a pochissimi chilometri da Trieste", protesta Lacota a proposito della proiezione in programma il 6 novembre. "Lacota si infuria se viene contestata "l'italianità" di Trieste, ma usa tranquillamente il nome italiano "Sesana" invece dello sloveno Sežana: se c'è qualche vittimista sloveno in giro, potrebbe denunciare il signor Lacota perché offende la slovenicità del piccolo comune e getta sale sulle ferite del sindaco, del postino e del negoziante che vende liquori ai turisti italiani. Lacota ha comunque in tasca la soluzione a tutti i conflitti dei nostri tempi. Che non consiste nel fare un film migliore e più graffiante di quello del regista sloveno, ma di correre dalla grande mamma dicendo, "lui mi ha offeso": "Abbiamo già fatto vedere il trailer ai nostri legali di Bruxelles - conclude - e crediamo che ci siano i fondamenti per avviare un'azione legale nei confronti della Slovenia, un procedimento di infrazione per istigazione all'odio razziale".Nota: [1] Non so quasi nulla di questa associazione, che mi dicono sarebbe vicina all'orrido Partito Radicale. Ma qui stiamo parlando di questioni di principio; e l'ADUC ha comunque posizioni nettamente antirazziste. [2] A pensarci bene, non sono state solo vittime della "censura comunista", ma anche e forse soprattutto del fatto che la Jugoslavia non si poteva offendere, perché era un pilastro antisovietico. giovedì, 05 novembre 2009 La vicenda della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che vieterebbe l'uso dei crocifissi nelle scuole italiane, è un esempio fantastico di politica simbolica.
Lasciamo perdere il giudizio sulla presenza dei crocifissi nelle aule (o in quelle poche in cui sono ancora rimasti a prendere polvere) e cerchiamo piuttosto di capire il significato del teatro che vi si costruisce attorno. Il teatro consiste nella solita sfilza di dichiarazioni forti da fare ai media, prima che la notizia sparisca nel nulla. Questa volta, le dichiarazioni forti sono quasi tutte a favore del crocifisso e provengono da Destra. In particolare dal consueto giro di personalità pubbliche il cui rapporto con la mitica Morale Cattolica consiste, nel migliore dei casi, in discutibili annullamenti presso la Sacra Rota ("mica l'avevo capito che il matrimonio cattolico è per sempre, e poi quel giorno lì non ero in grado di intendere e di volere"). Il crocifisso è ovviamente irrilevante per loro; ma si tratta di un'eccellente occasione per lanciarsi nella politica del vittimismo, che è ormai la forma generale di comunicazione. L'occasione è data dal fatto che questa volta non c'è un nemico agguerrito. Infatti, quasi nessuno odia il crocifisso, mentre è un oggetto che suscita una diffusa e vaga simpatia basata sulla consuetudine. Quindi, si può urlare forte, rischiando poco. Ed è necessario urlare forte, perché in realtà la Destra non fa nulla di particolarmente cattolico; anzi, nei fatti è la principale artefice della scristianizzazione della società, grazie a tutta la potenza di Mediaset, nonché alla precarizzazione dei rapporti sociali. Dei fatti cattolici mancanti, ci si rifà con ore di immagini del Papa in televisione, con insulti ai musulmani o, appunto, parlando del crocifisso. Il gioco del vittimismo consiste nell'invocare leggi speciali per chi si sente "offeso": è la logica dietro mostri giuridici come la Legge Mancino, le ventilate leggi contro il negazionismo-revisionismo e altre proposte contro la "discriminazione", nella misura in cui colpiscono idee e sentimenti. Il politico di Destra chiede retoricamente, "può forse esserci qualcuno che si sente offeso dal crocifisso?" - come se quello fosse il problema - e poi grida, "invece i cattolici si sentono offesi se lo tolgono!" E quindi, ci vuole una sorta di esenzione speciale dalla laicità di stato per i cattolici offesi, non in quanto cattolici, ma in quanto Offesi. Tutto questo è puro teatro e va considerato come tale: i laicisti che pretendono che questa agitazione a breve termine davanti alle telecamere, che resterà senza alcun seguito concreto, costituisca un "pericoloso ritorno al Medioevo" fanno semplicemente da sponda, prendendo sul serio la schiera di politici rumoreggianti. In questo teatro, gioca un ruolo importante la credenza - trasversalmente condivisa - nell'Identità Italiana. Il crocifisso, gridano i Destri, è un Simbolo della Nostra Identità. Una mistificazione non da poco. La storia dell'Italia si può raccontare in mille modi, ognuno un po' vero e un po' falso. Però proviamo a raccontarla in un modo assolutamente sommario e superficiale, ma che forse è un po' meno falso di quello condiviso da Fini e Napolitano, nonché dai proclamatori di questi giorni. Certo che i popoli, le regioni, i comuni che oggi fanno parte dell'Italia hanno una tradizione cattolica, con alti e bassi, cosa che non distingue l'Italia dalla Slovenia (e non ha impedito agli italiani di massacrare gli sloveni). Questi popoli-regioni-comuni sono stati dichiarati Italia da Napoleone, cosa che ha incontrato la fiera resistenza della maggior parte delle persone che Napoleone aveva deciso dovessero essere italiani. Una resistenza che ha comportato atroci massacri da entrambe le parti. Le impotenti trame risorgimentali sono state basate su una premessa: il primo nemico dell'Italia è il Papa e quindi la religione cattolica; e l'immaginario risorgimentale si è nutrito di qualunque forma di pensiero girasse allora per il mondo, sfidando la Chiesa. Più tardi, un gruppo di francofoni a Torino, con la più straordinaria serie di truffe della storia, è riuscito a impossessarsi di una gran parte delle regioni che a loro giudizio dovevano far parte dell'Italia. In particolare, imponendo l'Italia all'ex-regno di Napoli con lunghi anni di strage. Questo gruppo di persone, che si è mantenuto al potere concedendo il diritto di voto a un'infima minoranza della popolazione, è stato considerato nemico sia dai cattolici che dai socialisti. Tanto che i cattolici simpatizzavano con l'Abissinia aggredita da Crispi, mentre il governo attribuiva l'insurrezione di Milano stroncata da Bava Beccaris alle trame clericali che diffondevano il socialismo nel paese. L'Italia ha raggiunto le frontiere che il Dio del Risorgimento - che non era certo quello dei cattolici - le aveva promesso, grazie alla guerra contro la nazione più cattolica d'Europa, e a quella tremenda strage che Papa Benedetto XV aveva pubblicamente condannato. Che poi questo paese, da Vittorio Emanuele I a Prodi, sia stato un infinito compromesso pratico tra italiani e cattolici, non toglie una cosa semplice: l'Italia, nella misura in cui è Italia, non è un paese cattolico. martedì, 03 novembre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (3) Alla prima parteAdesso che si discetta qui della New Age e del Messico, non c'è quasi nessuno che arrivi da Google cercando gli argomenti di cui stiamo parlando. Mentre continuano a cercare furiosamente Antonio Caracciolo o Piero Marrazzo (e pensate quanti altri riferimenti a Marrazzo, più visibili e interessanti, ci saranno in rete). Io la interpreto così. La politica simbolica ("prof negazionista!" "Berlusconi va con le escort!" "Calderoli insulta i musulmani!" "musulmani vogliono toglierci il crocifisso!" "politico di sinistra va con le trans!") è il campo legittimo delle risse su Internet. Chi vuole la propria dose quotidiana di adrenalina, corre tutti i giorni sui motori di ricerca a cercare queste cose, e a dire la sua.
Invece l'immenso tema dell'immaginario diffuso occidentale - che chiameremo qui neospiritualismo [1] - è qualcosa su cui non si polemizza. Il perbenista laicista lo osserva in genere con un sorriso di superiorità: che vuoi discutere con gente che crede al potere delle piramidi?
Se io però metto i comunisti, i fascisti, i sionisti e i musulmani convinti tutti insieme in un paniere, il loro numero sarà insignificante rispetto a quello dei cultori del neospiritualismo [2]: praticanti di energobiopsicoterapie, membri di ordini paracavallereschi, lettori di Coelho, esaltati del Dalai Lama, metallari sataneggianti, portatrici di cristalli e mille altre cose.
Sarà pure tutta fuffa, ma questa gente ha un peso enorme sul mercato alimentare, medico, librario e turistico. Non sono però abituati a litigare. E' difficile confutare la loro affermazione fondamentale, che si potrebbe esprimere all'incirca così: "credo a ciò che mi fa sentire bene". Litigare, poi, turba i chakra.
Un mondo quindi che non è visto e non vede, ma esiste. E agisce. Nell'incessante fame di Altro, l'immaginario neospiritualista ha cercato di saziarsi con l'Egitto, con il Tibet, con l'India, con i Celti, nonché con la vita extraterrestre.
Come le spiagge intatte che vengono scoperte, godute e abbandonate non appena si popolano di alberghi, gli Altrove cambiano continuamente.[3]
In tempi recenti, l'Altrove più coltivato (nel senso minerario della parola) è quello dei nativi americani, a loro volta divisi in due grandi categorie: Sciamani a Contatto con la Natura e Misteriose Antiche Civiltà.
A differenza degli irraggiungibili Celti e degli extraterrestri, i Nativi Americani (in senso lato) esistono oggi, e il neospiritualismo ha avuto un impatto enorme sulla loro vita reale.
Per secoli, gli Huichol (Wixárika) della Sierra Madre Occidental in Messico -poco più di 40.000 persone, discendenti di gente fuggita ai lavori forzati nelle miniere spagnole - hanno vissuto all'interno di un complesso politico, economico, linguistico, mitico e rituale inestricabile e unico al mondo. Un complesso che comprendeva anche l'uso, in alcune particolari cerimonie, di un raro cactus denominato peyote, teoricamente illegale ma tollerato dalle autorità, e che richiede fino a trent'anni per maturare.
Improvvisamente, la terra degli Huichol è stata invasa da bianchi - in grandissima parte italiani - a caccia di peyote, ispirati dalla lettura dei romanzi di Carlos Castaneda. Romanzi che parlavano peraltro degli Yaqui, diversissimi culturalmente dagli Huichol, e che non consumano peyote. Questa massa di cercatori bianchi è entrata nella comunità chiusa degli Huichol, esigendo di venire iniziati come sciamani e richiamando l'attenzione della poco tenera polizia messicana sui Wixárika.
Luca Tarenzi, autore non a caso di opere di "urban fantasy", ci racconta una simpatica storiella, pubblicata sotto il titolo La sciamana del deserto dalle Edizioni Età dell'Acquario. Proprio la casa editrice messa in piedi a suo tempo dal Conte Bernardino Del Boca, l'incredibile fratello del più posato storico piemontese: diplomatico italiano, teosofo, collezionista di beni culturali altrui, militante omosessuale quando di certe cose ancora non si parlava, in contatto diretto con entità denominate Zoit che scorrazzavano per il giardino della sua villa a Singapore e fondatore del Villaggio Verde.
Almeno nel racconto di Luca Tarenzi, "Doña Maria" è una "italiana del nostro Sud" che "dopo un’adolescenza difficile e un matrimonio sbagliato," viene "iniziata alle arti sciamaniche incentrate sull’uso del peyote e diventa in poco tempo uno dei pochissimi sciamani non nativi riconosciuti dagli Huichol." La sciamana italica ha fatto prontamente ritorno in Italia: vivrebbe infatti ad Arona, dove scrive romanzi e insegna come "arrivare all'autoconoscenza" anche con "l'uso delle erbe di potere, come il peyote".
Siamo ovviamente liberi di credere che gli Huichol abbiano riconosciuto questa signora italiana, "unica europea", come sciamana, in base alla sua pseudonimica autocertificazione e a quanto scrive un autore di urban fantasy; ma è difficile pensare che lei si sia integrata al mondo simbolico Huichol:
"Di norma, chi non è nato Huichol non può mai diventare Huichol. Per quanto siano sinceri, rispettosi, desiderosi di ricevere insegnamento, non potranno diventare sciamani Huichol e non impareranno dal peyote ciò che il peyote insegna agli Huichol. Il peyote non è semplicemente un mezzo per trascendere temporaneamente, grazie alla sua complessa chimica, i limiti della condizione umana, ma serve in maniera molto pratica come forza generatrice di cultura, che riecheggia i valori religiosi in temi ricorrenti che si trascendono in visione, dalla parola ai miti e ai canti, le azioni nei rituali e nelle cerimonie e le credenze che permeano ogni livello della coscienza individuale e collettiva degli Huichol".[4] Oltre a "Doña Maria", ci sarebbe anche un certo Brant Secunda, sciamano Huichol dagli occhi azzurri nato nel New Jersey, entrato nel giro mondiale grazie a un altro statunitense di nome Paul C. Adams, che preferisce però chiamarsi Prem Das (induista o messicano, sempre indiani sono).
Brant Secunda, autore di Fit Soul Fit Bodies. 9 Keys to a Healthier, Happier You,[5] ha avuto una visione sciamanica nel 2002 che l'ha portato a fondare un'impresa dedicata al commercio del cioccolato, la Shaman Chocolates.
Commossa, una certa Antonella Riem Natale scrive del suo incontro con Brant Secunda:
"Cosi' sono li' a Verona quando lo vedo arrivare da lontano, circondato da un'aura tremolante nell'aria. Quando mi passa accanto posso sentire una specie di brivido della "forza", come Luke Skywalker la chiama in "Guerre Stellari". La signora Antonella Riem Natale trae questa morale dal suo incontro con lo sciamano del New Jersey:
"Siamo ancora legati alle nostre tradizioni, ricordiamoci, non dimentichiamo chi realmente siamo."La signora Antonella Riem Natale, così attaccate alle sue tradizioni, salvo improbabili casi di omonimia, non è una contadina Huichol, ma è pordenonese e preside della facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Udine. I reduci del Grande Saccheggio degli Huichol imperversano per l'Italia: oltre ad "autentici sciamani" che conducono sedute a base di peyote nel Chianti o in Umbria, c'è pure chi ha aperto la Birreria El Peyote a Padova o la Discoteca El Peyote di Villasimius:
"Discoteca EL PEYOTE; sita nella fantastica meta turistica di VILLASIMIUS, propone una formula unica e innovativa per trascorrere della serate piacevoli e divertenti con la possibilità di gustare fantasiosi cocktails e l’emozione unica di ballare sui famosissimi tavoli tipici latino-americani a ritmo di ottima musica." Ma forse meglio di tutti è la Disco El Peyote di Genova:
"Locale avveniristico: saremo in fondo al mare o sulla luna? Sempre pieno nei weekend dj set e divertimento."
Una ragazza Huichol, dopo aver trovato la legna, parte alla ricerca del suo Vero Sé
Note: [1] Un termine più inclusivo di "New Age". Il termine fu coniato da René Guénon, nel contesto della sua particolarissima visione del mondo; ma crediamo che sia fondamentalmente corretto, in quanto riporta le radici del fenomeno, non agli anni Settanta, ma all'esplosione di massa dello spiritismo (spiritualisme in francese) a metà Ottocento.
[2] I neospiritualisti non hanno certamente una tessera. Si può avere un'idea molto approssimativa del loro numero guardando qualche diffuso sintomo comportamentale. Ad esempio, secondo un'indagine Istat del 2005, otto milioni di italiani, pari al 13,6% della popolazione, ricorrono a qualcosa vagamente chiamata "terapie non convenzionali".
E l'Italia è all'ultimo posto, pare:
"Numeri in ogni caso molto inferiori a quelli stranieri: a guidare la classifica delle nazioni “amiche” delle cure non convenzionali è la Francia (ne fa uso il 49 per cento della popolazione), seguita da Germania (46 per cento), Regno Unito (35 per cento), Belgio (31 per cento) e Paesi nordici (25 per cento circa)." [3] Anche se con un bizzarro processo di accumulazione, che somma i meridiani dell'agopuntura cinese ai chakra indiani, ad esempio.
[4] Peter T. Furst and Stacy B. Schaefer, People of the Peyote: Huichol Indian History, Religion and Survival, 1997, p. 510.
[5] La pubblicità del libro spiega così l'essenza della cultura degli Huichol, almeno vista dal New Jersey:
"Che tu ti stia allenando per una gara sportiva o vuoi semplicemente migliorare la qualità della tua vita e il modo in cui ti senti a proposito di te stesso, Fit Soul, Fit Body riguarda tutto ciò che ti fa essere, beh, TE".(Continua...) venerdì, 30 ottobre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (2) Una mamma scrive entusiasta di un "percorso" durato "alcune settimane" cui ha partecipato sua figlia, iscritta alla Scuola dell’infanzia statale Cogozzo di Villa Carcina, bassa Val Trompia, nota - come dice Wikipedia - per le sue "officine metallurgiche, fonderie, rubinetterie e meccaniche varie." Il "percorso" era un incontro con un certo Eleazar Contreras, detto "Ollinatl". Si trattava, nel gergo tipicamente scolastico, di un "Laboratorio interattivo attraverso la musica Azteca-Mexica" intitolato “Giochiamo con i movimenti e i suoni della natura”, che pare si sia tenuto in molte scuole dell'infanzia ed elementari italiane. Preciso subito che non ci trovo niente di male. Anzi, sono convinto che l'esperienza abbia fatto solo bene ai giovani collezionisti di Winx e Gormiti di Villa Carcina.[1] Però l'episodio è affascinante per capire i meccanismi di percezione dell'umanità media italiana dei nostri tempi. Infatti, il signor Eleazar Contreras è un "danzatore azteco", che non vuol dire un messicano che balla, ma il portatore di una particolarissima pratica religiosa e politica. Si tratta, come vedremo meglio in altri e ancora più noiosi seguiti di questo post, di un tentativo di reinventare l'antica religione degli aztechi.[2] Anche se non tutti i portatori di questa religione reinventata hanno esattamente le caratteristiche facciali che ci si aspetterebbe da diretti discendenti degli antichi indigeni messicani, sopravvissuti in comunità fortemente endogamiche. A partire dallo stesso Eleazar Contreras "Ollinatl", che a occhio somiglia di più a me che a un campesino indio: ![]() Qui ribadisco la fortuna particolare che accompagna i messicani residenti in Italia, come il sottoscritto o appunto Eleazar Contreras. Immaginate le reazioni se un imam marocchino proponesse a una scuola materna un percorso di preghiera islamica, comunque intitolato o presentato. Invece di essere sottoposto a linciaggio nei media, Eleazar Contreras afferma di avere
"svolto una tourné di danze tradizionali alla presenza della famiglia Reale d’Olanda, del Papa e dei presidenti municipali di Copenhagen, Amsterdam, Londra, Berlino, Francoforte, Lichtenstein."Nelle categorie mentali dell'italiano medio, esistono le religioni, cose tremende che vanno sorvegliate a vista; ed esistono le tradizioni, cose simpatiche che ci arricchiscono. In Messico, la religione è quella cattolica, il resto sono tradizioni. Ora, il motore del mercato planetario è la varietà. E le "tradizioni" fanno parte di questa varietà-merce. A volte la merce viene consegnata a domicilio, come nel caso della scuola dell'infanzia di Villa Carcina, altre volte si va dalla merce. Con la Boscolo Tours di Padova: "Viaggerete nello spazio e viaggerete nel tempo, alla ricerca della millenaria civiltà dei Maya".All'ottavo giorno, la Boscolo Tours vi porta ad Atitlan: "Incontro con uno sciamano per assistere ad un antico rito maya. Pranzo in ristorante sulla riva del lago".E poi, in un accattivante corsivo, "Magico luogo Maya! Con lo sciamano per assistere ad un rito maya. Il fascino di un enigma".La Danza Azteca prospera soprattutto nei dintorni di Rimini, Riccione e Ravenna - non per il noto gusto per il ballo che c'è da quelle parti, ma perché sono comuni dotati di immense strutture ricettive adatte a svolgere convegni fuori stagione a poco prezzo. Ma la Danza Azteca arriva, assieme a Contreras Ollinatl, anche al Disco Night Locanda Atlantide [sic] del quartiere San Lorenzo a Roma: "Affascinanti rituali aztechi alla Locanda di Atlantide il 24 gennaio 2007, nel quartiere S. Lorenzo.Possiamo avere un'idea del pubblico ritualmente purificato, se pensiamo che la Locanda si vanta di organizzare serate di solidarietà con "Amnesty international, Legambiente, Emergency, Mani amiche adozioni a distanza, Reorient, Greenpeace"; ma pare che nessuno abbia battuto un ciglio osservando la danza in onore del dio azteco Xipe Totec - il resoconto precisa senza alcun soprassalto di pacifismo che "Ogni anno venivano offerte a Xipe Totec numerose vittime scrificali cui era asportata la pelle affinchè fosse indossata simbolicamente dai sacerdoti che presiedevano il rituale."Presumiamo che nella scuola dell'infanzia di Villa Carcina, Contreras Ollinatl abbia omesso questa particolare danza. A conclusione del rituale da disco-night, divinamente autorizzato, l'entusiasta recensore esclama, "Mai più senza la natura e senza il contatto danzato con la nostra interiorità." [3] I Danzatori Aztechi si sono presentati anche al convegno Il risveglio dell'anima Ancient Wisdom organizzato da Claudia De Matteis, una signora che di mestiere fa "Caccia all'anima - conuseling [sic] sciamanico" su appuntamento e vende un corso sulla "Via Amerindiana alla Conoscenza di Sè", in cui svela "Gli insegnamenti finora nascosti degli Indiani d’America". Al convegno Il risveglio dell'anima, il danzatore Ollinatl Contreras si è esibito dopo l'intervento di una certa Maria Caterina Feole, che aveva presentato la "Trasformazione Creativa Oloquantica@ - Una tecnica rivoluzionaria di Fisica Quantistica applicata di utilizzo dell'Energia Universale per l'ampliamento delle capacità della mente: la guarigione energetico-spirituale".[4] Nello stesso convegno, si è parlato anche di cerchi nel grano, di Medianità quantica [5] e di reincarnazione. Tra i relatori anche Agnese Sartori, una signora romagnola che si presenta come "Antropologa, Docente Universitaria, Sciamana", anche se il suo nome non compare sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca. Sembra che si sia laureata al DAMS di Bologna e faccia la regista e certamente è presente (con i suoi titoli) ovunque si parli di Danza Azteca. In particolare al Maurizio Costanzo Show. Ma la Danza Azteca, in realtà, da dove viene? Qualunque cosa diventi alla Locanda Atlantide, le sue origini sono ben diverse da, e assai più interessanti di quelle delle ordinarie terapie New Age. Note: [1] I Gormiti, mostriciattoli con vari poteri esoterici, sono stati fabbricati dal Gruppo Preziosi (quello dello scandalo delle vernici tossiche) e si vendono in bustine chiuse, in modo da impedire la scelta e promuovere lo scambio, che a sua volta allarga il mercato. Anche le Winx, prodotte dal prete don Lamberto Pigini, oltre a introdurre le bambine a pose ammiccanti, reggiseni e una sorta di stregoneria da New Age, rappresentano un fiore all'occhiello del Made in Italy (1,5 miliardi di euro l'anno), confrontabile con i megayacht. Dice Wikipedia: "Molti importanti brand di ogni settore cominciano ad abbinare il proprio nome a quello delle sei fatine, per promuovere i propri prodotti. Già nel 2006 la Ferrero distribuisce delle piccole action figure statiche dedicate alle protagoniste della serie, come sorpresa degli ovetti kinder. Nel 2007 anche la catena di Fast food McDonald abbina delle action figure delle Winx al menù per bambini Happy Meal.
[2] E' impossibile definire una "religione", comunque se l'induismo merita questo titolo, non vedo perché l'aztechismo non possa goderne. [3] Eleazar Contreras, come me, è nato a Città del Messico, dove la natura si vede in televisione. [4] No, Maria Caterina Feole non è una fisica, invece è esperta di "Marketing dei servizi e del territorio, di Qualità dei servizi, di Progettazione di eventi di comunicazione pubblica, di Pubbliche Relazioni." [5] I Quanti vanno forte. Max Planck ne parlava nel 1900, gli appassionati della New Age hanno scoperto almeno il nome leggendo il Tao della fisica di Fritjof Capra nel 1975, e sono ancora convinti che si tratti dell'Ultima Frontiera della Scienza. (Continua...) giovedì, 29 ottobre 2009 Il Messico immaginario, Sciamani New Age e qualche problema di ortografia (1) I cretini antipatici si fanno le vacanze a Phuket.
Quelli simpatici, si fanno le vacanze in Messico. Ma per quanto risultino simpatici, non sono meno cretini.[1] Nell'economia immaginaria globale, strettamente parallela a quella materiale, ogni luogo ha una propria atmosfera da vendere. Che so, New York è il polso vitale del villaggio globale; il Messico, invece, è il luogo dove si fa la siesta dello spirito, e dove lo stress svanisce all'allegro ritmo latino. Questo ruolo precostituito significa che noi messicani ci possiamo permettere dei lussi che gli arabi si sognano: negli ultimi tre anni, la Guerra contra las drogas imposta dal governo statunitense al Messico ha fatto 12.000 morti, senza che noi messicani diventassimo minimamente meno simpatici. E sì che ci siamo dati da fare, torture, decapitazioni, linciaggi e una gran difficoltà a distinguere tra poliziotti e delinquenti. Il Messico non riesce solo a vendere cocaina a due milioni di consumatori regolari statunitensi (più 400.000 bambini nati già incocainati). Il Messico vende anche la Saggezza Sciamanica, una materia prima che viene poi rielaborata e rivenduta da distributori locali in tutto l'Occidente.[2] Prendiamo uno di questi distributori, la signora Annunziata Vulcano di San Casciano Val di Pesa (vicino Firenze, il comune della buonanima di Pietro Pacciani), che dirige l'Associazione Creature Luce Interiore Preziosa 2000 e vende - assieme a qualche amica - Massaggio Streaming, Trattamento Armony [sic], Canalizzazione, Consulenze Fiori di Bach, Riflessologia Plantare e qualcosa che si chiama "Alberi e Argilla". Leggiamo il curriculum di Annunziata Vulcano: "Riceve l’iniziazione al Krjia Yoga di P.Yogananda, incontra e pratica il buddismo tibetano con S.S.Dala Lama, pratica e insegna un’arte marziale, incontra la grande maestra spirituale vivente Ammaj [3] che le apre la via del cuore, studia e pratica lo sciamanesimo con Don Francisco Barnett (Messico) e tuttora con Nadia Stepanova, sciamana siberiana che le apre la via sciamanica. Incontra Marioj Attombri che la aiuta a unificare la Via dello Yoga con la Via Sciamanica integrandole nel suo insegnamento. Con lui approfondisce il Kundalini Yoga e il Raya Yoga e approccia al sufismo."[4]In mezzo a tutto questo, la Signora Vulcano dice di aver pure trovato il tempo per "riscoprire la cristianità". Mario Attombri, da lei citato, è il direttore del gruppo micologico di Noale in provincia di Venezia che si è trasformato nel Maestro Sufi Marioji; sulla confusione tra la Siberia, il Messico, il Tibet e l'India, sorvoliamo pietosamente, e soffermiamoci su Don Francisco Barnett, Messico. Suo padre, un indio Seri, vendeva santini; e possiamo quindi rallegrarci se suo figlio ha conosciuto un discreto numero di turisti europei. Non c'è infatti solo Annunziata Vulcano. Ad esempio, una certa Monia Mattioli, che si presenta semplicemente e onestamente come coreografa e insegnante di danza, scrive nel proprio curriculum - immaiuscolandosi d'immenso - che lei "E’ Formalmente Riconosciuta come formale Danzante della Nazione Indigena Kunkaak(Messico)Nell'economia globale dell'immaginario, nessuno comprerebbe una Filosofia da un messicano. Una Danza invece va benissimo, soprattutto se Formalmente Riconosciuta. Già a metà del Cinquecento, tra i nativi messicani c'erano straordinari pittori e architetti capaci di trasformare l'arte europea in qualcosa di assolutamente originale, nonché latinisti eccezionali che aspettavano impazienti l'uscita dei testi classici nelle tipografie di Città del Messico; mentre tra i missionari arrivati dalla Spagna, c'erano antropologi e linguisti rispetto a cui quelli di oggi sono nani appollaiati sulle spalle di giganti. Ma questo non rientra nel Messico della siesta, dove il riposo si deve accompagnare alla rigenerazione dei corpi (occidentali). Anche perché il consumatore di Saggezza Messicana in genere fa fatica anche a esprimere il più semplice concetto logico, mentre gli è indubbiamente più facile imparare due o tre movimenti molto elementari. Ma soprattutto, la spiritualità e l'estetica fanno tutte e due parte dell'unica categoria della Cura di Sé. L'essere umano prototipo dei nostri tempi - la Jeune Fille nel particolare senso che abbiamo più volte adoperato qui - è infatti una sorta di gemello siamese, costituito da Me Stesso e dalla Mia Immagine. L'estetica cura l'Immagine, la Spiritualità il Sé, ma è facilissimo confondersi: lo Yoga fa sparire le rughe, e la Danza fa volare lo spirito mentre libera dai troppi chili. Non è davvero profondo il segreto dell'Armonia tra Corpo e Spirito: "Il mio nome è Luca e sono lieto di invitarti alla ri-scoperta di modi antichi e naturali di vivere e curarsi. Uno di questi modi riguarda la Cristalloterapia, ovvero l'utilizzo di Pietre e Cristalli per il trattamento del Corpo della Mente e dello Spirito.Nessuno oggi ha il coraggio di dirsi ancora New Age, casomai Next Age; ma comunque la si chiami, le modalità di questa cultura sono penetrate ovunque. Il mondo New/Next Age è costituito da individui che vorrebbero liberarsi, ma ne sono capaci solo fino a un certo punto; e così se il discotecaro si lascia andare in penose ma disinibite imitazioni delle danze caraibiche, il Newagista si limita saggiamente alle movenze assai più controllate delle danze messicane. Quindi, come il caffè viene dal Brasile, la Danza viene dal Messico. La Danza Messicana è soprattutto la cosiddetta Danza Azteca, non quella dei Seri della signora Vulcano. Ora, gli "aztechi" non hanno assolutamente nulla in comune con i Seri, a parte il passaporto verde scuro degli Estados Unidos Mexicanos, ma questo dettaglio è irrilevante per chi confonde i sufi con i tibetani. E la Danza Azteca merita qualche lungo e noioso post a parte. ![]() La sciamana peruviana di lingua quechua, Yelitza Altamirano Valle, si gode una vacanza tutta pagata in Val d'Aosta. La parte più interessante della foto non è la distinta signora in primo piano, ma i Discepoli alle sue spalle [5]
Note [1] Ovviamente questo non vale per voi, che siete sia simpatici che intelligenti. [2] Lo so che noi messicani siamo parecchio più occidentali di voi, ma anche gli antropologi messicani usano il termine "Occidente" per definire il complesso culturale eurocapitalista. [3] Sono incerto se si tratti di una bionda signora francese di mezza età che si fa chiamare Amma Maitreyi, oppure di Mata Amritanandamayi Devi, una signora indiana (autentica) che riesce a venire a Sesto San Giovanni e abbracciare le persone per sedici ore consecutive senza fare la pipì, come dimostra questa testimonianza (maiuscole come nell'originale) di una certa Chandradevi. Sospettiamo che la signora Chandradevi, che pare si chiami in realtà Maria Cristina, non conosca il sanscrito (nonostante il nome): "AMMA FIUME D'AMORE[4] Saggezza e ortografia non sono sinonimi, ma non dovrebbero nemmeno essere inconciliabili. Colpisce come più o meno tutti i distributori New Age riescano a carpire i più profondi segreti di culture impenetrabili, eppure sbaglino sistematicamente la trascrizione delle più semplici parole in altre lingue. [5] I seguaci della signora Yelitza, peruviana, fanno anche i rituali del Capodanno (gregoriano) seguendo il Calendario Maya. Considerate che prima della conquista spagnola, i Maya erano sconosciuti ai peruviani quanto lo erano gli abitanti della Val d'Aosta, per la grande fortuna di peruviani, maya e valdostani. (Continua...) martedì, 27 ottobre 2009 Ora di religione islamica, megayacht, imam crociati e certi Piccoli Musulmani (III) Torniamo all'alleanza tra la Co.Re.Is. e l'ex-Alleanza Nazionale, solo formalmente scioltasi nel Partito della Libertà. Come abbiamo visto, Adolfo Urso - spalleggiato da Massimo D'Alema - ha fatto propria la proposta della Co.Re.Is. per l'introduzione dell'insegnamento della religione islamica nelle scuole, allo scopo di tenere i "piccoli musulmani" lontani da predicatori pericolosi. Quanto poco Urso sia interessato a promuovere i diritti dei migranti, si vede dal fatto che durante lo stesso convegno in cui ha lanciato la proposta dell'ora di religione islamica, ha anche chiesto il divieto del "velo negli edifici pubblici, nelle scuole e nelle università". E' interessante notare come i media abbiano taciuto l'uscita di Adolfo Urso sul velo: nei media dell'opposizione, il ruolo dei seguaci di Gianfranco Fini consiste nel far vedere come dovrebbe essere la Destra buona, in contrasto con l'odiato Berlusconi; mentre i critici di Destra ovviamente notano solo i punti di disaccordo con Urso. La Co.Re.Is., come abbiamo visto, è un improbabile candidato per gestire le grandi masse di immigrati. I suoi membri sono tutti italiani convertiti all'Islam che si mantengono radicalmente separati dalla plebe immigrata e potenzialmente sovversiva. Propongono un Islam assolutamente depoliticizzato. E come tanti che dicono che bisogna mettere al bando "la politica", fanno attivamente politica. Ad esempio, difendendo Roberto Calderoli ai tempi delle vignette antislamiche, o partecipando a una "manifestazione di solidarietà con Israele" organizzata dall'associazione Amici d'Israele. Due cause che difficilmente saranno condivise dalla maggior parte dei migranti di origine islamica. L'Islam si presenta come religione universale, è vero. Ma nei fatti, in Italia, è attualmente una religione di non cittadini; e anche l'acquisizione della cittadinanza non è automatica, ma dipende dal parere insindacabile delle questure. Esistono i migranti, centinaia di migliaia di persone, con storie religiose straordinariamente varie. Ognuno di loro ha sentito la voce del vecchio custode del Corano del villaggio che parla dell'inferno e della paziente sopportazione, dello smagliante predicatore sentimentale della televisione di stato che mescola toni New Age a lodi del sovrano, del giovane dalla barba ben curata che istiga alla rivolta contro le ingiustizie, dell'amico che è stato in Francia e dice che per uscire dalla miseria bisognerebbe fare come fanno gli europei, del suocero che con calma sgrana i novantanove nomi di Dio sul rosario mentre beve il tè con gli ospiti-clienti del suo negozio, dello zio ingegnere che ripete come Ali ibn Abi Talib avesse detto di cercare la scienza fino in Cina, del nipote che si esalta guardando video con effetti speciali che raccontano di lotte vittoriose contro gli attacchi dei crociati, del cugino che è disperato perché la figlia vuole uscire con un ragazzo che nemmeno conoscono, della zia che cura invocando i jinn... Ma pur nella sua immensa varietà, tutto questo è molto diverso dall'occidentale che dalla lettura di testi esoterici, ritiene che occorra indossare l'Islam come una specie di abito sopra una ricerca personale che spazia dalla lettura delle memorie (presunte) di Alce Nero al Tao Te King. La Core.is. collabora da molto tempo con Alleanza Nazionale, che in ogni caso è l'ambiente da cui proviene la maggior parte dei suoi membri. Forte di questo appoggio, la Co.Re.Is. ha già elaborato da tempo una proposta di legge per la creazione di un "registro" o "albo"[1] di imam, che evidentemente il modello per risolvere il problema di come scegliere gli "insegnanti di Islam", per una religione che non ha gerarchie. Nella proposta della Co.Re.Is., leggiamo che per entrare nell'albo, occorre passare per un Istituto Italiano per la Formazione degli Imam. Questi Istituti Italiani hanno come primo requisito la "cittadinanza italiana dei soggetti che ricoprono le cariche direttive, i quali non devono aver riportato condanne penali in Italia o all'estero né avere implicazioni con movimenti politico-ideologici e/o fondamentalisti".Il primo requisito esclude che i musulmani immigrati possano gestire se stessi; mentre il secondo requisito assicura in modo radicale il controllo delle loro opinioni. Ma nella pratica, chi deve decidere se i candidati hanno "implicazioni con movimenti politico-ideologici"? E' semplice. La proposta della Co.Re.Is. recita: "Viene costituita presso il Ministero dell'Interno una Commissione Mista formata da Funzionari del Ministero dell'Interno, Docenti che hanno collaborato alla realizzazione della Carta dei Valori, Membri della Consulta per l'Islam Italiano con specifica preparazione sulle funzioni legate al Culto Islamico".Traduciamo. "Funzionari del Ministero dell'Interno" lo capisce chiunque. La "Carta dei Valori" è un documento sempre del Ministero degli Interni. E la Consulta per l'Islam altro non è che un gruppo di persone che il Ministro degli Interni Pisanu chiamò con criteri suoi del tutto personali, per "consigliarlo" sull'Islam. La consulta è costituita in parte da emissari di regimi mediorientali, in parte da vari avventurieri scelti perché amici del politico italiano giusto, in parte perché impiegati della Western Union e addirittura, in piccolissima parte, perché musulmani. Tra questi ultimi, quelli della Co.Re.Is., guarda caso, sono tra i pochi ad avere "specifica preparazione sulle funzioni legate al Culto Islamico". Un neo-imam si dedica alla ricerca spiritualeRicapitoliamo per l'ammiratore-democratico-di-Fini medio: Il Ministero degli Interni, cioè una rispettabile congrega di poliziotti non musulmani, deve decidere chi va a parlare di Islam ai "piccoli musulmani".[2] La Co.Re.Is.dice che i futuri imam scolastici non devono avere legami con"movimenti politico-ideologici". Alleanza Nazionale evidentemente non è un "movimento politico-ideologico": abbiamo già; parlato a lungo qui dell'intreccio sentimentale tra la Co.Re.Is. e Andrea Ronchi (che i conoscenti chiamano amichevolmente "Gollum"), un signore che non conosce alcuna lingua straniera, ma è Ministro per le Politiche Comunitarie grazie alla sua fedeltà a Gianfranco Fini. Nella sua proposta, Adolfo Urso non cita esplicitamente la proposta della Co.Re.Is.; ma il riferimento è chiarissimo: "Ad insegnare l'ora d'Islam, dovrebbero essere docenti riconosciuti italiani, al limite anche imam a patto che abbiano i requisiti e siano registrati in un apposito albo".Se si arriverà o no davvero all'ora di religione islamica nelle scuole (o al parallelo divieto del velo), non è possibile dirlo adesso. Ma è un tassello in un mosaico molto più grande, che riguarda il dominio sulle immense forze che il capitalismo mette in moto. Questo dominio ha innumerevoli aspetti, che non si riducono affatto alla dualità mediatica tra beceri razzisti (detti anche coraggiosi difensori della nostra identità) e generosi sostenitori dell'accoglienza (detti anche fessi che aprono le nostre porte ai cavalli di Troia). I migranti svalutano il costo e la forza del lavoro, e sono quindi preziosi per il sistema; ma a loro volta, vengono controllati tramite la perenne incertezza sui loro diritti, il labirinto sempre cangiante di regole insensate e il terrore dell'espulsione. Vengono integrati culturalmente mentre vengono emarginati; e sono essi stessi mercato: la violenza con cui il sistema poliziesco internazionale ha colpito le reti delle rimesse dei migranti lascia il monopolio a organismi come la Western Union, che ama i migranti ovunque si trovino, perché sulle loro rimesse arriva a lucrare fino al 15%; ma su un piano più modesto, abbiamo segnalato qui come la Somedia abbia lanciato il Marketing multiecnico. La forza che fa costruire megayacht ai migranti per poi spremerne le rimesse si sposa perfettamente con il meccanismo del controllo istituzionale delle devianze e delle scintille di rivolta. Chiaramente non è la minuscola Co.Re.Is. a decidere tutto questo movimento. Però, qualora la proposta mediatica di Adolfo Urso si trasformasse in proposta di legge, sarebbe il primo caso in cui tutti i membri di un movimento acquisterebbero quasi automaticamente un posto di lavoro a spese dello Stato: non è un caso che la Co.Re.Is. stia nominando un po' ovunque degli imam in questi mesi. Per quanto potranno essere pochi i posti disponibili di Docente di Islam a Piccoli Musulmani per Conto del Ministero degli Interni, i militanti della Co.Re.Is. saranno comunque ancora di meno. Note: [1] Lo stesso file in cui presentano la proposta di un registro si intitola "albo", più precisamente http://www.coreis.it/Testi/albo%20imam%20contributo%20coreis%20pdf.PDF [2] Aggiungiamo che la proposta di legge del Co.re.is. prevede persino l'obbligo di tenere le prediche del venerdì "in lingua italiana", presumibilmente allo scopo di risparmiare sulle spese per i traduttori al Ministero degli Interni. Di questa improbabile idea, abbiamo già parlato qui. domenica, 25 ottobre 2009 Le intimità commerciali di Piero Marrazzo Tra gli innumerevoli personaggi pubblici che si sono messi pazientemente in fila per prendere a calci Antonio Caracciolo, troviamo anche Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio ("vorrei poter guardare negli occhi questo professore", per potergli "trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem" recita con sentimento).
Un calcio che richiedeva una certa agilità, visto che Piero Marrazzo stava contemporaneamente affondando nella melma che ben sappiamo. Che un gran numero di politici vada a caccia di sesso mercenario, a partire dal nostro Presidente del Consiglio, è una banale ovvietà, e forse anche irrilevante ai fini del tipo di lavoro per cui i cittadini li pagano. L'episodio in sé sarebbe quindi privo di importanza, un ennesimo colpo di manganello nell'arlecchinata che va sotto il nome di Destra-Sinistra. Invece contiene in sé un insegnamento molto interessante, che va al di là delle sciocchezze partitiche. L'intimità, storicamente, è la sfera insindacabile e segreta, verso la quale una certa tolleranza è sempre dovuta. Il problema è che nell'era della Jeune-Fille, l'intimità è la merce per eccellenza, la prima cosa che si mette sulla bancarella. Quando si incrociano le prostitute transessuali che Marrazzo frequenta, ciò che colpisce è l'uso pubblico della propria intimità a scopo commerciale. Ma questa intimità è a sua volta una creazione artificiale, costruita sistematicamente solo a scopo commerciale. Leggete attentamente la frase di cui sopra, e poi guardate come Piero Marrazzo metteva sul mercato la propria intimità falsificata, come parte integrante del proprio prodotto mediatico-elettorale. Siccome ho il sospetto che la pagina in oggetto muterà tra poco, l'ho salvata qui con un fermapagina. E notate come l'autoinvenzione parta proprio dall'intimità: la vita pubblica, in questo testo, viene solo dopo. Piero Marrazzo esibisce la propria figlia sul mercato.Notare l'abbigliamento sportivo, il microfono e i riflettori sabato, 24 ottobre 2009 "Grazie all'esistenza di questa rete computerizzata cerebrale [gli extraterrestri malvagi] sono in grado di manipolare energia psichica destrutturata e ad azione distruttiva, prelevata da persone gravemente malate; riescono a compattarla nello spazio di un punto microscopico, invisibile a ogni rilevazione esterna. Chiarimenti della dott.ssa Adriana Roncella riguardante l'Ontopsicologia
C'è un ricercatore universitario, il prof. Antonio Caracciolo, accusato di tenere nel suo tempo libero un blog in cui sostiene che il diritto di espressione è garantito dalla Costituzione anche a minoranze sgradite. Per questo, dietro pesante spinta del sindaco post-fascista di Roma, Gianni Alemanno, Antonio Caracciolo viene sottoposto a inchiesta da parte del Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza di Roma, il prof. Luigi Frati, e rischia di essere sospeso o licenziato. Ora, i media affermano che il Magnifico Rettore dell'Università La Sapienza, cioè proprio lo stesso prof. Luigi Frati, avrebbe ufficialmente mandato i propri saluti - con tutto ciò che comporta in termini di autorevolezza - a un raduno di persone che hanno come principale scopo la vendita di una serie di tecniche per liberare l'umanità dal controllo di alcune malvagie civiltà extraterrestri. Sempre secondo i media, lo stesso raduno di ufologi sarebbe stato "patrocinato" dalla Facolta' di Sociologia dell'Universita "La Sapienza' di Roma, che dipende sempre dal prof. Luigi Frati, e il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma avrebbe tele-partecipato al medesimo convegno ufologico in veste di relatore. Aggiungiamo il caso del Prof. Paolo De Nardis, Ordinario di Sociologia sempre dell'Università La Sapienza di Roma, che avrebbe presentato, entusiasta, un libro dello stesso circolo ufologico. In fondo a questo post, potrete leggere la relativa documentazione, comunque riassumiamo. La Summer School of Ontopsychology - patrocinata a dire dai media dal prof. Luigi Frati e dai suoi amici - è una delle numerose creazioni di Tonino Meneghetti, detto Antonio, un ex-frate di Avezzano amante delle catene d'oro e di grossi sigari, di mestiere designer di Ontomoda (Meneghetti gestisce una catena di negozi dove vende esclusivamente le proprie creazioni),ontopianista, ontoterapeuta e ontopittore. ![]() Tonino Meneghetti, detto Antonio, fondatore dell'Ontopsicologia
Mettiamo da parte la complessa carriera di Antonio Meneghetti, che comprende anche una sosta in carcere (dove ha scritto Appunti e considerazioni durante il carcere, Ontopsicologica Editrice Luglio 1981) e una condanna per omicidio colposo, e guardiamo esclusivamente i risvolti accademici della questione.Antonio Meneghetti sostiene di avere il titolo di
"Grand Doctor Nauk in Scienze Psicologiche dal Governo della Federazione Russa, [1] quello di Grand Doctor of Philosophy e di Doctor philosophy of medical [un titolo che lascia perplesso il gestore di questo blog, di mestiere traduttore] dall'Accademia Internazionale di Informatizzazione."L'Accademia Internazionale di Informatizzazione è un'istituzione russa che si occupa di "Studio e ricerca di civiltà extraterrestri e cosmiche". "Il problema dal quale Antonio Meneghetti ha iniziato la sua ricerca è questo: trovare quel primo che attiva la fenomenologia esistenziale."Antonio Meneghetti, contrariamente a Platone e Aristotele, aveva i mezzi per trovare la risposta alla domanda universale che si poneva. Su uno dei suoi siti, si autodefinisce così: «Filosofo che non è ancora riuscito ad incontrare una mente capace di comprendere nel segno, il suo trattato su - L'esistenza come contraddizione dell'essere - o - etiologia del verbo»... «È esempio invidiabile di elegante scaltrezza nel continuo vortice impresso dalla globalizzazione all'intero pianeta»... «Qualcuno lo ha definito come unico genio del nostro pianeta».Il bello è che Antonio Meneghetti, a differenza di Kant, Freud o Hegel, ha scoperto pure le risposte, che sono esattamente tre: l'In Sè ontico, il Campo semantico, e il Monitor di Deflessione. Siccome Antonio Meneghetti non è un amante della scrittura chiara (né dell'ortografia precisa), diciamo che l'In Sé Ontico siamo noi, che poi saremmo pura energia quantica (come nella fisica New Age, insomma). Agiamo nel Campo Semantico, cioè in un mondo fatto di rapporti significativi; e restiamo inguaiati dal Monitor di Deflessione. Fortunatamente, ci sono le terapie di Antonio Meneghetti che ci possono salvare dal Monitor di Deflessione: i media (non quelli che parlano del patrocinio del prof. Frati e dei suoi colleghi) ne descrivono alcune davvero originali. Ci soffermeremo sul Monitor di Deflessione, visto che è stato spiegato egregiamente dalla dott.ssa Adriana Roncella al Convegno mondiale di Ontopsicologia a Mosca. Visto il consesso, possiamo supporre che si tratti di una definizione del tutto ufficiale, fatta alla compiaciuta presenza del Maestro. Non vi fate confondere dal linguaggio, come dire, denso: per una volta, il titolo che un redattore ha messo all'articolo in effetti spiega tutto: "Quando gli UFO non ci danno tregua !" Il Monitor di Deflessione è un "congegno meccanico psichedelico" e una "struttura computerizzata inserita nel sistema cerebrale umano da millenni, da una civiltà non terrestre". Il Monitor di Deflessione consiste in "uno o più geni anomali inseriti nella struttura a serpentina del DNA" che gli extraterrestri inserirebbero in noi "già dalla nascita" per indurci nell'errore e provocare malattie psicosomatiche "Le fantastiche civiltà extraterrestri - si chiede Adriana Roncella - sono realmente lontane anni luce, frutto solo di una elaborazione della fantasia o sono presenti operativamente su questo pianeta?"Con l'aiuto di Antonio Meneghetti, la dott.ssa Roncella scopre che gli Ufo non solo sono tra di noi, ma soprattutto dentro di lei: "Nell'arco di dodici anni di dura esperienza personale e di serrata analisi ho potuto verificare che il monitor di deflessione non è una realtà individuale, circoscritta alla singola unità uomo. Esiste in realtà un unico monitor, un unico sistema informatico che collega in rete tutti i cervelli a livello planetario."Questo immenso complotto extraterrestre sta portando alla costruzione di una "rete informatica cerebrale" che permette agli extraterrestri di "programmare e coordinare con precisione matematica tutti i circuiti cerebrali individuali". In particolare, gli extraterrestri hanno preso di mira proprio la dott.ssa Roncella: "Hanno dislocato lungo la mia vita dei veri e propri corridoi elettrici mortali, programmati con largo anticipo e posizionati in punti strategici particolari del mio programma esistenziale perché potessi fermarmi, arrendermi, tornare indietro o morire.Gli extraterrestri hanno perseguitato la dott.ssa Roncella con un accanimento degno delle Toghe Rosse di Mani Pulite: "Nel mio caso l'organo prescelto è stato prevalentemente il cervello; sono poi passati all'apparato gastroenterico, la colonna vertebrale dorso-lombare, occhi, orecchie, vagina, vie respiratorie." La soluzione ontopsicologica, in questi tempi di ecologismo, va nettamente controcorrente: "Sono riuscita ulteriormente a sgusciare da questo meccanismo, direnzionando le mie scelte solo a cibi confezionati industrialmente, che avrebbero dovuto essere completamente neutri e asettici.Fallita la via del salmone e dello yoghurt, gli extraterrestri, preoccupati per un'iniziativa di Meneghetti, hanno cercato anche di far annegare la dott.ssa Roncella: Il giorno successivo a quello in cui il Prof. Antonio Meneghetti mi ha chiesto di presentare una relazione sulle "bombe semantiche" al congresso mondiale di Ontopsicologia che si sarebbe svolto a Mosca, è arrivata una bomba di portata inimaginabile. In base a questi dati, vorremmo porre al Magnifico Prof. Luigi Frati dieci domande:
1) L'affermazione fatta in data 12 agosto dall'agenzia ADNKronos secondo cui Lei avrebbe mandato i suoi saluti alla Summer School of Ontopsychology è vera o falsa? E' vero o falso il patrocinio della Facoltà di Sociologia dell'università da Lei diretta allo stesso convegno? E' vero o falso che abbia partecipato come relatore il prof. Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università sempre da Lei diretta? 2) Nel caso in cui siano falsi tali notizie, ha sporto denuncia contro gli organizzatori del suddetto convegno? 3) Nel caso fosse vero, i suoi saluti sono stati inviati a titolo personale o nella qualità di rettore dell'università, come dichiara l'agenzia stampa? La stessa domanda riguarda gli interventi degli altri suoi colleghi (e sottoposti) di cui si parla nella nota dell'agenzia. 4) in caso lei fosse stato tirato in ballo indebitamente, ma i suoi colleghi Morcellini e De Nardis, nonché la facoltà di sociologia no, quali provvedimenti intende prendere contro gli stessi? 5) Se lei ha deciso di salutare e di permettere di patrocinare e di far partecipare, sempre a titolo ufficiale, alla Summer School of Ontopsychology, desideriamo sapere - come cittadini e contribuenti - quali siano i meriti accademici delle attività del signor Antonio Meneghetti? 6) Lei concorda con lo stesso Meneghetti, che lui sarebbe l'unica persona oggi in grado di gestire un incontro con popolazioni extraterrestri? «Alle porte del terzo millennio, [Antonio Meneghetti] considera gli esseri umani assolutamente impreparati ad un incontro di civiltà diverse dalla nostra: ciò potrebbe costituire il presupposto di una colonizzazione extra intrapsichica già in atto».7) Lei ritiene che le tre scoperte di Antonio Meneghetti - l'In Sé Ontico, il Campo Semantico e il Monitor di Deflessione - abbiano aperto nuovi orizzonti alla scienza, tali da invalidare la maggior parte delle materie attualmente insegnate nell'ateneo da lei diretto? 8) Lei ritiene che le civiltà extraterrestri controllino i nostri cervelli tramite inserti nel nostro DNA? 9) Lei ha mai avuto occasione di vedere l'aura del signor Antonio Meneghetti? [2] 10) Se lei venisse aggredito in piscina da una bomba semantica, quale sarebbe la posizione ufficiale dell'Università La Sapienza sull'autodifesa tramite l'utilizzo di salmone affumicato non di marca? Note: [1] Il titolo è presumibilmente un misto anglorusso che vuol dire, "Gran Dottore nelle Scienze". Comunque Antonio Meneghetti, quando si è fatto consegnare il titolo, si è evidentemente dimenticato di farsene spiegare anche il significato. [2] «Durante una mattinata, il Professore con semplicità, davanti a 80 persone presenti in sala, ha insegnato come disporsi per vedere il suo campo eterico. Poi furono scelte cinque persone che furono poste nella stessa posizione a distanza ravvicinata (quattro metri circa) per osservare meglio la sua corona biodinamica o aura psichica. Dopo due o tre minuti si dovette interrompere a causa dell'impressionante incidenza che la percezione dell'eterico aveva suscitato quasi d'improvviso su una delle cinque persone. Nonostante la brevità dell'esperimento tutte e cinque le persone (tre donne e due uomini) scrissero separatamente la stessa impressione: un fiammeggiare radiante e verticale che trasmetteva una cointuizione del principio creativo della vita. Tre dei cinque ebbero dei trasalimenti iperemotivi apparentemente istero-dereistici, ma che in realtà si dimostrano meglio come percezioni edoniche di superiore esperienza. Probabilmente si è trattato di un'esperienza psichica ed emozionale in coincidenza semantica con il Professore, il quale stava seduto con gli occhi rivolti in basso, quasi assorto in se stesso» Estratto da "Ontopsicologia Clinica" di Antonio Meneghetti, nota n° 18 a pag. 163 Documentazione:
i lanci di agenzie riguardanti il patrocinio dell'Università della Sapienza al convegno della Summer University of Ontopsychology UNIVERSITA': ASSISI, XI EDIZIONE DELLA SUMMER UNIVERSITY OF ONTOPSYCHOLOGY Assisi, 12 ago. - (Adnkronos) - Si e' aperta il 9 agosto ad Assisi la XXI edizione della Summer University of Ontopsychology. L'evento, che negli oltre vent'anni della sua storia ha sempre rappresentato un'occasione di approfondimento dei principi e dei valori per lo sviluppo dell'uomo, prosegue la sua tradizione quest'anno centrandosi sul tema 'Arte, sogno e societa''. Sono oltre 400 gli impresari, gli studiosi e i professori venuti da tutto il mondo per assistere al consesso internazionale, considerato il piu' grande evento artistico e scientifico dell'umanesimo contemporaneo. Un evento che ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali: dall'adesione del Presidente della Repubblica ai patrocini del Senato della Repubblica, della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, della Facolta' di Sociologia dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, della Facolta' di Amministrazione 'Antonio Meneghetti' in Brasile e della Facolta' di Psicologia dell''Universita' Statale di San Pietroburgo'. Durante i dieci giorni di congresso il tema sara' approfondito nelle sessioni mattutine tenute da docenti internazionali e in quelle pomeridiane tenute dall'accademico prof. Antonio Meneghetti, fondatore della scuola ontopsicologica. Molti i saluti augurali fatti pervenire per la giornata inaugurale: da quello del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, a quello del Presidente del Consiglio Mondiale di Psicoterapia Alfred Pritz, a quello del Magnifico Rettore dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Tra i presenti in sala Franco Brunozzi, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Assisi, e Ada Girolamini, consigliere della Regione Umbria.(segue) - (Adnkronos) - ''C'e' davvero una grande forza rivoluzionaria in questo messaggio che e' sicuramente contro corrente. La scuola ontopsicologica e' una scuola di pensiero e di conoscenza che rappresenta un grande messaggio per chi si pone nella condizione di sapere di non sapere mai abbastanza, per chi sa di dover sapere sempre di piu''', per contribuire ad una crescita e sviluppo del valore dell'uomo nel suo tempo, ha dichiarato la Girolamini. Presenti in sala anche i direttori del dipartimento di Ontopsicologia della Facolta' di Psicologia dell'Universita' Statale di S. Pietroburgo e della Facolta' di Amministrazione Antonio Meneghetti e, in contatto telefonico, il saluto del prof. Mario Morcellini, preside della Facolta' di Scienze della Comunicazione dell'Universita' La Sapienza di Roma. L'evento rappresentera' dunque l'occasione di esposizione di nuove scoperte in grado di dare l'angolazione innovativa per l'esattezza e vitalita' della scienza e dell'economia. Vengono pertanto messe in campo la responsabilita' di scienziati ed economisti, politici e artisti, chiamati a dare risposta alle esigenze di crescita dell'uomo. ''La grandezza si costituisce dalla soluzione di rapporto tra universita' e societa' in recupero dei principi ontologici a funzione ed evoluzione dell'uomo per l'uomo su questo pianeta'', ha dichiarato Meneghetti |
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